BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il Classico non è di moda La fuga dal liceo degli studenti bergamaschi

Trescore è sulla via della chiusura con le ultime due classi, poi resteranno solo tre licei classici pubblici in tutta la provincia: al Sarpi c’è un calo del 10% anche se mantiene sei classi, Treviglio si riduce ad una sola classe contro le due di tre anni fa e Lovere regge, con una sola classe, grazie al dirottamento degli studenti da Breno, in Val Camonica.

È Classico, ma agli studenti non piace. È il liceo per eccellenza che in Bergamasca, come a livello nazionale, vede ridursi ogni anno gli iscritti. Se nel 2007 si contavano oltre 65 mila matricole, la prossima campanella suonerà per 31.500 iscritti. La Bergamasca si allinea e dimostra che quattro poli per i licei classici sono troppi: Trescore sta andando verso la chiusura, ormai da tre anni non ci sono più iscrizioni per una scelta di razionalizzazione delle risorse. Lovere regge: una sola classe con 30 studenti, ma bisogna considerare che confluiscono sul liceo Decio Celeri dell’Alto Sebino anche iscritti che arrivano dalla Val Camonica dopo la chiusura del liceo di Breno. Al “Paolo Sarpi” di Bergamo si contano ancora sei prime, 150 studenti in tutto, anche se c’è un calo del 10/12 per cento. Treviglio non brilla: se tre anni fa contava due classi, il prossimo anno scolastico si apre ancora con una sola ginnasio. Poi ci sarebbero i licei privati, il Sant’Alessandro a Bergamo e i Salesiani a Treviglio, anche se tengono non rubano certo iscritti ai licei statali. 

Le cause? Lo abbiamo chiesto a docenti e presidi dei licei. Ecco le loro analisi.

“Noi siamo stabili su una sola classe di trenta alunni, anche se le richieste di iscrizioni erano 33 e così tre studenti li abbiamo indirizzati su altri istituti o licei – afferma Francesca Botticchio, vicepreside del Decio Celeri di Lovere –. Anche se bisogna precisare che a Trescore si sta chiudendo il classico con le ultime due classi e Breno, in Val Camonica, ha già chiuso. Il liceo classico rimane un’offerta valida, ma forse andrebbe sostenuta la politica della formazione a lungo periodo. Una formazione che poi nella vita aiuta moltissimo in tutti i campi che si intendono affrontare”.  

"La crisi economica non invita ad investire sulla formazione a lungo termine, si preferisce puntare su un’istruzione più legata al lavoro – osserva Vincenzo Cubelli, vicepreside del liceo Paolo Sarpi di Bergamo –. Anche se la formazione che offre il liceo classico apre molte opportunità sia umane sia professionali. La riduzione degli iscritti è dovuta a diversi fattori, dalla riduzione degli investimenti alla valorizzazione della scuola e della cultura in generale, e poi c’è la decorosa incapacità italiana della scuola stessa di rinnovarsi nelle sue possibilità didattiche. Da una parte occorre modificare e applicare gli strumenti didattici, dall’altra occorre utilizzare le nuove strumentazioni in modo innovativo per trasmettere un sapere che può apparire antico, ma che dà una formazione che è la base per proiettare l’uomo sul futuro”. C’è poi un dato che Cubelli rimarca: "Se in Lombardia il 6% degli studenti diplomati alle scuole medie sceglie il liceo classico, a Bergamo la percentuale scende al 2.21%. Un dato che evidenzia molto la poca considerazione che viene riservata ad un certo tipo di istruzione".   

Mauro Messi, docente di latino e greco al liceo Sarpi si spinge anche oltre: “In un periodo di crisi occorrerebbe investire maggiormente in una formazione di lungo periodo. Il classico offre un’istruzione completa che permette alle persone un’analisi, un’apertura mentale e una capacità di risolvere problemi e situazioni complesse. Purtroppo, nell’era del tutto e subito, del guadagno facile ed immediato, risulta una scelta controcorrente anche se sarebbe invece l’ideale da perseguire”.

