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La festa di Sant’Alessandro abbraccia la candidatura a Capitale della Cultura

Formula rinnovata per una “nuova prospettiva e da un nuovo impegno: la Candidatura di Bergamo a Capitale della Cultura Europea”. La celebrazione serale di domenica davanti alla nuova Ambasciata Culturale Europea, a Casa Suardi in piazza Vecchia

Come ogni anno dal 2010 torna in questo fine settimana la kermesse teatrale in onore di S. Alessandro creata dal Comune in collaborazione con la Diocesi di Bergamo. Il restyling voluto dagli organizzatori porterà in scena domenica una pièce dove la celebrazione identitaria riannoderà gli estremi della storia locale dall’epoca dei Cesari agli anni della guerra fredda.

In Piazza Matteotti alle 17, prima che Sant’Alessandro e Santa Grata si avviino verso il luogo del martirio, l’azione teatrale – sulle ali della futura gloria – evocherà le figure di Bartolomeo Colleoni, Gaetano Donizetti, Angelo Roncalli. “Attraverso le loro parole – si legge nel comunicato diramato per la stampa – si ricostruisce la storia futura della Città, di cui il Santo diventerà patrono; una storia fatta di momenti di paura e speranza, giorni drammatici, di lotta, ma anche di liberazione, evocati per l’occasione dai suoi uomini più illustri.”

L’idea di rinnovare la formula nasce, come dichiara l’Assessore alla Cultura Claudia Sartirani, da una “nuova prospettiva e da un nuovo impegno: la Candidatura a Capitale della Cultura Europea”, tant’è che la festa serale avverrà quest’anno davanti alla nuova Ambasciata Culturale Europea, allestita dal 1 luglio a Casa Suardi in piazza Vecchia. “Una Festa sì, ma un momento di riflessione sulla nostra comunità, sul suo futuro, sulle sue preoccupazioni, sulle sue speranze”.

Da esclusiva rievocazione della passione di Sant’Alessandro martire, dunque, il progetto si dilata – forzando i lembi della narrazione storica – verso una sorta di epos orobico volto a celebrare “i valori del carattere bergamasco”. In quest’ottica gli esclusi, inutile dirlo, sono molti più degli inclusi – forse troppo sregolato è il genio di un Caravaggio, troppo di nicchia il talento ritrattistico di un Moroni, troppo poco oriunda la grandezza letteraria dei Tasso, troppo di par condicio il calibro storico e culturale di una Clara Maffei o di una Lesbia Cidonia perché costoro e altri di pari riguardo rientrino in tale straordinario florilegio di personaggi.

Ma la formula è in divenire e chissà che l’orizzonte si allarghi nelle prossime edizioni. In ogni caso lo sforzo organizzativo è ammirevole, perché Bergamo regala ai suoi cittadini una grande manifestazione con centinaia tra figuranti, comparse, musicisti e attori – questi ultimi anche di spessore e talento, Silvia Giulia Mendola, Tiziano Ferrari. Francesco Porfido, Max Brembilla, Fabio Comana, Marco Gavazzeni, Andrea Rodegher. I rievocatori sono dell’Associazione storico culturale Città di Albino, la drammaturgia è di Paolo Aresi mentre la regia è di Fabio Comana.

E in serata, dopo la Messa in S. Alessandro in Colonna e la processione che si concluderà in Duomo in presenza del Vescovo, alle 21 in Piazza Vecchia saluto delle autorità, assegnazione di sei borse di studio agli studenti meritevoli dell’Università e festa gastronomica sotto Palazzo della Ragione – con torta di Sant’Alessandro panificata da ASPAN e mescita del vino del Consorzio Valcalepio. A seguire grande spettacolo di teatro, musica e danza messo in scena dai gruppi di “la casa delle Arti”.

Anche questa è una novità che vedrà protagoniste, per la prima volta tutte insieme, dieci diverse realtà bergamasche del teatro e della danza professionale. Il regista Fabio Comana sottolinea l’eccezionalità di tale esperienza: “ La Casa delle Arti rappresenta uno spirito di condivisione e progettazione comune, sicuramente nuovo per la storia culturale della nostra Città e forse proprio per questo in grado di porsi come modello per il futuro.

La presenza di uno spettacolo, allestito appositamente con i contributi delle compagnie di Casa delle Arti, all’interno della Festa di Sant’Alessandro, vuole quindi essere un omaggio del mondo del teatro e della danza alla più importante ricorrenza cittadina ed insieme un’occasione per presentare alla Città un progetto di indiscutibile valore culturale e sociale. Tutte le compagnie di Casa delle Arti porteranno il loro contributo, alcune con la presenza dal vivo (Erbamil, Teatro Prova, CSC Anymore, Pavlova Ballet School), altre in video o attraverso significative immagini della loro poetica. Con un momento finale, appositamente scritto per l’occasione, dove verrà sottolineata attraverso parole, musica ed immagini, l’importanza della Cultura per il progresso di ogni società civile, mai sottolineato a sufficienza”. In caso di maltempo, il cuore dalla rievocazione storica si svolgerà al Teatro Donizetti.

Il corteo storico partirà comunque dalla Basilica di Sant’Alessandro della Croce in via Pignolo. Da lì, secondo il percorso annunciato, raggiungerà il Teatro (e non Piazza Matteotti, come previsto in caso di bel tempo). La processione religiosa si svolgerà regolarmente anche in caso di maltempo, con partenza da Sant’Alessandro in Colonna, al termine della celebrazione liturgica delle ore 18.30. La processione seguirà quindi il percorso annunciato e si concluderà in Duomo.

Stefania Burnelli

Commenti

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  1. Scritto da Ory

    Bellissima rappresentazione! Complimenti a tutti! Donizetti poi… Davvero bravo!

  2. Scritto da arpaleni

    Cultura e culto dei Santi: come ossimoro non c’è male !!
    E’ pur vero che sul frontespizio della Pontificia Accademia delle Scienze (www.vatican.va) compare l’effige di Galileo
    (nonché Galilei, proprio quello che all’epoca la Chiesa ha messo in galera poichè insisteva a dire che non è il sole
    a girare etc. etc.) ma un minimo di pudore a volte non guasterebbe (sempre che la Giunta del grande Tentorio
    non goda di qualche dispensa papale).

  3. Scritto da max

    però questa messa in scena stavolta è stata ben fatta , gli attori bravi, la drammaturgia riuscita

  4. Scritto da lotty

    secondo me per rafforzare l’dentità civica non serve un santo, quello lasciamolo all’identità religiosa.

  5. Scritto da nino cortesi

    Meglio capitale della polenta.

  6. Scritto da Giovanni

    Che pagliacciata!
    L’unico merito di questa fiera della caciotta e quello di aver intercettato un bisogno di senso e di identità intorno al patrono e quindi all’identità civica… Ma la soluzione al bisogno e davvero e di livello mediocre