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Negozianti un po’ psicologi Sigaretta elettronica: boom di punti vendita in città

In città e provincia si sono moltiplicati in pochissimo tempo i negozi di sigarette elettroniche: secondo alcune stime sarebbero tra le 30 e le 40 unità. Ma un business particolare: “Mi sento quasi uno psicologo: la gente si aspetta che gli dica la formula magica per smettere di fumare”.

Il mercato ha subito un vero e proprio boom e il business è stato cavalcato da oltre 1.500 negozi che danno lavoro a quasi 5mila persone. La sigaretta elettronica ha spopolato ovunque, arrivando a “contagiare” un milione di italiani, e la portata del fenomeno emerge anche da un dato del Dipartimento delle Finanze: solamente nei primi tre mesi del 2013 lo Stato ha incassato 200 milioni di euro in meno dalle accise sui tabacchi, perdita che si stima imputabile per il 40% alle sigarette elettroniche.

Da quasi due anni a questa parte le aperture di negozi che vendono esclusivamente sigarette elettroniche sono aumentate in maniera esponenziale. Spuntano negozi in ogni angolo della città e della provincia, (secondo stime il numero si piazzerebbe tra le 30 e le 40 unità) solitamente di piccole dimensioni, in ambienti molto luminosi e dall’arredamento moderno: in bella vista sigarette elettroniche di varie forme, dimensioni e colori, kit completi di tutti gli accessori ma, soprattutto, un’infinità di aromi capaci di soddisfare tutti i gusti.

Tra chi vende e il cliente si instaura quasi subito un rapporto intimo e di fiducia: il fumatore che si approccia al mondo del fumo elettronico chiede consigli, si informa sul funzionamento, sugli eventuali rischi per la salute e sulla capacità effettiva di sostituire la “bionda” tradizionale.

A volte mi sembra di essere una figura a metà tra lo psicologo e il farmacista – ci confida il dipendente di un negozio del centro – La gente si confida con me, mi spiega quante sigarette fuma in una giornata e si aspetta che io gli prescriva ‘la cura’, lo consigli su cosa sia meglio per lui in termini di dosaggio: chi la vuole usare come mezzo per smettere di fumare sente sì il bisogno di stare meglio fisicamente ma dall’altro lato vuole farlo gradualmente ritrovando sensazioni e gestualità simili a quelle della sigaretta tradizionale”.

Ma come è il fumatore tipo della sigaretta elettronica?L’80% della clientela – continua – è un fumatore che ha come obiettivo primario quello di smettere di fumare. L’età media si aggira attorno ai 40 anni: di ragazzini ne vedo pochissimi così come sono pochissimi quelli che non hanno mai fumato in vita loro e vogliono provare la nuova esperienza, anche solo per una questione di tendenza”.

“Oltre ad una questione di salute – aggiunge un collega di un altro negozio di e-cigarettes – Non bisogna sottovalutare il fattore economico: il risparmio tra chi fuma un pacchetto di sigarette al giorno e i fumatori di sigaretta elettronica arriva a toccare i 1.300 euro annui”.

Su una questione di fondo i due commercianti concordano in pieno. L’apice del successo sembra essere alle spalle, i punti vendita specializzati, chi più chi meno, stanno facendo i conti con una flessione e le certezze degli “svapatori” (i fumatori di sigarette elettroniche) iniziano a vacillare: prima l’allarme su possibili sostanze nocive presenti nei liquidi e poi lo studio di una tassazione del 58,5%, la stessa applicata a un pacchetto di “bionde” tradizionali, hanno intaccato i due principi fondamentali che avevano portato alla “conversione” al fumo elettronico, ovvero il beneficio per la salute e il risparmio economico.