Sulla stessa linea c’è anche Patrizia Pilato, collaboratrice della preside del liceo classico Simone Weil di Treviglio: “Si preferisce puntare su saperi specialisti anche se parziali, rispetto ad una formazione completa della persona. Bisogna osservare che la fuga dal classico da parte degli studenti trova rifugio in altri licei umanistici perché hanno programmi e materie più appetibili e sembra, e sottolineo sembra, offrano una preparazione più moderna. Forse le colpe sono anche degli insegnanti dei licei classici e dei loro studenti: i primi non sponsorizzano le potenzialità che offre questo tipo di corso di studi, i secondi non sono grati per ciò che hanno ricevuto. Questi studi possono apparire vecchi, superati, ma sono moderni e futuristici anche per chi li insegna perché ritrova sempre una grande vitalità. Forse potremmo togliere l’ansia del classico offrendo maturità che non si incaglino sempre su traduzioni complesse e liberare così altre energie”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da visto da dentro

    ma che severi ma equi…… i prof??? una casta di tecnici del 27 del mese, dovessero confrontarsi con i loro coetanei di qualsiasi grado sociale e o professione, l’autorita’ del timore la utilizzerebbero con i loro animali.

  2. Scritto da Stefano Mazzocchi

    Gentile Narno Pinotti. Dove ha letto che la capacità di “Problem Solving”, che non capisco esattamente cosa sia, si forma tra i 15 e i 19 anni? Mi scusi ma vedo poco la televisione e magari mi sono perso una puntata di Superquark. . Evviva Marco Cimmino!

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Ho cercato di argomentare il mio punto di vista, che non è a priori contro un indirizzo di studi o a favore di un altro. Non sono stato in grado di spiegarmi. Pazienza. Non è importante.

  3. Scritto da Caius Graccus

    Il Sarpi sta a Bergamo come lo sta il Seminario: entrambi in Città Alta, con una storia cagnesca post-risorgimentale in comune, e il medesimo obbiettivo di spartirsi il potere cittadino e provinciale, mica di ricerca o martirio. Il Seminario si è rinnovato, il Sarpi è ancora lì, augusto e angusto. Di giorno la piazza è un parcheggio, di notte il tetto è l’appollatoio dei corvi. Occorre un unico campus scolastico a Bergamo, in città bassa, accessibile, attrezzato competitivo.

  4. Scritto da baz

    perchè è una scuola penosa che costringe a passare la vita per recuperarne i danni. Ex del sarpi

    1. Scritto da Danni?

      Magari un danno è stato una intelligenza come la tua. Se hai fallito nella vita perchè dai la colpa al Sarpi e non a te stesso?

  5. Scritto da Valentina P.

    Il liceo classico deve essere un liceo d’elite, deve avere pochi e davvero motivati studenti. Meglio avere classi ridotte ma con alunni che dopo non rimpiangano la scelta perchè quello che hanno ottenuto è secondo loro inutile. Mia cugina a 16 anni può seguire una lezione interamente in cinese (liceo linguistico) e mio fratello a 18 parla inglese meglio della sottoscritta tornata da 6 mesi in Inghilterra (liceo scientifico). Mi dispiace, ma contro vantaggi del genere, Omero non può vincere.

  6. Scritto da Nicolini Romano

    Io sostengo che il recupero del liceo classico avverrà quando finalmente la Scuola ( e i singoli docenti di loro iniziativa) avrà il buon senso di proporre a TUTTI i ragazzi delle scuole medie le BASI della lingua latina. A Rimini abbiamo dato via 14.300 copie di un libretto introduttivo e i frutti arrivano. Chi vuole il libretto me lo chieda: è gratis. Mio cell.: 339 84 12 017

    1. Scritto da Paolo

      “Dato via”?!?! Provare a cominciare dalle basi della lingua italiana, no?!

  7. Scritto da Andrea Del Ponte

    Distinto sig. Pinotti, lei non sa di cosa sta parlando. Ma è in buona compagnia, in questo disgraziato Paese. Faccio l’esempio di casa mia: mio figlio ha frequentato il classico, con l’inglese e la matematica possibili in questo tipo di scuola. S’è iscritto ad Economia. Ha recuperato in pochi mesi le lacune di tipo scientifico, ha potenziato rapidamente l’inglese. Risultato: laurea specialistica alla Bocconi 110L, voti stellari nei test GRE e TOEFL.

