BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il servizio “Ladri di calcio” sull’Atalanta e Doni in finale al Premio Alpi

Firmato dai giornalisti Federico Ruffo e Alessandro Macina, il servizio andato in onda su Presadiretta ha conquistato la finale del prestigioso premio. Ma a Bergamo ha raccolto solo polemiche e insulti: "Il comportamento dei bergamaschi? Ci ha fatto male. Soprattutto perché ad attaccarci per primi in modo infame sono stati dei colleghi della carta stampata".

Ha raggiunto la finale del Premio Ilaria Alpi, uno dei riconoscimenti più importanti per il mondo giornalistico, ma a Bergamo di fortuna non ne ha avuta moltissima. Forse perché nel servizio di Federico Ruffo e Alessandro Macina non sono state spese belle parole per l’Atalanta e per il suo ex capitano e uomo simbolo. E, al tempo stesso, gli attuali dirigenti non venivano messi in ottima luce. Stiamo parlando di "Ladri di calcio" (per guardarlo nella sua versione integrale clicca qui), il lavoro che la coppia di giornalisti ha confezionato per Presadiretta, la trasmissione di Rai Tre famosa per le sue inchieste.

Andato in onda il 13 gennaio scorso, il servizio a Bergamo ha fatto scoppiare polemiche su polemiche. Il motivo? E’ presto detto: i due giornalisti hanno scavato nello scandalo del calcioscommesse, portando alla luce fatti e rivelazioni a dir poco scottanti. Come le dichiarazioni di un certo Cristiano Doni che, intercettato con una telecamera nascosta sulle spiagge spagnole, si è lasciato scappare una battuta alquanto ambigua alla domanda: "Perché l’Atalanta, a distanza di mesi, ancora ti paga lo stipendio?". "Mi sembri una persona intelligente. Davvero credi che io, ora che si stanno calmando le acque, lo verrò a dire a te?" la risposta con tanto di sorriso dell’ex capitano, oggi barista a Palma di Maiorca.

"Abbiamo ricevuto decine e decine di messaggi dopo quel servizio – ha raccontato a Bergamonews Federico Ruffo -. Tanti complimenti di colleghi e telespettatori, ma anche tantissimi insulti e tantissime minacce da parte dei bergamaschi che ci hanno accusato di aver fatto un lavoro infame. E oggi ci chiediamo: ma come, da una parte ci premiano e dall’altra ci sputano addosso? Com’è possibile? Il servizio, dopo essere andato in onda su Rai Tre, ci è stato chiesto dalla Procura di Cremona e dalla Direzione Centrale Anticrimine, che ci ha convocati per sapere tutti i dettagli scoperti su Doni e sugli affari di Singapore. E poi: tantissime persone, tra cui i dirigenti bergamaschi, hanno minacciato di querelarci ma, a distanza di mesi, a noi non è arrivato proprio nulla. Chissà, forse tanto brutto il nostro lavoro non era".

Durante la raccolta del materiale, Ruffo e il collega Macina hanno cercato a più riprese di far avere le loro domande ai dirigenti atalantini: "Che ci hanno respinto in tutti i modi – racconta ancora il giornalista -. Siamo stati anche a Zingonia, dove ci hanno trattati malissimo, cacciandoci e spiegandoci che nessun tesserato avrebbe parlato con noi. Per questo abbiamo prima chiamato Luca Percassi e poi, in un secondo momento, tampinato Marino. Inutilmente".

Ma la reazione che ha portato maggiore amarezza ai due giornalisti è stata quella dei colleghi di un noto quotidiano locale bergamasco che, due giorni dopo la trasmissione, hanno cercato di screditare il loro lavoro con un articolo che ha messo in luce alcune inesattenze riportate nel servizio "Ladri di calcio": "E’ stata una mossa inqualificabile – ha spiegato Ruffo -, che non mi sarei mai aspettato. Quei colleghi si sono presi gioco di noi, accusandoci di essere stati ‘poco attenti e tanto sbadati’. Ma forse avevano ragione: in effetti siamo stati poco attenti e tanto sbadati quando ci siamo dimenticati di parlare delle intercettazioni che riguardavano Doni e un loro giornalista di punta dello sport".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da luca

    Bel servizio, forse un po carico di pregiudizi. Ma avrei tanto voluto vedere se lo stesso servizio fatto su Mauri, Lotito e la Lazio sarebbe anche solo mandato in onda…altro che premio Alpi!