“Siamo a uno snodo fondamentale per il nostro futuro – sottolineano – Dietro al mercato dei tabacchi ci sono troppi interessi e se dovessero decidere di introdurre una tassazione simile taglierebbero le gambe a moltissimi di noi che sarebbero costretti a chiudere. Ma se dovessimo riuscire a scavalcare questo scoglio il business esploderebbe definitivamente. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro e molti che hanno intrapreso questa strada da piccoli imprenditori, cogliendo un’opportunità che offriva il mercato, lo hanno fatto lasciando un lavoro sicuro come dipendenti. Ma devono anche tenere presente che più di un milione di persone credono in questo metodo per abbandonare la dipendenza da sigaretta. Stanno facendo del ‘terrorismo’ e ne stiamo risentendo”.

Il rovescio nella medaglia, ovviamente, non può che essere rappresentato dai tabaccai che accoglierebbero con favore il provvedimento allo studio del Governo: “Credo che una regolarizzazione sia necessaria – sottolinea un tabaccaio bergamasco – Sfruttando questo buco normativo i negozi di sigarette elettroniche sono spuntati come funghi e chi ha avuto questa intuizione si è fatto un bel business. Un business che, però, credo sia solo del presente: mi chiedo come possano campare tutti questi esercizi se una volta sostenuta la spesa per la sigaretta vera e propria l’esborso per i liquidi e gli accessori è così minimo. Dal mio punto di vista ho notato un calo generalizzato della vendita di sigarette tradizionali ma è un fenomeno che non imputerei all’avvento della sigaretta elettronica o, quantomeno, non esclusivamente a quello: l’impressione, più che la concorrenza, è che la motivazione maggiore che spinge la gente a fumare meno o a comprare il tabacco siano la crisi e la minore disponibilità economica”.

Commenti

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  1. Scritto da Angela

    Ho comprato il kit della Fumok direttamente dal negozio online e devo dire che è ottimo… speriamo aiuti a smettere una volta per tutte…

  2. Scritto da Vaper

    Avete centrato il punto, il negozio specializzato di sigarette elettroniche è in grado di guidare il cliente attraverso una scelta ed un’acquisto consapevole, a differenza del tabaccaio. Tenendo conto che si tratta di un prodotto finalizzato ad un miglioramento della salute dei fumatori. L’introduzione dell’ultima legge è assurda non solo per la tassazione, quanto per il concetto di equiparazione tra sigarette tradizionali ed elettroniche. Il settore va regolamentato, non distrutto.

  3. Scritto da Giovanni

    Io l’ho trovata in edicola la sigaretta elettronica, quella Fumok. Mi sono trovato bene.

  4. Scritto da Max

    Cari tabaccai devo deludervi: passando alla sigaretta elettronica, ho perso la dipendenza dal fumo, fumo solo quando e se mi va. Per cui, qualora chiudessero i negozi che vendono sigarette elettroniche, non tornerei comunque alle sigarette e la cosa vale per tanti altri che sono passati definitivamente alla sigaretta elettronica. Fate i monopolisti quanto volete, ma stavolta la vostra prepotenza sarà un bel boomerang che vi tornerà dritto sui denti.

  5. Scritto da alicicco gian luigi

    Di gente miope al governo dall’alto della mia età ne ho vista tanta, ma certamente come gli attuali governanti mai. Consiglierei una visita oculistica e di guardare non ad un centimetro dal naso, a qualche metro. Al di là di tutti i risvolti economici degli imprenditori del settore, ma questi imbecilli hanno pensato al beneficio sulla salute dei cittadini che comporta l’uso della e-sig? Dimenticavo: a questi cosa gliene frega della salute di noi cittadini?

  6. Scritto da Marco Vestino

    Ma che c’entra! Allora dovreste vendere solo voi fe ferri da stiro, pentole a pressione e tutto quanto fa vapore? (e non fumo…) Lo stato doveva occuparsi solo dei liquidi con nicotina. Che c’entrano le batterie, le custodie in pelle, i drip e quant’altro? Ah già, siccome i tabaccai pagano, quindi comandano… ma dài! Quando perderete gli appoggi politici (Giorgetti) si tornerà ad una normale democrazia.