    1. Scritto da Narno Pinotti

      Ecco: ha dovuto «recuperare, potenziare» (magari pagando). Ma un caso singolo dice poco; servono numeri, meglio se grossi, e percentuali. Vorrei sentire gli ex sarpini medi, illusi, persi, delusi, persino tormentati da presunti luminari. Quanti maturandi del classico, dopo 720 ore di latino e 560 di greco, traducono in modo dignitoso? A naso, direi 3 in una classe di 22 (~15%). Devo fare 1300 ore di X perché forse, fra Z anni, X mi servirà per un Y che è tutt’altro? Era meglio fare più Y.

      1. Scritto da Marco Cimmino

        Caro Pinotti, mi pare di capire che lei stia dalla parte dell’istruzione, mentre altri tendrebbero a privilegiare l’educazione. Il suo ragionamento non fa una grinza: peccato che le cose non funzionino cosi’. Il vituperato liceo gentiliano ha sfornato generazioni di Italiani capaci di brillare nella scienza come nelle lettere. Il suo modello strumentale ci ha condotti alla presente catastrofe: le belle teorie, spesso, hanno esiti disastrosi.. Guardi il comunismo….Ossequi.

        1. Scritto da Narno Pinotti

          Ben detto, professor Cimmino: «ha sfornato», passato prossimo. Fra poco potrà andar bene anche «sfornò». Non discuto la bellezza né l’importanza delle letterature classiche: trattasi però di questioni assai specialistiche, che per numeri massicci sono assai meno adatte delle scienze a capire e influenzare il mondo contemporaneo. (Mi perdonerà se non replico alla parte del Suo commento priva di argomentazioni.)

          1. Scritto da Marco Cimmino

            Suvvia Pinotti, non si finga sprovveduto: ex-duco e in-struo le diranno pure qualcosa. Altro che mancanza di argomentazioni. Non puo’ giocare sulle parole con chi di parole campa. I dati sono elementari: il vecchio sistema, con tutte le sue storture, produceva gente capace di elastici adattamenti alla bisogna, mentre il nuovo produce solo fuffa. Mi pare che chi manchi di argomenti sia lei. Non faccia torto ai suoi studi e alla sua intelligenza. Lo scientismo temo abbia fatto il suo tempo.

          2. Scritto da Narno Pinotti

            Gentile Cimmino, basterà aspettare: il vecchio liceo classico, qual era stato fino agli anni ’80, è tornato quasi identico nel 2010. Nel 2015 i primi studenti del nuovo (=vecchio) sistema approderanno all’esame di stato e poi all’università. Vedremo allora se e quanto potremo campare di parole e di (par)etimologie e confondere scienza con scientismo. Intanto il flusso di delusi, dispersi, disadattati, danneggiati del classico continuerà a scorrere, e le scuole tecniche a esser derelitte.

    2. Scritto da Sergio

      Per quale motivo, un bravo studente come suo figlio, frequentando con profitto una scuola, dovrebbe recuperare di corsa “lacune di tipo scientifico”? Non potrebbe già uscire con queste nozioni di tipo scientifico, al pari delle altre materie, da una scuola “normale”?

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Grazie Sergio! Oggi chi non conosce bene le scienze è ignorante – io sono ignorantissimo. Un liceo con poca matematica, pochissima fisica e pochissime scienze naturali sfornerà la classe dirigente di domani? Mah! Prima si abbatte il pregiudizio gentiliano contro la scienza, meglio è. Il greco può esser stupendo, ma è per specialisti, com’è già in tutta Europa e Usa: pure diritto, economia, musica sono importanti (i primi due muovono il mondo), eppure si approfondiscono all’università.

        1. Scritto da ruiz

          Per quanto riguarda la musica non è esattamente così. Per il resto condivido l’osservazione di Cimmino. Mi sembra che lei abbia una criticità indefessa verso il liceo classico (o il Sarpi?…), ma gran parte delle sue argomentazioni si potrebbero utilizzare benissimo in senso opposto. Com’è possibile in campo educativo…e credo lei ben lo sappia

  8. Scritto da Valtesse

    Licei scuole inutili sia il classico che lo scientifico, ho il fatto il politecnico 5 anni vecchio ordinamento come perito senza maggiori difficoltà dei liceali.

