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Decreto anti femminicidio, solo 104 deputati alla Camera

La seduta della Camera convocata per annunciare la presentazione e l'assegnazione del decreto legge sul femminicidio è "un atto dovuto" nel rispetto della Costituzione e del Regolamento.

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La seduta della Camera convocata per annunciare la presentazione e l’assegnazione del decreto legge sul femminicidio è "un atto dovuto" nel rispetto della Costituzione e del Regolamento. Lo ha puntualizzato la presidente della Camera Laura Boldrini, respingendo così "polemiche artificiose" che "nuocciono all’Istituzione". Un replica alle critiche che erano state avanzate dal Movimento 5 stelle. La seduta, ha ricordato Boldrini, è stata convocata "ai sensi dell’articolo 77 della Costituzione, in base al quale il governo, quando adotta un decreto legge, deve presentarlo il giorno stesso per la conversione alle Camere che, anche se sciolte si riuniscono entro cinque giorni". Dunque, "la comunicazione da me data all’Assemblea – ha proseguito – costituisce un adempimento espressamente dettato dalla Costituzione, anzi, un vero e proprio obbligo istituzionale, che si svolge secondo i principi stabiliti dall’ordinamento". La terza carica dello Stato ha fatto poi notare che "ci sono innumerevoli precedenti analoghi al caso odierno", ovvero convocazioni avvenute sia nella pausa estiva dei lavori parlamentari che in quella natalizia per l’annuncio della presentazione di un decreto legge.

"Questi sono i fatti, le polemiche che sono seguite -ha quindi detto Boldrini- sono del tutto inutili e pretestuose e non fanno che nuocere all’Istituzione di cui tutti facciamo parte e che rappresenta la piu’ alta istanza democratica del Paese". Ma i 5 stelle non hanno intenzione di arretrare. Così dopo le parole di Boldrini, il deputato Danilo Toninelli è intervenuto in aula per chiedere l’effettiva ripresa dei lavori e non ”una mera ritualità”. Toninelli ricorda che l’assegnazione di un provvedimento alle commissioni, secondo la dottrina parlamentaristica, ha ”come conseguenze che le commissioni vengano convocate e che abbiano inizio i lavori, per permettere di portare a conclusione l’esame del decreto nei 60 giorni previsti”. Senza contare che le eventuali pregiudiziali dovranno essere affrontate prima della fine della pausa estiva. E’ ”indispensabile", secondo Toninelli, "che i lavori parlamentari siano immediatamente attivati”.

All’attacco anche la Lega. Nicola Molteni ha accusato di ‘protagonismo’ la presidente della Camera per aver voluto convocare l’aula il 20 agosto al fine di assegnare un decreto alle commissioni. "Non credo sia protagonismo – ha replicato Boldrini – ma solo una comunicazione legittima. Non c’è nulla di vanto, solo un fatto. Non vedo nulla di eccessivo in questa comunicazione”. Poi è la volta del leghista Gianluca Bonanno che non usa mezzi termini per criticare il presidente dell’assemblea di Montecitorio. ”Lei, presidente assomiglia ad un personaggio dei Promessi Sposi, donna Prassede… Ha detto che dobbiamo parlare al massimo due minuti, ma perché, non possiamo parlare anche di più, che so 5 minuti? Dove deve andare, al mare?” L’esponente del Carroccio è un fiume in piena: ”Oggi abbiamo sprecato 150 mila euro quando invece bastava che lei, presidente si mettesse d’accordo con il ministro Franceschini… Dove deve andare per fare così presto?”. Dai banchi del Pd si levano buu di protesta per l’atteggiamento del parlamentare leghista. Interviene anche la Boldrini: ”Colleghi lo sappiamo che non si sa esprimere senza offendere”. Bonanno non ci sta e controribatte: ”Donna Prassede non e’ un’offesa, e’ un personaggio dei Promessi Sposi”. Il tutto avviene in un’aula semideserta.

Sui banchi del governo solo il ministro per i Rapporti con il governo Dario Franceschini. L’unico leader politico presente il segretario del Pd Guglielmo Epifani. In tutto, sono 104 i parlamentari in aula, tra cui solo dieci i deputati del centrodestra: quattro sono del Pdl (Giovanni Mottola, Elio Massimo Palmizio, Eugenia Roccella e il vicecapogruppo Simone Baldelli) e sei della Lega.

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Commenti

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  1. Scritto da Crazy Vale

    Oggi ho imparato che ci sono potenzialmente 180 milioni di euro da poter destinare alle donne per i centri antiviolenza. 10 presenti sui 630 deputati ovvero oltre 500 inutili (altrimenti sarebbero stati presenti no?).
    Facendo due calcoli
    30.000 euro/mese deputato (15.000 di stipendio netto e 15.000 di contributi pensionistici) x 500 deputati = 15.000.000 euro/mese = 15 milioni ero/mese
    E in un anno fanno: 15.000.000 euro/mese x 12 mesi= 180.000.000 euro = 180 milioni di euro per le donne…

  2. Scritto da Elpis

    Ma è la Boldrini che ha sbagliato giorno, o i rimanenti oltre i 103 presenti hanno pensato che non li riguardava questo decreto legge?
    Troppo facile dal la colpa agli assenti, ma tra di loro quante sono le donne? Preoccupante piega istituzionale….

  3. Scritto da poeraITALIA

    assurdo un decreto legge da una parte

    nell’altra un PANNELLA che vuole liberare le carceri

    ma mistero. E NOI PAGHIAMO

  4. Scritto da Paolo

    Magari l’argomento viene affrontato dal lato sbagliato, no? Siamo i migliori campioni al mondo di leggi e di decreti, cavilli e di emendamenti, ma siamo anche i più disastrati e dilaniati dalla macchina pubblica, rappresentati da politici che pensano soltanto alle loro poltrone e alle loro tasche, improduttivi e inconcludenti. Chi ci crede che il decreto sul femminicidio, un foglio di carta, cambi qualcosa? Non ci crede più nessuno, alle loro manfrine vergognose…