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Nota di Napolitano su Berlusconi: sentenze si applicano

Il Presidente della Repubblica interviene con una lunga nota sulla condanna di Silvio Berlusconi. Una nota in cui ribadisce che le sentenze si applicano e dichiara che una crisi di Governo ora sarebbe fatale.

Il Presidente della Repubblica interviene con una lunga nota sulla condanna di Silvio Berlusconi. Una nota in cui ribadisce che le sentenze si applicano e dichiara che una crisi di Governo ora sarebbe fatale. Le parole del Presidente Giorgio Napolitano sono state ben accolte da esponenti del Pdl: Fabrizio Cicchitto per esempio dichiara che si aprono degli spiragli. MIchaela Biancofiore legge spiragli di disponibilità.

Ecco la nota integrale del Presidente

"La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un’azione di governo che, con l’attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell’economia e dell’occupazione.

In questo senso hanno operato le Camere fino ai giorni scorsi, definendo importanti provvedimenti; ed essenziale è procedere con decisione lungo la strada intrapresa, anche sul terreno delle riforme istituzionali e della rapida ( nei suoi aspetti più urgenti ) revisione della legge elettorale.

Solo così si può accrescere la fiducia nell’Italia e nella sua capacità di progresso. Fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell’instabilità e nell’incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica finalmente delineatesi, peraltro in un contesto nazionale ed europeo tuttora critico e complesso.

Ho perciò apprezzato vivamente la riaffermazione – da parte di tutte le forze di maggioranza – del sostegno al governo Letta e al suo programma, al di là di polemiche politiche a volte sterili e dannose, e di divergenze specifiche peraltro superabili.

Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere.

Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell’attenzione pubblica come in ogni altro. In questo momento è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione nella scia delle valutazioni già prevalse nei due precedenti gradi di giudizio; ed è comprensibile che emergano – soprattutto nell’area del PdL – turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo ( fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato ) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza.

Ma nell’esercizio della libertà di opinione e del diritto di critica, non deve mai violarsi il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza. Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche. Intervengo oggi — benché ancora manchino alcuni adempimenti conseguenti alla decisione della Cassazione — in quanto sono stato, da parecchi giorni, chiamato in causa, come Presidente della Repubblica, e in modo spesso pressante e animoso, per risposte o "soluzioni" che dovrei e potrei dare a garanzia di un normale svolgimento, nel prossimo futuro, della dialettica democratica e della competizione politica.

A proposito della sentenza passata in giudicato, va innanzi tutto ribadito che la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva irrogatagli e sancisce precise alternative, che possono essere modulate tenendo conto delle esigenze del caso concreto. In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta. L’articolo 681 del Codice di Procedura Penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il Presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda.

La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal Presidente della Repubblica anche in assenza di domanda.

Ma nell’esercizio di quel potere, di cui la Corte costituzionale con sentenza del 2006 gli ha confermato l’esclusiva titolarità, il Capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza.

E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del C.p.p. Ad ogni domanda in tal senso, tocca al Presidente della Repubblica far corrispondere un esame obbiettivo e rigoroso – sulla base dell’istruttoria condotta dal Ministro della Giustizia – per verificare se emergano valutazioni e sussistano condizioni che senza toccare la sostanza e la legittimità della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull’esecuzione della pena principale.

Essenziale è che si possa procedere in un clima di comune consapevolezza degli imperativi della giustizia e delle esigenze complessive del Paese. E mentre toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito decidere circa l’ulteriore svolgimento – nei modi che risulteranno legittimamente possibili – della funzione di guida finora a lui attribuita, preminente per tutti dovrà essere la considerazione della prospettiva di cui l’Italia ha bisogno.

Una prospettiva di serenità e di coesione, per poter affrontare problemi di fondo dello Stato e della società, compresi quelli di riforma della giustizia da tempo all’ordine del giorno.

Tutte le forze politiche dovrebbero concorrere allo sviluppo di una competizione per l’alternanza nella guida del paese che superi le distorsioni da tempo riconosciute di uno scontro distruttivo, e faciliti quell’ascolto reciproco e quelle possibilità di convergenza che l’interesse generale del paese richiede.

Ogni gesto di rispetto dei doveri da osservare in uno Stato di diritto, ogni realistica presa d’atto di esigenze più che mature di distensione e di rinnovamento nei rapporti politici, sarà importante per superare l’attuale difficile momento".

Commenti

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  1. Scritto da me ne frego

    QUESTA PERSONA PARLA DI DEMOCRAZIA E DI RISPETTARE LA GIUSTIZIA QUANDO HA FATTO DISTRUGGERE LE INTERCETTAZIONI CHE LO RIGUARDAVANO , NON è PRORIO LA PERSONA INDICATA PER DIRE CERTE COSE

    1. Scritto da Me ne rifrego

      Di quali intercettazioni parli, di quelle di MPS?
      Le intercettazioni di Berlusconi sono state tutte pubblicate sui giornali. Per quella di Fassino si incrimina Berlusconi.
      Ma che schifo di giustizia è questa

      1. Scritto da Accoppiamenti

        che coppia ! Mentono sapendo di mentire o sono proprio così in natura ? Come coppia speriamo che almeno non si riproducano !

      2. Scritto da il polemico

        credo che siano le intercettazioni che riguardavano gli inciuci fatti da codesto presidente con i vertici della mafia,cosa si dicevano non è ormai dato piu sapere,però con la fretta che la magistratura ha fatto bruciare tutte le prove….al contrario delle olgettine,ogni giorno la magistratura faceva trapelare particolari,per la felicità degli antiberlusca…

  2. Scritto da De Che ?

    Certo che si applicano, ci mancherebbe altro . Il fatto di essere leader di partito ed essere stato capo del governo è un’AGGRAVANTE pesantissima ! Se la sgama lui dalla frode fiscale noi cittadini cosa siamo autorizzati a fare ????? E’ pazzesco il semplice fatto di porsi il problema.

