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Sviluppo turistico Lizzola replica alle accuse: “Ecco tutta la storia”

Il Consiglio di amministrazione della Sviluppo turistico replica alle affermazioni contenute nell’esposto inviato alla procura dall’opposizione di Valbondione, che attacca la società in merito alla realizzazione dello Sky stadium.

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Il Consiglio di amministrazione della Sviluppo turistico Lizzola replica alle affermazioni contenute nell’esposto inviato alla procura dall’opposizione di Valbondione, che attacca la società in merito alla realizzazione dello Sky stadium.

Dai i recenti articoli pubblicati e l’esposto presentato alla Procura della Repubblica da parte della minoranza del comune di Valbondione, vogliamo dare alcuni chiarimenti in merito, specialmente riguardanti le omissioni fatte. Non temiamo certo il lavoro della Procura, che saprà certamente fare chiarezza, ma ai cittadini del paese dove la nostra azienda opera vorremmo che le cose siano chiare. La storia, raccontata solo a metà, può avere un significato completamente distorto! Ma prima di farlo, vorremmo che tutti prendessero coscienza di chi sta parlando: Chiodelli Dario lavora per la promozione di Colere e Ambra Pedrazzoli lavora agli Spiazzi di Gromo e nessuno dei due abita nel comune di Valbondione. Nel p.to 1 dell’esposto si parla di una delibera comunale che approva il progetto dello “ski stadium”. Non si dice però che fin da allora il comune deve solo farsi carico di ottenere il finanziamento mentre la società deve coprire tutti i costi (esclusi i finanziamenti a fondo perduto). Non solo, se i finanziamenti non fossero stati elargiti, la società avrebbe rimborsato tutte le spese sostenute dal comune per la consulenza e la progettazione. Questo è avvenuto, per esempio sul progetto del pozzo di accumulo acque per cui la società ha corrisposto al comune 16.325,05€. Nel p.to 2 si dice che l’opera viene realizzata dal comune a favore della società, ma non è così! Il comune avrebbe dovuto realizzare l’opera e ne sarebbe stato proprietario. Siccome l’utilizzo però del manufatto avrebbe dato beneficio, per ovvi motivi, alla società, la Sviluppo Turistico Lizzola avrebbe corrisposto annualmente l’importo delle rate che il comune si trovava a rimborsare al credito sportivo. In sostanza il finanziamento, e quindi l’opera, non veniva pagato dal comune, bensì dalla società. I lavori, come detto nel p.to 4 dell’esposto, vengono affidati con gara alla ditta austriaca HDP Gmbh, con un ribasso del 5% (il valore a base d’asta era di 293.002,39 € contro un offerta di 276.720,79 €). La sospensione dei lavori di cui si parla, datata 28.12.2010 giunge al seguito di un’antecedente sospensione dei lavori a causa delle condizioni meteo avverse. Quello che non viene detto è che successivamente il direttore lavori sollecita più volte la ripresa dei lavori senza ottenere risposta dalla ditta esecutrice. In data 28.10.2010 il comune di Valbondione comunica quindi la risoluzione del contratto con la ditta HDP in quanto la stessa non ottemperava alla ripresa dei lavori. Il p.to 6 presenta come successivamente il direttore lavori si sia attivato per la quantificazione dei lavori mancanti. Nella nota del direttore lavori datata 19.06.2012 si evince che l’Amministrazione Comunale debba impegnare ulteriori 67.377,80 € per il completamento dell’opera. Quello che però la minoranza non dice, perché evidentemente ignora, è che buona parte dell’innevamento artificiale realizzato non era più completabile. La ditta che produceva quel tipo di lance era in procedura fallimentare e quindi i pezzi mancanti non sarebbero più stati acquistabili! Da qui nasce la necessità di ripartire da capo con questa parte di opera, da qui nasce la lievitazione dei costi, che non è imputabile né al comune né alla Sviluppo Turistico Lizzola, che fino a questo punto è stata un semplice spettatore in attesa di avere l’utilizzo del manufatto e di erogare il rimborso delle rate al comune. Al p.to 7 si evince come la Sviluppo Turistico Lizzola, pur di completare l’opera, nell’interesse di entrambi gli attori, sia disposta a sostenere gli eventuali oneri non computati nell’appalto (i 67.377,80 € di cui parlavamo prima). Ai p.ti 11 e 13 la minoranza dice: “da quanto sopra evidenziato si evince che le opere non vengono realizzate” e“si evince che le opere mancanti non sono state realizzate da nessuno”. Si evince dove? La società Sviluppo Turistico Lizzola ha dovuto scartare tutto quanto fatto dalla prima ditta (per i motivi evidenziati sopra) per poi andare a richiedere una nuova fornitura dell’impianto di innevamento alla ditta ThecnoAlpin di 180.000 € + iva. Tutto documentato, visibile e pagato dalla Sviluppo Turistico Lizzola! L’impianto c’è. Se esso poi non è stato completato è solo perché non è stata ancora fatta la chiusura dei lavori, del resto l’affidamento lavori è avvenuto solo nel 2012. (l’unica cosa mancante è la tribuna, contestata dal parco perché impattante) Veniamo ora alla parte finale, quella dei soldi, che evidentemente la minoranza ha problemi nel capire: quando l’appalto viene affidato alla Sviluppo Turistico Lizzola il comune si impegna a corrispondere alla società 163.809,80 €, che portano il costo dell’opera all’iniziale quadro economico invariato, non un euro di più. La società invece dovrà integrare i 67.377,80 € mancanti. Notate che il costo per il comune non è lievitato!

