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Papà e mamma di Stefano Cucchi alla Festa in Rosso

I genitori di Stefano Cucchi, Rita e Giovanni, saranno protagonisti della serata di mercoledì 21 agosto alla Festa in Rosso di Liberazione in programma dal 16 al 25 agosto a Torre Boldone in un dibattito sugli "abusi in divisa" dal titolo “La legge non è uguale per Cucchi”

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I genitori di Stefano Cucchi, Rita e Giovanni, saranno protagonisti della serata di mercoledì 21 agosto alla Festa in Rosso di Liberazione in programma dal 16 al 25 agosto a Torre Boldone in un dibattito sugli "abusi in divisa" dal titolo “La legge non è uguale per Cucchi” con inizio alle 21.

Durante il dibattito verrà proiettato il video documentario "148 Stefano mostri dell’inerzia".

Ecco una breve storia di Stefano  

Il 15 ottobre 2009 Stefano Cucchi venne trovato in possesso di alcuni grammi di hashish, cocaina e antiepilettici (il giovane era epilettico), in conseguenza di questo venne decisa la custodia cautelare, in questa data il giovane non aveva alcun trauma fisico e pesava 43 chilogrammi (per 176 cm di altezza).

Il giorno dopo venne processato per direttissima, già durante il processo aveva difficoltà a camminare e a parlare, inoltre aveva degli ematomi evidenti agli occhi, il giovane parlò con suo padre pochi attimi prima dell’udienza ma non gli disse di essere stato picchiato.

Nonostante le precarie condizioni del giovane, il giudice stabilì una nuova udienza da celebrare qualche settimana dopo e stabilì che il giovane avrebbe dovuto rimanere in custodia cautelare al Regina Coeli.

Dopo l’udienza le condizioni del giovane peggiorarono ulteriormente, e venne visitato all’ospedale Fatebenefratelli presso il quale vennero messe a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso (inclusa una rottura della mascella), all’addome (inclusa un’emorragia alla vescica) e al torace (incluse due fratture alla colonna vertebrale).

Venne quindi richiesto il suo ricovero che però venne rifiutato dal giovane stesso.

In carcere le sue condizioni peggiorarono ulteriormente e morì all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre 2009, in tale data Cucchi pesava 37 chilogrammi.

Dopo la prima udienza i familiari di Stefano Cucchi cercarono a più riprese di vedere, o perlomeno conoscere le sue condizioni fisiche, senza successo.

La famiglia venne a conoscenza delle condizioni fisiche di Cucchi quando un ufficiale giudiziario venne a casa loro per chiedere l’autorizzazione all’autopsia.

Durante le indagini circa le cause della sua morte, un testimone ghanese dichiarò che Stefano Cucchi gli aveva detto che era stato picchiato, il detenuto Marco Fabrizi chiese di essere messo in cella con Stefano (che era solo) ma questa richiesta venne negata da un agente che fece con la mano il segno delle percosse, la detenuta Annamaria Costanzo affermò che il giovane le aveva detto di essere stato picchiato, mentre Silvana Cappuccio vide personalmente gli agenti di polizia penitenziaria picchiare Cucchi con violenza.   

La sentenza di primo grado ha condannato per omicidio colposo i medici, assolto infermieri e agenti.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Paola

    Il commento lo faccio io quale residente di Torre: e’ squallido strumentalizzare un fatto ( grave in se’x carità) contro chi lavora in genere x la nostra sicurezza. Chissà quante zecche in giro x torre

  2. Scritto da lotty

    Mi dispiace che non ci siano commenti per questo articolo, non è un buon segno. Spero tanto che questi genitori ottengano giustizia, glielo auguro con tutto il cuore.