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La Ravani pronta a cedere l’attività A rischio 57 dipendenti

La grave crisi del settore termoidraulico colpisce anche la Ravani Pietro Srl di Costa Volpino che ha avviato trattative con altre società per cedere parte dell'attività, ma si teme per i 57 dipendenti attualmente in carico e già interessati dalla presenza di un anno di cassa integrazione straordinaria che scadrà il prossimo 30 settembre.

La grave crisi del settore termoidraulico colpisce anche la Ravani Pietro Srl di Costa Volpino che ha avviato trattative con altre società per cedere parte dell’attività, ma si teme per il futuro dei 57 dipendenti attualmente in carico e già interessati dalla presenza di un anno di cassa integrazione straordinaria che scadrà il prossimo 30 settembre.

La Ravani Pietro Srl, azienda che opera nel settore delle valvole e raccorderie per il settore termoidraulico, a seguito della crisi di mercato e del peggioramento dei conti aziendali, ha comunicato nelle scorse settimane alle Organizzazioni Sindacali la grave situazione economica aziendale.

L’azienda ha avviato trattative con alcuni imprenditori operanti nel settore, trattative tese all’acquisizione di almeno parte delle attività ed al mantenimento di parte dell’occupazione, ma dalle recenti informazioni aziendali ad oggi non vi sono ancora certezze; da qui la possibilità concreta di una messa in liquidazione della Ravani Pietro Srl.

Le Organizzazioni Sindacali hanno aperto con l’azienda un negoziato a sostegno dell’ipotesi di cessione e trasferimento delle attività, per consentire agli eventuali futuri soggetti imprenditoriali di creare le condizioni necessarie ad operare una profonda riorganizzazione aziendale e scongiurare il pericolo di una totale cessazione dell’azienda.

La Fim Cisl, che pure da tempo ha evidenziato la situazione di gravità presente in azienda, “ritiene possibile il rilancio della Ravani Pietro Srl solo con un progetto di carattere industriale che salvaguardi il più possibile reddito e occupazione e che passi anche attraverso rinnovate relazioni industriali di tipo partecipativo in grado di promuovere investimenti, efficienza, produttività e qualità e garantire così redditività e ritorno all’utile aziendale. A tale progetto – dichiara Alessandro Poni, della segreteria della Fim di Bergamo – devono contribuire tutti i soggetti in campo, dai Sindacati al sistema bancario e delle forniture oltre ovviamente agli attuali azionisti ed ai potenziali acquirenti a cui chiediamo uno sforzo in termini di ricerca di un accordo non impossibile. Abbiamo richiesto un incontro urgente all’azienda, ad oggi senza risposta alcuna, al fine di delineare il quadro della situazione e le azioni necessarie ad una positiva soluzione della situazione, per non assistere impotenti – conclude Poni – alla fine di una esperienza industriale presente sul nostro territorio da oltre 50 anni”.

L’AZIENDA

La Pietro Ravani S.r.lvenne creata nel 1959 dallo spirito imprenditoriale del CavPietro Ravani, il qualeiniziandocon un fabbricato artigianale di 500 metri quadri circa, diede vita una Società di capitale nel 1972. Nel corso di più di 50 anni, grazie agli investimentiagli impianti e all’acquisizione di fasce di mercatointernazionaleè andata espandendosifino alla struttura odierna di 11 mila metri quadri coperti. Il complesso produttivoodiernostoricamente sito in  Costa Volpinocomprende: la sede amministrativa,   i reparti di produzione per ilsettore  termoidraulico di rubinetterie,  raccorderie e valvolame con reparti di stampaggio a caldolavorazionemeccanicamontaggiocollaudo e spedizioni.

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