  7. Scritto da romeo

    Il fumo è la più stupida mortale e costosa trappola che l’uomo si sia mai costruito! Inoltre ha un vantaggio inestimabile: prima o poi porta ad un infarto cardiaco che abbrevia la vita del fumatore tanto da risparmiargli di morire di cancro ai polmoni! Smettere di fumare è la più saggia ed intelligente delle decisioni che una persona possa prendere per se stessa e per gli altri, se non sai come farlo vai qui http://www.smettoadesso.it/report-gratuito.html adesso è più facile!

  8. Scritto da Stefano

    Così stiamo facendo consapevoli che questa legge, cosi com’è, produrrà l’ennesima sazione che l’Europa ci affibbierà tout court e che come al solito si ripercuoterà sulle tasche di tutti noi. L’Italia è più bella se vista dall’estero.

  9. Scritto da Stefano

    Come al solito l’esigenza primaria è fare cassa e tutelare le lobbies (tabaccai).
    La soluzione per molti come me che nel settore hanno investito , che credono nel prodotto e che sono sicuri che sia la migliore alternativa alla sigaretta (sempre seconda all’abbandono totale!) e andarsene dall’ Italia.

  10. Scritto da Stefano

    La legge è stata scritta da Giorgetti vicino da tempo alla FIT e a Risso. La legge è chiaramente volta ad uccidere il settore o a regalarlo alle tabaccherie. Dopo mesi di campagna negativa sul prodotto questo dl ucciderà definitivamente il settore e chi ci ha investito. Allo stato non interessa che l’alternativa elettronica può chiaramente evitare a molti di ammalarsi (vedi articolo di Veronesi http://www.esigarettanews.com/veronesi-se-ci-fossero-solo-sigarette-elettroniche/)

  11. Scritto da Marco

    Lavoro nel settore tabaccherie, dal 2014 le sigarette elettroniche, gli accessori, e i liquidi potranno essere venduti solo dalle tabaccherie. Si sta valutando se consentire l’esistenza degli altri punti facendogli vendere solo prodotti senza nicotina, ma se ciò avvenisse li ammazzeranno comunque con una tassazione del 55%, aliquota che un’attività mono prodotto non riuscirebbe mai a sopportare.

  12. Scritto da Fabio

    Io mi chiedo una sola cosa, ma cosa aspettano i Tabaccai a vendere in massa le E-Cig ?

    Qualcuno c’è, ma gli altri sembrano confidare in leggi protezionistiche invece di seguire il legittimo andamento del loro mercato.

    Sembra che i tabaccai siano solo “bottegai” che vivono passivamente di “rendita” e non veri e propri imprenditori, sennò avremmo E-Cig Corner in tutte le tabaccherie.

    Cercate sul web cosa dicono delle E-Cig il prof. Veronesi e l’ex ministro Sirchia …

    1. Scritto da luca

      Per conoscenza fino alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della nuova normativa, i tabaccai non potevano assolutamente vendere secondo il capitolato d’oneri dell’AAMS le e-cig. I bottegai forse sono quelli che si sono avventurati nel commercio di un prodotto sfruttando un buco legislativo in assenza di un governo, cadendo nelle reti del franchising che ha forse reso profitto solo alle aziende importatrici, rischiando sui tempi della certa regolamentazione sperando nella lungaggine italiana

      1. Scritto da Marco Vestino

        Ma allora era tutto molto semplice: bastava che i tabaccai chiedessero di poter vendere (legittimamente) anche loro le sigarette elettroniche. Non c’era bisogno di fare la guerra a 4000 commercianti che legittimamente vendevano il prodotto, che a parte la nicotina, quando presente, non c’entra nulla con tabacco, combustione, catrame, ecc. La storia racconterà che si tratta del solito abuso di potere, perché per vendere una batteria e una, ci si metta di mezzo lo stato (con la s minuscola)…

        1. Scritto da luca

          i tabaccai non possono chiedere… pagano profumatamente allo stato e continuamente, la loro concessione governativa in percentuale agli aggi che percepiscono, ecco perché non corretto che altri senza pagare concessioni si approprino di un mercato regolamentato