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Yara, è un 60enne di Cosenza l’autore delle lettere anonime

Si chiama Domenico De Simone, 60 anni, originario di Cosenza, ex collaboratore di Giustizia. E' salito in redazione a L'Eco di Bergamo consegnando una lettera. Stava telefonando all'ospedale quando è stato bloccato nella cabina telefonica in viale Papa Giovanni.

Prima è salito in redazione a L’Eco di Bergamo, dove ha consegnato una lettera e ha chiesto di parlare con un giornalista. Poi è sceso e ha ripreso a telefonare da una cabina telefonica in viale Papa Giovanni XXIII. E’ allora che gli agenti della Polizia lo hanno bloccato. "Sì, sono io Mario". Poche parole e poi è stato subito portato in Questura dove è stato interrogato. 

Si tratta di Domenico De Simone, originario di Cosenza, ex collaboratore di Giustizia per un programma di recupero di stupefacenti. Da anni non aveva più la protezione e all’inizio del 2000 si era reso protagonista di una protesta davanti a Palazzo Frizzoni contro lo Stato.

In Questura avrebbe raccontato perché ha deciso di parlare sul caso Yara, anche se l’uomo è apparso molto confuso nella sua ricostruzione. De Simone narra che avrebbe sentito due donne raccontare al Pronto Soccorso di Ponte San Pietro dello smarrimento di un braccialetto di Yara e secondo l’uomo questa sarebbe una pista da seguire per gli inquirenti.

Ha ammesso di essere lui l’uomo del messaggio sul libro degli ospiti all’ospedale di Rho, di essere l’autore delle lettere anonime e delle telefonate. Proprio per via di quelle telefonate, la polizia aveva messo sotto controllo alcune cabine telefoniche. Quando venerdì mattina è partita la prima chiamata è stato immediato l’intervento delle volanti. 

L’uomo rischia una denuncia per procurato allarme. 

Commenti

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  1. Scritto da You

    Insomma Fikri dice di non saper nulla della vicenda e da due anni non lo prosciolgono; questo signor Domenico de Simone dice di saper cose che potrebbero essere importanti e nessuno gli crede. Gli inquirenti e la magistratura, avranno delle procedure da seguire; e lasciamoli lavorare in santa pace!

    1. Scritto da gigi

      se riesaminamo la vicenda, le indagine sono state condotte male e le forze dell’oridine non hanno collaborato. L’unica è sperare che si costituisca e basta.

  2. Scritto da mario59

    L’unico commento che mi sento di fare è questo: e meno male che lo hanno preso abbastanza in fretta, altrimenti chissà quante altre risorse sprecate a rincorrere i mulini a vento.

  3. Scritto da roberta

    Più voi giornalisti ne parlate e più c’è il rischio che qualcuno con dei disturbi lo vada ad imitare. Come con i sassi dai cavalcavia, le aggressioni con l’acido, gli spray urticanti, ecc. Sembra quasi che qualche giornalista (specialmente dei TG e delle riviste) lo faccia apposta, per aumentare vendite e spettatori e inserzioni pubblicitarie.

    1. Scritto da mario59

      In alcuni casi anche per offrire la possibilità a chi lo desidera di commentare i fatti.

  4. Scritto da pino

    questo e’ il risultato dell’ incomprensibile risalto dato al mitomane di turno prima di verificare le sue azioni, per le quali, sempre grazie ai media ha ottenuto lo scopo di dieci minuti di notorieta’. A questo episodio pet chudere il cerchio di questa Italia il caso opposto del delitto di Saronno, in quel caso servirebbe dare notorieta’ al filmato e invece nulla…

  5. Scritto da luca

    IIl tipo dovrebbero spedirlo sulla luna a calci …