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“Aperto per ferie” Crisi, saldi, mini vacanze: addio alle serrate d’agosto

La città vuota, le serrande abbassate e il cartoncino con l’ombrellone e la scritta “Chiuso per ferie” sono un lontano ricordo. Il commercio cambia seguendo le abitudini dei bergamaschi che fanno vacanze mordi e fuggi, soffrono la crisi e approfittano del periodo dei saldi per gli acquisti di stagione.

È un’istantanea che fotografa un cambiamento epocale del commercio estivo a Bergamo. Non c’è più da tempo la serrata d’agosto, anzi le serrande che sbadigliano lungo le vie sono diverse per alcuni motivi: la crisi ha spinto le persone a fare vacanze mordi e fuggi, non più settimane al mare o in montagna, e i commercianti per rispondere a un calo di consumi si adattano, magari con aperture part-time.

Ci sono poi i saldi: i negozi di abbigliamento, complice il cattivo tempo d’inizio estate, hanno deciso di prolungare fino al naturale periodo di 60 giorni i ribassi sui prezzi, mentre solo alcuni anni fa a fine luglio comparivano i capi della stagione autunno-inverno.

MALVESTITI (ASCOM): IL COMMERCIO E’ CAMBIATO, SI PUNTA AL SERVIZIO

Per Giovanni Paolo Malvestiti, presidente della Camera di Commercio e di Ascom Bergamo, "è cambiato il modo di fare commercio nel mese di agosto. E’ un dato di fatto che molte persone programmano le vacanze lungo i mesi estivi e non le concentrano solamente in agosto – afferma Malvestiti -. La serrata agostana di alcune settimane è un caro ricordo, magari si chiude, ma giusto per i giorni di Ferragosto o si fa il ponte. Oggi si cerca di offrire un servizio ai propri clienti, magari tenendo aperto solo al mattino per gli alimentari, oppure solo per la cena nei ristoranti".

Non ci sono cifre precise, un inventario degli esercizi commerciali aperti. Anche se Malvestiti stima che dal 12 al 26 agosto, il periodo di massima della concentrazione delle ferie, il settore alimentare in città sarà aperto per il 20%, mentre in provincia si sale al 30% escluse naturalmente le zone turistiche che stanno lavorando parecchio per una riscoperta delle seconde case o per le vacanze da amici. Un capitolo a parte riguarda la grande distribuzione alimentare: Iper alle Valli di Seriate e l’Esselunga di Stezzano saranno aperti anche il giorno di Ferragosto.

I ristoranti aperti superano il 30%, mentre le pizzerie arrivano all’80% per quanto riguarda le aperture. Infine le stazioni di servizio dei carburanti: il 90% sono aperte, al massimo si chiude il pomeriggio.

CASELLI, CONFESERCENTI: LA RIVOLUZIONE DEI SALDI

Filippo Caselli, vicedirettore di Confesercenti Bergamo, fa notare come anche il mondo dell’abbigliamento sia cambiato.

"Molti operatori dell’abbigliamento hanno cambiato strategia prolungano tutto il periodo dei saldi, sessanta giorni, per vendere i capi di stagione – osserva Caselli -. Fino a qualche anno fa i saldi si riducevano a poche settimane e a fine luglio facevano già la loro apparizione in vetrina i capi autunnali o invernali. E’ cambiata la domanda, anche perché la stagione è iniziata tardi. Chi chiude lo fa solo per pochi giorni, magari a ridosso del Ferragosto. Le città non si svuotano più come un tempo e anche le nostre località di villeggiatura vivono di un turismo, magari mordi e fuggi degli stessi bergamaschi che scelgono le gite fuori porta, grazie anche agli appuntamenti proposti dai distretti del commercio o alle molte attività delle proloco".

TRAINI (CONFESERCENTI): I RISTORANTI, LE SAGRE E IL TURISMO

Lo sguardo va oltre all’estate 2013. Se è vero che il commercio d’agosto è cambiato in base alle esigenze della crisi, dei saldi e delle vacanze, l’incontro tra domanda e offerta si sposta più in là.

"Anche se Bergamo è partita più tardi rispetto ad altre città e paga questa differenza in campo turistico – evidenzia Francesco Traini, responsabile dei locali pubblici di Confesercenti Bergamo – gli operatori orobici si stanno adeguando".

Anche se il turismo non può supplire la clientela sottratta al mondo della ristorazione che d’estate si dirotta su sagre e feste. "Sarebbe opportuno che sagre e feste fossero limitate a un periodo più breve, magari in periodi concentrati per non danneggiare chi vive di questo lavoro, paga le tasse dodici mesi all’anno, affronta spese e rispetta tutte le normative di igiene".

Traini puntualizza che non vuole nessuna polemica, anzi propone soluzioni alternative: "I Comuni potrebbero contattare gli esercenti per affidare loro le aree feste o facilitazioni su dehor e spazi pubblici – aggiunge Traini -. In questo modo si andrebbe incontro a chi tutto l’anno offre sul territorio un servizio di ristorazione".

Ma davvero sagre e feste sono una spina nel fianco di bar, pizzerie e ristoranti?

"Le piccole feste di paese, che spesso hanno anche una finalità benefica no, ma grandi aree feste strutturate sì – risponde il responsabile dei locali pubblici della Confesercenti Bergamo -. Le più colpite sono le pizzerie, mentre è più difficile per una sagra offrire il menù di un ristorante. Intanto il mondo della ristorazione ha imparato a rispondere con aperture part-time: si preferisce aprire di sera per la cena e chiudere a mezzorgiorno per il pranzo. Anzi alcuni offrono serate a tema, menù particolari e persino il menù di Ferragosto".

Nessuna nostalgia per le vie deserte e serrande chiuse. La crisi economica cambia le abitudini e il commercio si adatta.

Commenti

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  1. Scritto da gigi

    Ce ne siamo accorti dallla mole di traffico che passa sulla via per Orio (IN DIVIETO) diretta ai centri commerciali.
    Solo i vigili sono in ferie (tutto l’anno, per la verità…)