    1. Scritto da poeraITALIA

      se fosse vero quello che lei scrive il PARLAMENTO sarebbe vuoto
      o quasi chi poco chi tanto hanno messo le mani nella marmellata
      la differenza è che BERLUSCONI era già indagato prima d’iniziare
      a governare non bisognava farlo entrare in politica allora

      1. Scritto da O no ?

        Ma se tu continui a votare per chi non vuole liste pulite, depenalizza il falso in bilancio, non vuole una legge anticorruzione serie poi è inutile fare il fatalista .

        1. Scritto da poeraITALIA

          forse non ha capito il mio commento.

  3. Scritto da al

    un partito serio avrebbe già espulso il condannato dalle proprie fiele e gli avrebbe revocato la tessera.Ma purtroppo quando manca la dignità chi ci va di mezzo è il Paese

  4. Scritto da rachele

    per gli schiavi del berlusconismo è ovvio che è un altro sopruso alla loro giustizia particolare dove l evasione è uno strumento di democrazia.per i cittadini normali e onesti un giusto richiamo al senso dello stato e della giustizia(quella vera nion qualla particolare)

    1. Scritto da Buffoni

      Ma se l’ha detto anche Fassina che l’evasione talvolta è un mezzo di sopravvivenza.
      Berlusconi non aveva bisogno di evadere 7 milioni di euro per la sopravvivenza, dopo che ne pagava 500 di milioni di euro. Buffoni. Sentenza iniqua solo per farlo fuori politicamente

      1. Scritto da Pagliacci

        Io ho pagato le tasse, tante, tutte e per tutta la vita . Lo prevede la legge. La legge non mi consente di decidere quante pagarne e chi fa politica ed è capo del governo non può e non deve evadere (frodando ! ) neppure 50 centesimi. Per altro sei così sprovveduto da non sapere neppure che il fatto è relativo ad un limitatissimo periodo di tempo , precedenti non più perseguibili. Questi fatti in qualunque paese civile l’avrebbero emarginato totalmente a partire dal suo partito. Pagliaccio.

      2. Scritto da Max

        Ma infatti Berlusconi ne ha evasi molti di più, tutte sette le assoluzione per prescrizione del reato non erano assoluzioni per non aver commesso il fatto, il fatto era stato commesso eccom3, come il falso in bilancio era stato fatto decine di volte ma il governo Berlusconi ha depenalizzato il reato e questi sono tutti fatti incontestabili

  5. Scritto da il polemico

    le sentenze si applicano.se ti chiami berlusca e sei di arcore,se stupri,ammazzi , sequestri,rubi o rapini,è prevista la libertà dopo poco e il reinserimento nella società in attesa che l’interessato abbia l’opportunità di delinquere ancora,se invece sei del pd,si insabbia tutto come si fa sulle spiagge in questi tempi…allegriaaaaaaaaaaaa

    1. Scritto da Max

      Sei tu che lo vuoi. Nel momento che vuoiBerlusconi libero, inevitabilmente vuoi che chiunque vuole la legge sia libero.

      1. Scritto da il polemico

        sbagliato,io non voglio berlusca libero,sono gli altri che sono sempre liberi a prescindere…è questa la differenza

        1. Scritto da -7comeBolzano

          Hai mai misurato il tuo Q.I. ?

  6. Scritto da Vergognatevi

    Una patetica ridda di disturbati che sulla rete esultano per la condanna di Berlusconi, mentre la patria è schiava delle potenze finanziarie eurocratiche, e del potere universale USA, quello che esporta le democrazie creando la cosidetta primavera araba. E poi vediamo come sta andando a finire.
    Ma piantatela con sto Berlusconi, con tutti i posti di lavoro che ha creato e con tutte le tasse che ha pagato siete ancora qui a rompere i maroni. Vergognatevi

    1. Scritto da Coliberto

      Anch’io ho un’attività, ho creato lavoro e pagato tante tasse , posso fare ciò che voglio in barba alla legge ? O dici che quei “patetici” non me lo consentirebbero ? Peccato, tanto siamo “schiavi delle potenze finanziarie eurocratiche” , del “potere universale USA” ( la “perfida Albione” dove la lasci ? non deludermi). Caro “Vergognatevi”, appena diventi adulto, libero dal bisogno di un padrone e da quella di fare il servo, avvertimi . Nel frattempo abbi cura di te .

    2. Scritto da usiamo il cervello

      Oh mamma mia!!! Ci risiamo con la demoplutocrazia e con Mussolini che ha fatto tante cose buone per l’Italia
      C’è proprio da vergognarsi di essere italiani…

      1. Scritto da Cise buone

        Perchè, Mussolini e il Fascismo non hanno fatto cose buone per gli italiani?

        1. Scritto da Come No

          Se mi accompagni al cimitero del mio paese (o del tuo) ti spiego.

  7. Scritto da Franco

    In galera e basta.

  8. Scritto da Damiano

    Perditempo vergognosi!!! A qualsiasi sponda appartengano! Cacciamoli a pedate (vere)!

    1. Scritto da Luca Lazzaretti

      E poi? Si accettano proposte….

      1. Scritto da Damiano

        E poi, meglio soli che mal accompagnati!!! Anche la massaia può far meglio di certi marpioni in malafede!!!