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Il Talent Garden funziona Per il futuro la scommessa è sui giovani e il digitale

Il “giardino dei talenti”, aperto a Dalmine lo scorso ottobre, va avanti a gonfie vele: la sede bergamasca, la seconda in Italia dopo Brescia, è nata dalla sinergia tra Alberto Trussardi e Ferretticasa.

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Un progetto giovane, innovativo e ambizioso. Ma, soprattutto, che funziona. Si chiama Talent Garden, o semplicemente “Tag”, uno spazio di lavoro aperto a freelance, agenzie e start up che si occupano di digitale, creatività e innovazione.

Il modello è quello del co-working, nato negli Stati Uniti, e mira non solo alla condivisione degli spazi di lavoro ma anche a raccogliere tutto ciò che germoglia all’interno di un territorio per svilupparlo tra persone che hanno interessi simili, promuovendone la collaborazione.

In Italia l’ha portato Davide Dattoli, 23enne bresciano, che proprio nella città della Leonessa ha fondato il primo Talent Garden italiano. La Repubblica, martedì 6 agosto, gli ha riservato una pagina intera, dedicata a “Quelli che ce l’hanno fatta”.

Tra “Quelli che ce l’hanno fatta” c’è anche il bergamasco Alberto Trussardi (nella foto accanto), membro del team di Tag e responsabile front end e sviluppo software di Bergamonews: anche lui ha la sua citazione su “la Repubblica” e, prossimamente, sarà ospite de “La vita in diretta” su Rai1, proprio per parlare di Tag.

Alberto è il responsabile del Talent Garden di Bergamo, il secondo nato in Italia: è stato inaugurato l’1 ottobre 2012 a Dalmine in via provinciale 64, grazie alla partnership con Ferretticasa.

“Ho conosciuto Davide a Brescia a Viral Farm, una sua società che offriva alle aziende campagne su Facebook – ci racconta Alberto – Cercavo nuovi partner ma invece di un cliente ho trovato molto di più: un’idea. Era un progetto sul quale stavo lavorando anche io e me l’ero immaginato con il nome di ‘Officine digitali’. Sono rimasto affascinato da quanta passione ci metteva nel raccontarlo, mi spiegava i dettagli, di come sarebbe stato l’arredamento dello spazio, di come fosse la metratura e dei servizi che ci sarebbero stati. Quello che però mi colpì di più era l’obiettivo. Davide mi disse, con un tono alla Artur Fonzarelli: Hey! Albe! Vedrai sarà uno spazio fighissimo dove persone che hanno interessi simili ai nostri crescono e si confrontano, per creare qualcosa di nuovo nell’ambito del digitale. Uno spazio aperto a qualsiasi ora dove potrai lavorare liberamente vicino a persone con competenze diverse ma contigue allo stesso tempo”.

Il Tag bergamasco dispone di 40 postazioni, di cui 32 già attive, e quando Alberto ci parla del progetto emerge chiaramente qual è la vera forza del Talent Garden: sono le persone che abitano lo spazio a dargli prestigio e, più che la semplice condivisione di un ambiente, sono il talento e la voglia di fare di ognuno di loro a fare la differenza. Sinergie, idee, eventi (come “Startup Live”): questo è lo spirito del Talent Garden.

“Un progetto come TAG – continua Alberto – può regalare tanto ad un paese come il nostro, può portare immaginazione, creatività, conoscenze e innovazione. Se il lavoro non è sostenuto da una passione vera e sincera ma soltanto da un interesse puramente economico non vedo futuro, non vedo una vita che valga la pena di essere spesa in una società che non considera le persone e le idee, se non come un guadagno o un costo. Qui occorre una rivoluzione, una visione del mondo più ampia e meno egocentrica, bisogna dare un valore inestimabilmente agli ideali e alle persone e che non vengano più scoraggiate dal mondo consumista e individualista”.

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