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Puliscono la valletta di Colle Aperto e trovano 100 lastre d’amianto

Bergamo, i volontari della Orobica Ambiente durante le operazioni di pulizia della valletta di Colle Aperto hanno rinvenuto oltre cento lastre di eternit, bidoni con olio di scarto, pneumatici di trattore. La denuncia e la contravvenzione ai proprietari.

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Oltre cento lastre di eternit, bidoni con olio di scarto, pneumatici di trattore abbandonati: una vera e propria discarica nella valletta di Colle Aperto in Città Alta. E’ quanto si sono trovati di fronte i volontari dell’associazione Orobica Ambiente che da mesi stanno ripulendo gratuitamente la zona di Bergamo.

Un’operazione che rientra nella creazione e valorizzazione delle "aree di tamponamento" come richiesto dalla Siti, la società ‘Istituto superiore sui sistemi territoriali per l’Innovazione di Torino, che è al lavoro per la candidatura di Bergamo e di altre città murate della repubblica veneta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. 

I volontari dell’Orobica Ambiente stavano lavorando, nell’inverno scorso, nel fondo di proprietà Roncalli-Parenzan quando si sono imbattuti nelle lastre di eternit che erano semisepolte e dell’altro materiale di scarto vicino ad una delle due polveriere venete. "Per noi era possibile intervenire rimuovendo le lastre di eternit e così abbiamo segnalato il ritrovamento all’assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo – spiega Giacomo Nicolini, presidente dell’associazione Orobica Ambiente -. A quel punto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e della polizia provinciale che hanno redatto il verbale e imposto alla proprietà lo smaltimento dell’amianto".  

La proprietà ha allontanto i volontari vietando l’accesso al fondo, ha ricevuto un’ammenda di circa 4 mila euro ed è stata costretta allo smaltimento del materiale che è avvenuto lo scorso giugno. Pare che la proprietà avendo concesso l’uso del fondo ad un agricoltore non sapesse dell’esistenza dell’amianto.

"Siamo intervenuti come prevede la Legge, ma siamo fiduciosi che si possano ricreare le condizioni di una collaborazione con la proprietà per una giusta valorizzazione dell’area" afferma Massimo Bandera, assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo.

"Da questo episodio abbiamo perso tutti – rimarca Giacomo Nicolini, presidente dell’Orobica Ambiente – la proprietà, il Comune, la nostra associazione ma soprattutto Bergamo. Episodi simili purtroppo rivelano come il nostro patrimonio storico ed ambientale non venga giustamente tutelato e valorizzato".

L’idea dell’Orobica Ambiente era che una volta pulita l’area si potessero lasciare pascolare dei cavalli avelignesi, gli stessi esemplari che erano utilizzati dalla Repubblica di Venezia per i commerci, che avrebbero aiutato a mantenere pulita la valletta. Un’intervento che avrebbe valorizzato la valletta, ma il ritrovamento di amianto ha bocciato il disegno di qualsiasi futuro progetto. 

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Commenti

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  1. Scritto da paolo

    sicuramente bravi…ma prima vorrei che fossero altrettanto bravi a pagare chi lavora per loro….visto che sono anni che mi devono soldi per servizi svolti ma per ora nn ho avuto ancora la possibilità di recuperare i miei fondi….

    1. Scritto da alessandro

      Paolo, anche noi lo stesso problema, abbiamo lavorato per l’associazione ma non abbiamo visto un centesimo per anni, finchè ci siamo piazzati in pianta stabile fuori dalla sede…ed alla fine con fatica siamo riusciti a recuperare i ns fondi…quindi forza…

  2. Scritto da alex

    Bravi quelli di Orobica ambiente! Meno male che esiste il volonariato…
    giuste le multe: chi e’ proprietario di un’ area verde che sia un prato o un bosco o un pascolo dovrebbe trattare essa come se fosse un giardino, e prevenire o denunciare la maleducazione di chi vuole o commette reato ambientale. Un’ area di elevata valenza ambientale e o paesaggistica, anche se privata e’ importante prima di tutto per la collettivita’.