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Dopo la madre e il figlio A 13 giorni dall’incidente muore anche lo zio

Uno schianto violento il 12 agosto scorso in A4 costò la vita a Antonella D'Amone, poche ore dopo spirava Giosuè, il figlio di 11 anni. Nel giorno del funerale, fissato per lunedì 26 agosto alle 14 a Busto Arsizio è spirato all'ospedale Papa Giovanni anche lo zio di Giosuè e cognato della D'Amone: Giovanni Boncordo.

Una tragica coincidenza: nel giorno delle esequie di Antonella D’Amone, 44 anni, e del figlio Giosué Bonaccorso, 11 anni, che saranno celebrate oggi, lunedì 26 agosto a Busto Arsizio, è arrivata la notizia della morte di Giovanni Bonaccorso, lo zio 60enne che viaggiava sulla stessa auto che il 12 agosto scorso si è schiantata in A4, tra grumello e Ponte Oglio. L’uomo era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e le sue condizioni era molto gravi.

IL TRAGICO SCHIANTO

Lunedì 12 agosto la famiglia Bonaccorso di Busto Arsizio era partita alla volta delle vacanze in una località della Romagna. La prima tappa però sarebbe stata Padova, per far visita a Sant’Antonio di cui erano devoti. Al volante dell’auto, una Fiat Brava, c’era Giuseppe, 19 anni neopatentato. Accanto sedeva il padre Maurizio, 49 anni, mentre sul sedile posteriore c’erano Antonella D’Amone, il piccolo Giosué di 11 anni e Giovanni Bonaccorso, fratello di Maurizio. Superato il casello di Grumello del Monte, l’auto ha sbandato ed è finita contro un muro di un cantiere. Un colpo violento in cui morì sul colpo la donna. Sul posto erano intervenuti anche i vigili del fuoco di Bergamo per estrarre dalle lamiere il piccolo Giosuè e Giovanni Bonaccorso in gravissime condizioni. Dopo nemmeno 24 ore in sala di rianimazione Giosuè spirava all’ospedale Papa Giovanni XXIII. A 13 giorni dallo schianto, domenica 25 agosto, è morto anche Giovanni Bonaccorso.

LE INDAGINI

La polizia stradale di Seriate ha avviato una serie di accertamenti per capire come mai l’auto abbia sbandato all’improvviso, finendo contro il guardrail laterale, proprio all’inizio di un cantiere stradale regolarmente segnalato. L’auto, secondo alcuni rilievi, non superava i limiti di velocità previsti dalla legge, ma per cause ancora da accertare ha prima sbandato, si è girata su se stessa e, infine, dalla terza corsia è andata a sbattere al lato dell’A4.

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