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Aeroporti padani verso una maxi aggregazione

Sul Sole 24 Ore di venerdì un interessante articolo di Sara Monaci sulla maxi aggregazione tra i terminal di Milano, Bergamo, Montichiari e Verona.

Sul Sole 24 Ore di venerdì un interessante articolo di Sara Monaci sulla maxi aggregazione tra i terminal di Milano, Bergamo, Montichiari e Verona.

 

Il fondo F2i guidato da Vito Gamberale si candida a rafforzare le proprie partecipazioni nelle società di gestione degli aeroporti, soprattutto a Est.

All’orizzonte – scrive Sara Monaci – ci sono possibili aggregazioni e collaborazioni nel Nord Est e nel Nord Ovest, dove gli scali stanno cercando nuovi sbocchi industriali, e soprattutto dove il fondo F2i si sta candidando a rafforzare le proprie partecipazioni (direttamente e indirettamente) nelle società di gestione, così da diventare il vero regista delle nuove strategie di sviluppo.

Prima di tutto il Nord Est. Ovvero l’asse Milano-Bergamo-Montichiari (Brescia)-Verona.

È lungo questa linea che il fondo guidato da Vito Gamberale (e partecipato da Cassa depositi e prestiti) sta ipotizzando la sua crescita nel settore aeroportuale.

Se ne ricomincerà a parlare da settembre. Ma intanto già qualcosa in questi giorni si è mosso.

Dopo la recente offerta da parte della Save di Venezia nei confronti della Catullo di Verona, finalizzata all’acquisizione del 35% della società, la Sacbo di Bergamo – partecipata col 31% dalla milanese Sea (partecipata a sua volta col 44% da F2i) – ha prontamente reagito dichiarando, in modo per ora vago, di voler valutare a breve possibili collaborazioni e sinergie con Verona.

Dietro le righe si legge la volontà di riaprire il dossier dell’integrazione societaria, mai andata a buon fine.

E grazie al comune azionista F2i, di allargare l’integrazione verso Milano, dove Malpensa ha ancora molte potenzialità nel traffico internazionale.

Per il fondo di investimenti F2i – che in Italia sta guardando allo shopping nel settore sia nel Settentrione che nel Meridione – l’espansione verso Est diventa quindi interessante se verrà creato un polo che da Bergamo-Orio al Serio arriva a Verona, passando di conseguenza per Brescia, scalo controllato a sua volta dalla stessa Catullo.

La strategia sarebbe quella di mantenere su Bergamo il low cost più aggressivo (Ryanair); sviluppare a Brescia-Montichiari il cargo e i charter; dare una vocazione più netta a Verona, che potrebbe ulteriormente specializzarsi nel traffico con il Nord Europa e la Germania (avendo già come vettore Air Dolomiti); infine potenziare il traffico merci e passeggeri a Malpensa, soprattutto in vista dell’Expo, puntando anche al low cost di fascia più alta (già garantito dalla presenza di EasyJet).

All’interno di questo disegno, proprio lo sviluppo di Malpensa diventerebbe strategico.

In quest’ottica gli scali milanesi si candidano a fare da cabina di regia per lo sviluppo nel Nord Est.

Già oggi la Sea (con un Ebitda di 160 milioni e 60 milioni di utile netto all’anno) è una delle società italiane di gestione più solide, mentre Malpensa è al sesto posto a livello europeo nel segmento del cargo.

Ci sono a livello internazionale possibili operatori interessati allo shopping italiano, come Parigi, Amsterdam e Francoforte, ma il loro arrivo in Italia non è scontato in questo momento di crisi.

Nel Nord Ovest intanto F2i è già da un anno azionista di maggioranza della Sagat, e quindi le sinergie con Milano sono già state avviate nei fatti per quanto riguarda le forniture.

Lo stesso fondo è interessato anche a Genova, importante per lo sbocco verso il mare. L’asse Milano-Torino-Genova potrebbe essere quindi appetibile per il traffico merci. In autunno nuovo possibili offerte anche su questo fronte.

