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Via province e regioni, solo 36 distretti: Bergamo con Varese, Como e Sondrio

La Società geografica interviene nella discussione sull’abolizione delle province proponendo una nuova riorganizzazione che prevede l’istituzione di 36 distretti federali. Bergamo inserita in un distretto con Como, Lecco, Varese, Sondrio e Monza-Brianza.

Lombardia divisa in quattro distretti con Bergamo che condividerebbe il suo con Como, Lecco, Varese e Sondrio: è questa la proposta di riordino territoriale che la Società Geografica Italiana ha avanzato al ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio, inserendosi di fatto nell’accesa discussione sull’abolizione delle province.

Nell’ottica del miglioramento dei servizi e del taglio agli sprechi la Società Geografica ha immaginato un’Italia divisa in 36 nuove regioni, o distretti federali, che andrebbero a sostituire le attuali 20 e le 110 province.

“Le nuove regioni sarebbero il risultato di un’aggregazione intercomunale – ha spiegato il presidente della Società Geografica Italiana, Sergio Conti e non di un accorpamento delle province”.

I geografi lo definiscono un disegno programmatico che trascende le consolidate suddivisioni amministrative provinciali e regionali: le nuove regioni saranno il più possibile autosufficienti e ne deriverebbe, dunque, un risparmio di gestione e una semplificazione del quadro dell’erogazione di servizi.

Ma come verrebbe ridisegnata la geografia dell’Italia qualora questa proposta dovesse concretizzarsi? La già citata suddivisione della Lombardia in quattro distretti prevede la creazione di due nuove regioni a cavallo con Emilia Romagna e Veneto: Cremona finirebbe con Piacenza e Parma, Brescia e Mantova con Verona. Suddivisione in tre distretti anche per il Piemonte: Torino autonoma, Vercelli e Novara con la Valle d’Aosta e Alessandria insieme a Asti e Cuneo.

La Liguria perderebbe La Spezia (aggregata a Massa Carrara, Pisa, Livorno e Lucca) mentre rimarrebbero invariati gli attuali confini di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Abruzzo e Basilicata.

Una soluzione senza dubbio interessante e che il Governo sembra stia tenendo in grande considerazione ma certamente lo stravolgimento dei tradizionali confini è una questione destinata a far discutere.

Commenti

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  1. Scritto da willer

    Hanno trasferito Pistoia in Basilicata….esagerati !

  2. Scritto da Luigi

    Se dobbiamo riordinare l’organizzazione drll’Italia perché non si inizia per davvero a riordinare e smagrire coloro che sono stati eletti per studiare strategie e riforme che mai arrivano e delle quali ogni giorno, per non dire ogni ora, ne parlano

  3. Scritto da angilberto

    Il federalismo vero! Ecco cosa serve all’Italia. Altre divisioni territoriali anomale non servono a nulla se gestite come le attuali. Serve l’abolizione delle province e regioni a statuto speciale in uno stato federale. Le divisioni geografico/politiche esistono già e sono quelle storiche e attuali, punto.

    1. Scritto da poeraITALIA

      mi scusi prenda il federalismo SVIZZERO non avrà regioni ma ha
      CANTONI e quello è FEDERALISMO quello
      ma in ITALIA non avremo mai il vero federalismo semplicemente
      perché se lo chieda e si dia una risposta

  4. Scritto da mario59

    A me pre l’ennesima cavolata per non arrivare a nulla di fatto.
    Dopo di che, provino a spiegare anche come si arriverebbe al risparmio tanto acclamato, io ho il forte dubbio che per i cittadini sarebbero ulteriori disagi di natura burocratica, anche se credo che alla fine tutto rimarrà come sempre.

  5. Scritto da Giuseppe

    Bene se Berghem si accorpa a Sondrio Como e Varese,
    cosi’ chiederemo alla Svizzera di inserirci nel Cantone Ticinese.
    Adios itaglia…….

    1. Scritto da No

      Io non mi faccio accorpare da nessuno, se ti piace tanto la Svizzera trasferisciti lì.

    2. Scritto da angelo

      come ben disse “A. Einstein”
      solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana; e non sono sicuro della prima.

  6. Scritto da Luciano

    Province, regioni, distretti, ecc… mi viene da ridere, o forse dovrei dire piangere. Burocrazia, clientelismi, sprechi, ecc… davvero si crede che creare distretti farà la differenza? Sono più che mai scettico!

  7. Scritto da Bignoca

    Amò i è ‘nbal? Per me ga na frega nigot de tegn a ma.
    Per me i völ apena scancelà zo pruincie e regiù perchè a roma i comuncia a daga fastide. Par che töte quante ades i vöreres dientà autonome, issè a roma ga ria zo meno de la metà de ades e dopo i gavrà de cunimcià a laorà poo lur dopo dumela e pasas agn de campà söla pel di “teritori annessi”.
    E noter bignoche che an ga amò de rincorses.

  8. Scritto da Albert

    Le aggregazioni territoriali servono a poco se il funzionamento degli enti rimarrà quello attuale. Nell’epoca della informatizzazione ciò che conta a livello amministrativo sono gli accorpamenti delle procedure e la sburocratizzazione amministrativa.
    Va cambiato il rapporto tra burocrazia e cittadino attraverso meccanismi di partecipazione attiva alle decisioni collettive. L’eccesso di burocrazia e i clientelismi sono i mali da risolvere, non tanto i confini e gli accorpamenti territoriali.

  9. Scritto da mario Gualeni

    prima di fare proposte campate in aria che non trovano fondamento nella realtà e storia delle genti, servirebbe sentire gli interessati per capire cosa vogliono. Non si riesce a mettere insieme i piccoli comuni figuriamoci le provincie. Aboliamo le regioni così risparmieremmo soldi e soprattutto tempi e burocrazia.

  10. Scritto da Rob

    Suddivisione che ignora totalmente la storia d’Italia. Bergamo con Sondrio (con cui d’inverno non c’è nessun collegamento) e Brescia con Verona? Almeno lasciateci la Valle Camonica e il Passo dell’Aprica!
    Bisognerebbe valutare attentamente i supposti benefici funzionali di questa curiosa ripartizione.

  11. Scritto da Statuto Speciale

    A cosa servono le regioni e province a statuto speciale ?
    O siamo tutti “speciali”, e allora lo Statuto Speciale va esteso a tutte le regioni, o nessuno lo è.

    1. Scritto da roberta

      Sono servite per non avere problemi di insurrezionalismo, terrorismo o indipendentismo da parte delle varie minoranze. L’Italia ha scelto di “riempire di soldi” questi territori per tenerli buoni. Altre nazioni non l’hanno fatto: e così in Spagna si ritrovano l’Eta dei baschi, in Francia i corsi indipendentisti, in Gran Bretagna l’Ira nel Nord Irlanda. Con tanto di bombe e morti.

      1. Scritto da traliccio

        Quindi non siamo tutti uguali di fronte allo stato. Paga e Taci abitante a Statuto Ordinario.