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Banca Popolare Bergamo: l’utile netto è di 86 milioni Risparmio gestito più 3%

Nella mattinata di lunedì 26 agosto, il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo Spa, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al termine del primo semestre 2013 che evidenzia un utile netto di 86 milioni, in lieve crescita rispetto al medesimo periodo del 2012 (+0,3%; +0,3% milioni di euro).

Nella mattinata di lunedì 26 agosto, il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo Spa, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al termine del primo semestre 2013 che evidenzia un utile netto di 86 milioni, in lieve crescita rispetto al medesimo periodo del 2012 (+0,3%; +0,3% milioni di euro). Al netto delle componenti non ricorrenti rilevate nei primi sei mesi del 2012, per anni pregressi ed a oneri per incentivi all’esodo – e non presenti per il 2013, la crescita sarebbe pari a euro 8,5 milioni (+11%).

Con riferimento alle voci di conto economico, la prima metà dell’anno si è conclusa con un risultato della gestione operativa a 202 milioni di euro in progressione del 5,3% sul medesimo periodo del 2012; hanno favorito tale risultato sia la tenuta dei proventi operativi a euro 426,7 milioni (-0,1%) che il contemporaneo rilevante risparmio negli oneri operativi per euro 10,6 milioni (-4,5%).

In dettaglio, si registra una positiva performance delle commissioni nette (+9,2%, +14,9 milioni) e del risultato dell’attività di negoziazione, copertura e cessione crediti (+11,5 milioni), mentre risultano in contrazione il margine di interesse (-9%, -22,5 milioni) e gli altri proventi e oneri di gestione (-4,3 milioni). Per quanto riguarda gli oneri operativi, sia le spese per il personale che le altre spese amministrative sono diminuite, rispettivamente di 6,3 milioni (-4,6%) e 4,4 milioni (-4,6%). Il rapporto Cost/Income ne ha conseguentemente beneficiato attestandosi al 52,67% rispetto al 55,10% del giugno 2012.

Nei primi sei mesi sono state effettuate rettifiche su crediti per 58,4 milioni di euro (-6,4% sul primo semestre 2012), derivanti principalmente da accantonamenti analitici su crediti in default. Il costo del credito che ne deriva si è attestato allo 0,61% annualizzato, in flessione rispetto sia allo 0,65% del giugno 2012 che al dato di fine anno 2012 (0,72%). Con riferimento invece agli aggregati patrimoniali, a fine periodo, gli impieghi a clientela hanno raggiunto i 19,1 miliardi di euro (+1,70%) grazie al progresso dei mutui, dei prestiti personali e delle altre operazioni in parte compensato dalla flessione riscontrata nei conti correnti.

Anche a fine semestre i crediti non performing risentono della difficile congiuntura economica: il loro ammontare, pari a 1,4 miliardi di euro, rappresenta a fine giugno il 7,6% del totale dei crediti netti verso la clientela. La crescita dell’8% espressa nel corso del periodo (pari a 107,1 milioni di euro circa) è da attribuire in particolar modo all’aumento delle sofferenze e degli incagli.

L’andamento di tali crediti in default si riflette negli indicatori di rischiosità, con il rapporto sofferenze nette/impieghi netti pari al 3% (rispetto al 2,88% di fine anno 2012) – peraltro sempre al di sotto del 3,75% del sistema bancario – ed il rapporto incagli netti/impieghi netti cresciuto al 3,74%, dal 3,44% dello scorso dicembre. La raccolta totale da clientela attestatasi a fine semestre a 43,2 miliardi di euro ha registrato una flessione di 0,8 punti percentuali. In particolare, la raccolta diretta da clientela si è contratta a 17,8 miliardi (-7,3%, -1,4 miliardi) essenzialmente per effetto della nuova policy di emissione di Prestiti obbligazionari.

Tali prestiti infatti, da febbraio 2013, vengono emessi dalla Capogruppo e collocati dalle Banche Rete, risultando quindi contabilizzati nella “raccolta indiretta”.

Tenendo conto di tali collocamenti effettuati dalla Banca nel semestre per circa 1 miliardo di euro, la contrazione della raccolta si riduce al 2,5%.

La raccolta indiretta da clientela ordinaria ammonta a 25,3 miliardi di euro, suddivisi fra “risparmio gestito” e “polizze vita” per 12,5 miliardi di euro (+2,4%) e “raccolta amministrata” per 12,8 miliardi (+6,1%, incremento dovuto in gran parte alle nuove emissioni della Capogruppo commentate in precedenza). Anche al termine del primo semestre 2013 la solidità patrimoniale viene riconfermata dagli elevati coefficienti patrimoniali: il rapporto fra il patrimonio di base ed il totale delle attività a rischio ponderate (Tier 1 Capital Ratio) è pari al 25,07% (20,62% a fine 2012), così come il rapporto fra il patrimonio di vigilanza ed il totale delle attività a rischio ponderate (Total Capital Ratio) si attesta al 24,94% (20,50% al 31 dicembre 2012). Il miglioramento dei ratio patrimoniali è dovuto principalmente all’applicazione dei modelli avanzati per il portafoglio retail a seguito dell’autorizzazione da parte dell’Organo di Vigilanza ricevuta in data 19 luglio 2013.

Commenti

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  1. Scritto da maurizio

    Ma come? Girano voci che entro fine anno TUTTI i dipendenti del gruppo dovranno fare tre ore di cassa integrazione al 60% per far recuperare soldi per tappare i buchi di gestione alle spalle dell’INPS ( e quindi alle nostre spalle ) Se la notizia è vera, c’è dell’incredibile!!!!!