  9. Scritto da Narno Pinotti

    Aggiungo: quando i primi diplomati del classico attuale (ripescato dal 1985: c’era ancora il muro di Berlino, internet non esisteva) cominceranno a essere falcidiati nei test d’ingresso alle università, perché svantaggiati dalle lacune liceali in biologia, chimica, fisica, logica, matematica, temo che le iscrizioni caleranno ancora. Per iscriversi a lettere e filosofia basta un liceo classico per provincia.

    1. Scritto da Caro signore

      lei non sa di che cosa sta parlando

      1. Scritto da Cristina Barbirato

        Mi permetto di osservare che il signor Pinotti sa benissimo di cosa sta parlando. Ho frequentato il Sarpi negli stessi anni in cui lo ha frequentato lui e, benchè più piccola di due anni, ho avuto modo di ammirarlo. L’ho ri-ammirato a lezione di letteratura greca, all’università. Non è un “apologo di Narno Pinotti”, questo; semplicemente rimarco che, se c’è una persona (peraltro sensibile oltre che straordinariamente colta) che conosce la realtà del liceo classico, quella persona è lui.

      2. Scritto da Narno Pinotti

        Lei invece non dice proprio niente. Nemmeno per mettere il suo nome e cognome. Che botép.

        1. Scritto da Tasslehoff

          Invece il suo mettere nome e cognome cambia qualcosa?
          Rende le sue affermazioni più veritiere o meritevoli di considerazione?
          Da qualche garanzia sulla sua identità?

          Per sua informazione l’anonimato in rete è la prima condizione per garantire libertà di espressione.

          1. Scritto da Narno Pinotti

            Certo, come no, è pieno di Snowden, Assange e Schwarz là fuori. Non tiri in ballo cose importanti come la libertà in una banale discussione sui licei classici di un’ordinaria provincia lombarda: se uno non ha il coraggio di firmarsi nemmeno in questo caso, libero lui di farlo, libero io di considerarlo un codardo.

          2. Scritto da Anonimo

            Un codardo chi non si firma? Ma questo Narno Pinotti chi crede di essere.
            Per me firmarsi anonimo o narno pinotti fa lo stesso. Chi lo conosce il narno pinotti. Anonimo come altri nick name

          3. Scritto da Narno Pinotti

            Mollami, troll.

    2. Scritto da daniela

      Se pensa che i diplomati del classico possano giusto iscriversi a lettere e filosofia lei è ampiamente fuori strada. Mi permetto. E lo dico anche a ragion veduta. Figlia e compagni alla mano

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Un buon diplomato al classico può iscriversi anche a fisica nucleare o ingegneria. Solo che, a differenza di uno dello scientifico, sputerà sangue tutta l’estate per preparare il test d’ingresso (il compagno dello scientifico, se dignitoso, è già stato ammesso al Politecnico di Milano in IV liceo) e per tutto il primo anno, mentre il compagno, se ha fatto un V anno decente, si berrà analisi matematica come acqua. La capacità di problem solving si forma fra i 15 e i 19 anni; dopo, no.

  10. Scritto da Narno Pinotti

    Sperimentazioni? Indirizzi? Dal 2010/11 nessun liceo può aggiungere ore né materie se non pagate con fondi propri. Da allora il classico è tornato quello degli anni ’80, solo con inglese per 5 anni anziché 2. Più scienze che lettere? Curricolo attuale su 5 anni: 726 ore lat+660 ital+561 greco+495 sto/geo+297 filos=2739 ore umanistiche (esclusi inglese e arte!); 396 ore mat+198 fis+330 scienze=924 ore scientifiche. Rapporto fra le due aree: 75% a 25%. Forse la decadenza del classico sta qui?

    1. Scritto da Vecchio Sarpi

      Si riveda le tabelline, Pinotti: piu’ ore di latino che di italiano, quasi le stesse ore di greco…non e’ che ha scaricato da internet il curricolo di un liceo ateniese? Si faccia un giretto al Sarpi, cosi’ lo vede, una volta nella vita, seppure dal di fuori, e almeno si guarda i corsi, anziche’ passare le giornate alla tastiera, come il suo Grillo: e poi fare due passi aiuta a riflettere…

      1. Scritto da Narno Pinotti

        Il Sarpi lo conosco bene, per averci passato 210 giorni di lezione l’anno per 5 anni. Il curricolo lo trova qui, all’ultima pagina del documento “Liceo classico”: http://goo.gl/SSmo5F. Il logo in alto a destra sulla pagina web mi pare sia quello del Miur italiano. La figura di melma invece mi pare sia tutta Sua; ma so già che è inutile aspettarsi che Lei la ammetta.

