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Fikri non è più indagato lo ha deciso il giudice Svolta nel caso Yara fotogallery

Una pagina del complesso caso di Yara Gambirasio di chiude: Mohammed Fikri non è più indagato. Il giudice Patrizia Ingrascì ha disposto definitivamente la chiusura del caso. Il marocchino era l'unico indagato nell'inchiesta sulla morte di Yara, prima per omicidio e poi per favoreggiamento.

Si chiude un capitolo sul caso di Yara Gambirasio. Il giudice Patrizia Ingrascì ha disposto l’archiviazione del fascicolo di Mohammed Fikri. Esce definitivamente di scena il giovane muratore di origini marocchine che era l’unico indagato nell’inchiesta sulla morte di Yara, prima per omicidio e poi per favoreggiamento.

A presentare la richiesta di archiviazione era stata lo scorso giugno la Procura di Bergamo dopo che il gip aveva accolto una richiesta di archiviazione per l’accusa di omicidio, disponendo nuove indagini per favoreggiamento.

Fikri era uno dei muratori che lavorava la sera di venerdì 26 novembre 2010 al cantiere del centro commerciale di Mapello. Quella stessa sera del rapimento e dell’assassino di Yara. Al cantiere di Mapello gli inquirenti furono portati dal fiuto dei cani molecolari. Arrestato mentre era su una nave diretta in Marocco, Fikri fu arrestato ed interrogato. L’accusa di omicidio era stata formulata in base ad una telefonata intercettata, il 3 dicembre del 2010, poi al vaglio di diverse traduzioni, in cui il nordafricano rispondendo alla domanda della fidanzata che chiedeva: "Ma il posto dove l’hanno uccisa è vicino al posto dove lavoravi o un po’ più lontano?". La risposta di Fikri era quella che per mesi è stata al centro dell’inchiesta.

Fikri rispose: "E’ vicino. E’ vicino al cancello". Al di là della traduzione della telefonata, a quella data, ovvero ad una settimana dalla scomparsa di Yara, nessuno poteva sapere che la 13enne di Brembate era stata uccisa se non l’assassino o i suoi complici. Il corpo di Yara, infatti, venne trovato soltanto il 26 febbraio 2011.

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