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Melania Gabbiadini: io come mio fratello in campo ma per vivere faccio tattoo

La sorella dell’ex promessa dell’Atalanta passato alla Sampdoria: “Mi ricorda Balotelli ed è pronto per la Nazionale. L’allenatore che gli ha dato di più è Pioli e fatto bene a scegliere la Samp. In Italia conta solo il calcio maschile, noi dobbiamo lavorare per mantenerci”

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Una famiglia con una grande passione: lo sport e soprattutto il calcio. Sono i Gabbiadini, bergamaschi di Bolgare, con papà Giuseppe, 60 anni, camionista in pensione, che è stato portiere nella prima categoria bergamasca, mamma Gabriella, 54 anni, appassionata di sport, la figlia Tatiana, 32enne, praticava atletica a livello provinciale e, soprattutto, Melania e Manolo. Lei, quasi trentenne, punta del Bardolino Verona in serie A con la quale ha vinto 4 scudetti, 2 coppe Italia e 3 supercoppe nazionali. Lui, classe ’91, centravanti puro, da quest’anno alla Sampdoria e che, con l’Under 21, ha siglato 12 reti in 21 gare.

Unici fratelli “nel pallone” in Italia, Melania e Manolo: “Siamo stati vicini durante il passaggio di Manolo alla Samp e siamo contenti della squadra –racconta Melania in un’intervista al giornale genovese “Il pubblicista”- avrà la possibilità di giocare nel proprio ruolo con continuità e farsi vedere ancora di più”.

Quali sono le caratteristiche calcistiche di Manolo? "Le caratteristiche di mio fratello sono il tiro, il fisico, la rapidità e la visione di gioco. Se dovessi accostarlo ad un giocatore con caratteristiche simili oserei dire Balotelli." Mancino, centravanti moderno dotato di prestanza fisica e doti tecniche".

Dove può migliorare ancora, a tuo avviso, tuo fratello? Vi assomigliate tecnicamente? "Essendo di parte vedo Manolo già abbastanza completo come giocatore, certo è giovane ed ha bisogno di continuità di gioco, forse potrebbe migliorare ancora nell’osare di più nelle giocate ed essendo un po’ più egoista. Tecnicamente ci assomigliamo molto, anche se lui è centravanti puro, mentre io sono esterno di fascia, ma abbiamo qualità simili".

Mino Favini, il mago del settore giovanile dell’Atalanta, uno dei migliori talent-scouts italiani, ha dichiarato che Manolo "ha il sinistro di Gigi Riva". "L’hanno accostato a Gigi Riva per il suo mancino e queste dichiarazioni non vengono da un signore a caso. Io, purtroppo, non ricordo Gigi Riva come giocatore quindi non posso sbilanciarmi su questa dichiarazione, ma ci credo."

L’esordio in Nazionale è datato 15 agosto 2012. Perchè Prandelli a tuo avviso dovrebbe puntare su di lui? "Manolo è una punta con caratteristiche differenti dagli altri attaccanti, può offrire a Prandelli delle scelte tattiche diverse. Credo che quest’anno abbia l’opportunità di dimostrare tanto. Se lavorerà al meglio potrà togliersi grandi soddisfazioni. Certo nell’Italia di Prandelli ci sono attaccanti affermati, ma se dimostrerà ciò che vale arriverà anche il suo momento."

Qual è stato l’allenatore che più ha trasmesso a Manolo, a tuo avviso? "Ogni mister, a suo modo, dà sempre qualcosa. Forse, avendolo seguito a Bologna, direi che mister Pioli, grande allenatore sia in campo che fuori, ha dato molto a Manolo."

Parliamo di te. Sei attaccante del Bardolino Verona dal 2004 e della Nazionale femminile. Buon sangue non mente. Perché, a tuo avviso, il calcio femminile non riesce ad emergere? "Siamo in un paese dove conta solo il calcio maschile, è un paese maschilista purtroppo. Abbiamo disputato un mese fa l’Europeo e nessun giornalista ci ha seguito, c’è bisogno di un cambiamento radicale, ma sarà molto difficile. Serve attenzione da parte di tutti, media e giornali, e far conoscere la nostra realtà già alle bambine, nelle scuole."

Come sono gli ingaggi nel calcio femminile? Bastano i rimborsi spese che vi danno o vi occorre trovare un secondo lavoro? "Gli ingaggi sono bassi, non siamo professioniste. Questo non ci permette di vivere solo di calcio perchè, quando sarà finito tutto, ci si ritrova a mani vuote. Io personalmente ho la fortuna di avere un club alle spalle come tutte ma anche la nazionale. Ho studiato, ho lavorato ma con tanti impegni ho dovuto lasciare per fare a pieno questo sport. Come mio lavoretto personale, e forse più per hobby, faccio tatuaggi, ho fatto il corso e sono attiva in questo campo"

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