  11. Scritto da YURI

    quello a non essere più di moda è faticare e compiere sacrifici per garantirsi una cultura e un futuro sopra la patina di mediocrità che circonda gli studenti…

  12. Scritto da Cicli e ricicli

    È la fine di un’epoca, è la fine di una civiltà. Oggi si parla solo di integrazione e globalizzazione, ovvero annullamento delle culture.
    Non si è mai visto dalla mescolanza di due culture, la nascita di una cultura migliore. Mescolando si ottiene solo un modello al ribasso, buono solo per la massa mediocre.
    Amen, prima finisce, prima decade questa civiltà ormai alla frutta, prima si riparte con rinnovato spirito.
    Cicli e ricicli storici a cui non si sfugge.

    1. Scritto da barbaro

      Ma questo qua conosce la Storia?

      1. Scritto da Cicli e ricicli

        E certo che conosco i cicli e ricicli storici. I barbari globalizzati ed imbastarditi con altre razze non la conoscono la storia

        1. Scritto da Narno Pinotti

          Permetta una piccola correzione: forse intendeva dire “corsi e ricorsi storici”, secondo i termini di Giambattista Vico?

          1. Scritto da Cicli e ricicli

            Il concetto è lo stesso, naturalmente. Corso storico e ciclo storico mi par non facciano grande differenza.
            Vedo che il suo ego non perde occasione nello sfoggiare la sua cultura da wikipedia (malgrado il Sarpi)

          2. Scritto da Narno Pinotti

            E il «riciclo storico» invece di preciso che cos’è? Poteva dire anche cerchi e ricerchi, o circoli e ricircoli, o ciclaggi e riciclaggi: tanto il concetto è lo stesso. Ma giacché Wikipedia è accessibile anche a lei, poteva controllare prima, visto che il suo post era sconclusionato e incomprensibile già di suo. Oppure, star zitto dopo.

          3. Scritto da Pier della Francesca

            Cavoli, ma che professorino colto sto Narno Pinotto. Non perde occasione di dar lezioni di eloquenza.
            Ma stia sull’argomento, se no, noi poveri popolani, perdiamo il filo del ragionamento

  13. Scritto da V.

    Il Sarpi dei grandi “mostri sacri” dell’insegnamento alla Mariano, alla Vailati, alla Vertova, alla Pacati, è ormai scomparso. Purtroppo. Ora ci sono professori “normali” che non sanno trasmettere l’amore per Eschilo o Euripide e studenti che preferiscono pubblicare il loro pranzo su instagram piuttosto che leggersi Le Baccanti o Medea. Per fortuna io ho vissuto gli ultimi stralci del glorioso Sarpi, grazie alla Prof.ssa Vailati, unica degna di ricordo in un mare di mediocrità.

  14. Scritto da Sarpina

    Sarpina doc, figlia di sarpini, ormai diplomata da qualche anno, rifarei il Sarpi all’infinito. Il problema del Sarpi nell’ultimo decennio è che ci si aspetta una formazione di elite (come quella che hanno avuto i nostri genitori trenta/quarantanni fa) ma ci si ritrova con professori non all’altezza sia per conoscenze che per modalità d’insegnamento che pretendono dai loro studenti quello che giustamente pretendevano i grandi professori “storici” come Pacati, Vertova o Vailati, severi ma equi

    1. Scritto da Valtesse

      Ecco il soliti discorso secondo cui l’elite è il liceo mentre noi plebe andevamo all’esperia.

    2. Scritto da Vecchio Sarpi

      Questo, mia cara, dipende soprattutto dalla volonta’ di mantenere alto il nome di una scuola, quando docenti, studenti, programmazione e bacino d’utenza sono disastrosamente decaduti: gli epigoni sottodimensionati si aggrappano alla severita’, laddove prima c’era l’autorevolezza. Io ho avuto Pacati e Virgillito, che erano luminari assoluti, e mai li vidi compiere un gesto arrogante. ….