Dal canto suo la società doveva però rimborsare i mutui al comune, nonostante l’impianto non fosse ancora terminato. La prima rata è stata versata dalla società nel 2011, mentre la seconda e la terza si è pensato di compensare debiti e crediti che comune e Società avevano reciprocamente. La società deve al comune due rate del mutuo (35.068,12 x 2 = 70.136,24 €) e i soldi della progettazione del pozzo di accumulo acque di cui abbiamo parlato sopra (16.325,05 €) ma il comune deve alla società i soldi dell’appalto (164.000 €). La compensazione di questi importi conduce ad un unico debito del comune verso la società di 77.905,00 € che l’amministrazione decide di ripartire secondo i seguenti criteri: € 31.162,25 pari al 40% all’approvazione del progetto di completamento, € 31.162,25 pari al 40% entro 10 giorni dall’emissione del certificato di ultimazione di lavori e € 15.581,13 pari al 10% all’approvazione del C.R.E. Da qui arrivano i 31.162,25 € che il segretario comunale, con determina n. 136 del 2013 ritiene di erogare. Derivano da una convenzione non da qualcosa di aleatorio. Nel frattempo la Sviluppo Turistico Lizzola riceve un diritto di superficie dal comune su uno dei mappali sul quale verrà costruita la centrale. Il comune decide che il valore di questa concessione è di 18.000,00 €, e la minoranza dovrebbe saperlo bene, c’erano anche loro in consiglio comunale ad approvarlo. Oltre a questa somma la società effettuerà opere per il comune secondo lo schema seguente a titolo gratuito:

– realizzazione tratto di acquedotto sulla SP49 (euro 45.176,00);

– realizzazione tratto di fognatura sulla SP49 (euro 50.200,00);

– posa in opera di n. 2 cavidotti DN 160 sulla SP49 (euro 25.500,00);

Tolti quindi i 18.000,00 €, restano 13.162,25 € che il comune di Valbondione deve corrispondere alla società. Ultimo ma non per importanza, il Sindaco non ha mai svolto lavori di consulenza, è sempre stato un dipendente di banca Intesa, così come Conti Claudio, non è il nostro amministratore unico. La minoranza dovrebbe ricordarsi che le è stato proposto di essere parte del nostro consiglio di amministrazione… pertanto esiste un consiglio, non un amministratore unico.

Sviluppo Turistico Lizzola SpA Il consiglio di amministrazione

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Commenti

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  1. Scritto da Gianni

    Ma siamo sicuri che la STL sia in buone acque?voci parlano di professionisti e imprese che sono in attesa dei loro soldi da molti molti mesi…spero non sia vero,o potrebbe uscire un altro botto per Valbondione e non ne ha sicuramente bisogno!! Forza Lizzola!!,

  2. Scritto da formica

    Senza entrare nel merito – in quanto l’argomento é per tecnici e per gli abitanti di valbondione -, non si capisce se chi risponde é l’amministrazione comunale o il CDA della STLizzola. Infatti nella lettera viene citata spesso “la minoranza”.
    E’ una situazione ingarbugliata e difficile che comunque sia non agevola il lavoro di chi fa turismo che invece avrebbe bisogno di tranquillità e di un sistemo pronto ad accogliere.

    1. Scritto da Walter Semperboni

      Bhe mi sembra molto chiaro che a rispondere siamo Noi del Consiglio di Amministrazione,al termine della lettera è specificato;per quanto riguarda la tranquillità,abbiamo tranquillità da vendere,abbiamo fatto una bella stagione estiva e ci stiamo preparando per un ottima stagione invernale,nonostante certe persone cerchino di metterci pali tra le ruote che,si nuociono a Noi,ma non si dimentichino nuociono di più al Nostro Paesello!!!