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“1 love, 1 life…1 car” Il car sharing ora si fa con una app: di’ la tua

La rivoluzione del car sharing che ha sconvolto Berlino e affascinato i giovani tedeschi arriva anche a Milano: app gratuite sul telefono che permettono di riconsegnare la macchina in qualsiasi punto della città e non essere più legato quindi dall’obbligo di parcheggiare in appositi parcheggi.

Anche il car sharing si evolve, lo sanno bene a Berlino e adesso anche a Milano dove entra in vigore una vera rivoluzione legata alla tecnologia degli smartphone.

Cos’è? E’ una sorta di autonoleggio a ore utilizzando i mezzi disponibili in città (auto, bici, mezzi pubblici) ed adoperabile da tutta la comunità secondo un ambizioso progetto di mobilità sostenibile e di liberalizzazione dei trasporti.

Il car sharing esiste da vent’anni, ma ora presenta l’innovazione delle app gratuite sul telefono che permettono di riconsegnare la macchina in qualsiasi punto della città e non essere più legato quindi dall’obbligo di parcheggiare in appositi parcheggi.

E allora come è possibile ritrovarla? E’ qui che entra in campo lo smartphone che riesce ad individuare la macchina a noleggio più vicina a te: ne dà la posizione e la “blocca” per mezz’ora dando la possibilità al cliente di trovarla.
Usufruire del car sharing è facilissimo: si fa un abbonamento annuale (19 euro a Milano) e da quel momento si paga a consumo: 29 centesimi al minuto inclusi i costi di parcheggio, benzina e manutenzione. Il conto successivamente verrà scalato dalla carta di credito.
Non ti devi preoccupare di perdere la chiave della macchina perché si trova all’interno dell’abitacolo. Ricordati la tessera, però: è la tua “chiave” per aprire e chiudere la macchina.
Car sharing è un progetto sostenuto dai colossi del settore automobilistico: Bmw con Drive Now (800 auto, soprattutto Mini), Citroen con le elettriche Multicity e Mercedes che, con il servizio Car2Go di 450 Smart, è arrivata anche a Milano portando un po’ di concorrenza al gruppo Atm e i suoi 135 veicoli GuidaMi.
La filosofia della novità viene chiamata “consumo collaborativo”, lontano da mode hippy o da perdigiorno, ma appartenente a quella nuova filosofia dei consumi detta “economia condivisa” che pone le sue basi sul rendere un bene costoso accessibile a prezzo di molti.
Una filosofia e un metodo che oggi sono approdati a Milano e domani potrebbero essere adottati in altre città, anche a Bergamo: tu che ne pensi?

Lucia Cappelluzzo

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