  15. Scritto da Vecchio Sarpi

    Basterebbe domandarsi il perchè: a forza di sperimentazioni, variazioni, introduzione di nuovi indirizzi, eliminazione di tutto quanto sapesse di liceo classico tradizionale, oggi il liceo classico è semplicemente un bue decapitato. In un liceo classico senza greco, con il latino ridotto a nota a margine della traduzione italiana, cosa avrebbe dovuto succedere? D’altronde, facilismo e selezione sono vocaboli che difficilmente si possono accoppiare…

    1. Scritto da vero

      Condivido, già ai miei tempi (2008) erano più le ore di stampo scientifico (matematica, fisica, chimica etc) che quelle umanistiche.

      1. Scritto da Pur Vero

        Se è decaduto il classico, non infangherei altre branche dello studio o delle professioni. Se la vita media delle persone, nell’ultimo secolo si è quasi raddoppiata, è per la medicina, la chimica e la scienza, non per la retorica e la tragedia greca… Veda lei, cos’è più giusto coltivare nel 2013… Il problema, al limite, è assicurarsi che vengano insegnate bene e studiate con impegno e profitto, non per scaldare sedie e perder tempo…

        1. Scritto da La vita l'è bela

          La vita si si è raddoppiata, ma si è dimezzata nel buon gusto. La mescolanza delle razze produce un livello inferiore di civiltà: vedi i bronx americani: uomini bianchi e neri che circolano come selvaggi nella firesta più nera.
          Meglio una vita a meta, a con piu gusto del vivere. Meglio allargare la vita nella bellezza che allungarla nel caos
          La vita l’è bela se intensa e corta, non se lunga e monotona

          1. Scritto da Pur Vero

            Non era corta e bella, la vita: si moriva anche per appendiciti e tonsilliti… La vita era piena di magagne, un secolo fa, non so se con più gusto del vivere… Non so se lei l’avrebbe preferita all’attuale vita media…

          2. Scritto da Pino

            Corta e più intensa è meglio che lunga e opaca.
            La vita bisognerebbe allargarla, non allungarla.
            Ma ognuno la pensa come vuole

        2. Scritto da Il vero scopo

          Un sacco di medici, ingegneri, ricercatori, scienziati hanno ottenuti quei risultati grazie alle solide basi che il vecchio liceo classico (io diplomato nel 1986) sapeva dare al modo di funzionare dei giovani cervelli. Il classico non è solo, e non è tanto, retorica e tragedia greca. E oggi più che mai, che il mondo cambia ogni giorno, ci sarebbe bisogno di basi solide ed elasticità mentale umanistiche su cui costruire scienza e tecnologia capaci di vero progresso.

          1. Scritto da Pur Vero

            Ha ragione: quando un cervello funziona bene ed è stato abituato ad essere usato bene, lo farà in tutte le situazioni che la vita gli presenterà davanti! Questo è verissimo. Però non disprezzerei il successo di materie o facoltà tecniche e matematiche…

          2. Scritto da Il vero scopo

            Qui nessuno parla di disprezzare alcunché. Un persona veramente colta riconosce il valore del sapere in tutte le sue forme, e la necessità che la conoscenza sia sviluppata in tutte le direzioni. Non esistono migliori o peggiori: esistono persone predisposte per un’area o per un’altra. Il progresso si basa sull’incontro e la contaminazione dei saperi, da sempre.
            Margherita Hack ha frequentato il liceo classico, e se non sbaglio anche Umberto Veronesi, tanto per buttare lì due nomi a caso.

          3. Scritto da Narno Pinotti

            Già, e non a caso due nomi di persone nate rispettivamente nel 1922 e 1925, che frequentarono il liceo classico tra la fine degli anni Trenta e i primi Quaranta: quando la scienza e la tecnologia avevano sul mondo un impatto infinitamente più ridotto di oggi; quando l’unico liceo era appunto il classico; quando poteva iscriversi all’università solo chi veniva dal classico.

          4. Scritto da daniela

            Non ho fatto il Classico ma sono assolutamente daccordo con lei.