Commenti

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  1. Scritto da Luigi

    Vedo che il dibattito sull’aeroporto, a parte le solite deliranti e faziose analisi giuridiche su sentenze TAR che poi devono passare al vaglio del Consiglio di Stato (% di annullamento superiore alla metà…),sta virando sull’economico/speculativo/politico, con buona pace degli ambientalisti di comodo, e almeno altri 2000 posti di lavoro regalati a Brescia, ma si sa a Bergamo è più importante il riposo…

  2. Scritto da emanuele

    e’ consigliabile che l’accordo arrivi presto affinche’ si torni a vivere ,l’alternativa e’ l’esasperazione con le inevitabili conseguenze

  3. Scritto da giobatta

    io penserei di interessare anche cremona, che possiede una titolata scuola di paracadutismo, che potrebbe risultare utile a molti…

  4. Scritto da gioberto

    La cosa più giusta l’ha scritta Mario : la sentenza del TAR.
    Però è anche la più deleteria per l’economia bergamasca.
    Da ragazzo, anni ’60, andavo in capo pista per vedere gli aerei arrivare e decollare. Orbene l’aeroporto c’era già da prima della guerra, poi è divenuto un vero scalo. Mi chiedo : tutti quelli che han preso casa nei suoi pressi dove avevano la testa??? Ora ricorrono al TAR.

    1. Scritto da mario

      caro gioberto,ma quando il comune di bergamo nel 2009 ha deciso di cambiare rotta di decollo e di far virare gli aerei su colognola lei la testa dove l’aveva?

      1. Scritto da Roberto

        Allora perché rompevate i timpani all’aeroporto con la vostra campagna antiorio già nel 1990 se non prima, dato che non c’era né era previsto il traffico del 2009?

        1. Scritto da mario

          perchè in quegli anni il sindaco voleva dichiarare colognola area di rispetto aeroportuale, dato che l’aumento del traffico aereo già creava problemi ai quartieri sud di bergamo. in tal modo voleva come poi hanno fatto bruni e tentorio sacrificare colognola.
          come i fatti hanno dimostrato tutto è stato fatto in violazione di legge, il tar lo ha ratificato. capito! non rompevamo i timpani, qualcuno ha rotto la legge!

  5. Scritto da antonio

    MA PERCHE’ L’AEROPORTO DI BERGAMO HA UNA SERIE DI NOMI DIVERSI? BERGAMO ORIO AL SERIO, MILANO ORIO AL SERIO, IL CARAVAGGIO INTERNATIONAL AIRPORT, MILANO BERGAMO…..MA NON SAREBBE UTILE DARGLI UN NOME SOLO? MAGARI MILANO BERGAMO, PER UNA LOCALIZZAZIONE MIGLIORE A LIVELLO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE……

  6. Scritto da mario

    mi chiedo, se non ci fosse stata la sentenza del tar, tutti questi intelligentoni esperti di aeroporti, prima dove erano? a spremere orio come un limone , con vantaggi per pochi e danni ambientali per molti. Si è svegliato pure il comune di bergamo e si è accorto che è suo dovere tutelare i cittadini e non far comunella con business speculativi!

  7. Scritto da Roberto

    Questo disegno industriale comporta solo svantaggi a Orio. Dire che Orio deve sviluppale solo Ryanair equivale a dire che Orio non ha altre prospettive, ciò è in contrasto con i piani di Sacbo e la cosa da parte BG non avrà seguito. Poi, chi ha detto che Malpensa debba fare da regia? Questo è un altro motivo per cui Sacbo non accetterà e faranno di testa loro

  8. Scritto da ex elettore

    Ma non sarà solo per salvare Montichiari visto che perde migliaia di euro al giorno?

  9. Scritto da mario

    Secondo l’articolo Orio avrebbe solo svantaggi, perdendo i charter e i cargo. Assisteremo ad un nuovo depauperamento delle migliori imprese bergamasche, così come è avvenuto nel settore bancario con la nascita di UBI Banca regalara incomorensibilmente ai bresciani?

    1. Scritto da Johnny

      Depauperamento delle migliori imprese bergamasche con i cargo a montichiari ? Ma de che ?

  10. Scritto da Giulio

    Ma allora la Padania esiste????

  11. Scritto da Penny

    Ok l’accordo Sacbo con montichiari ( anche un cieco vedrebbe il discorso cargo con interporto, brebemi , a4 ed alta capacità) ma il resto ? E la concorrenza aeroportuale dove andrebbe a finire ?