  2. Scritto da luca pesi

    Percassi come Berlusconi.
    Presidente del consiglio subito!

  3. Scritto da Paolo

    Ma il giornale é forse l’eco di bergamo dove i percassi hanno una quota importante? E dove se non ci fosse l’atalanta e la pagina dei morti venderebbero 2 copie?

  4. Scritto da Roberto

    ho visto il video e l’ho trovato fatto molto bene, nei contenuti e nella tecnica. Bravi ragazzi, complimenti. auguri per la finale del premio Alpi, lo meritate. In un momento morale difficile per la nostra Italia c’è da esser fieri del vostro coraggio documentaristico. In bocca la lupo !

  5. Scritto da uno qualunque

    Personalmente non ho mai chiesto impunita’ e non ho mai pensato che l’atalanta fosse vergine e incontaminata a prescindere. Tuttavia mi sono sempre limitato ad aspettare con fiducia il lavoro della magistratura (quella vera, non i burattini di lotito e galliani…). Io vorrei che i giornalisti principalmente parlassero dei fatti e non delle loro opinioni. Una volta mostratemi i fatti su doni, la pessima opinione su di lui me la sono fatta da solo…Come su mauri, del resto.

  6. Scritto da luigi

    Questi signori se parlano di ladri di calcio provino anche a fare servizi su Napoli, Lazio ecc. altro che male parole riceverebbero.
    L’Atalanta viene prese di mira come principale attrice (per responsabilità oggettiva) mentre ultimamente poverine da Giannello a Mauri ecc. le società sono innocenti. Stesso metro di giudizio?
    Poi anche Bgnews se c’è da parlar male dell’Atalanta non ho idea perché ma non si tira mai indietro!

    1. Scritto da Sergio

      Ma l’ha vista lei la trasmissione? E’ durata due ore e di Atalanta si è parlato per cinque minuti. Basta vittimismi e ringraziate dio che hanno smesso di controllare gli scheletri nei vostri armadi.

      1. Scritto da Ora indagate più a fondo

        Hai, ragione, dovrebbero baciare la strada che calpestano gli autori del programma che non sono andati a fondo, sennò saltava fuori la “vera” verità e che tutti sanno: su Doni e la società.

    2. Scritto da sb

      smettetela di fare i giudici basandovi su cfommenti dei curvaioli. la giustizia sportiva si basa su documenti ( che voi non avete e non leggete ) su accusa e difesa perciò smettetela di fare i berlusconi

      1. Scritto da Roby

        I commenti non sono solo dei curvaioli “ignoranti” ma se ti informi anche il pm di Cremona Di Martino (il 1° che ha indagato) ha detto che la sentenza di 1° grado della giustizia sportiva su Mauri e sulla Lazio è una vergogna. Lui i documenti li ha e li ha letti.
        E per la Lazio hanno fatto pure una legge spalmadebiti per non farla fallire…apri gli occhi

        1. Scritto da uno qualunque

          Accetti un consiglio, non perda tempo a spiegare a chi non vuol sentire. Tra un po’ questi signori le diranno che Di Marino aveva l’abbonamento in nord, che gli accoltellati erano simulatori, che il derby bloccato per la finta morte di un bambino una burla e che i debiti erano in realta’ debiti della prima gestione Percassi..

        2. Scritto da Sergio

          Lo stesso pm che ha più volte sostenuto che Doni agiva per conto della società Atalanta nelle combine che l’hanno visto protagonista…

          1. Scritto da RR

            E le prove? La Lazio non viene condannata con le prove, certi “bergamaschi” vorrebbero che l’Atalanta fosse condannata senza prove ( oltre la responsab. oggettiva sparita x la Lazio che ci e’ costata 8 punti) incredibile…

  7. Scritto da abc

    A Bergamo siamo abituati al catechismo, quindi non si accetta di mettere in dubbio la verginità della madonna. Se Doni non fosse stato intercettato, e quindi non avesse poi confessato, verrebbe ancora considerato un martire. Poera Berghem.

    1. Scritto da RR

      scusa se non siamo all’altezza dell’illuminato che capisce quando una persona che stimi ti racconta balle…almeno noi ora non lo vogliamo + vedere anche se era il nostro idolo. Se apri un pò la visuale, guarda gli juventini che difendono ancora oggi Moggi (che telefonava ai designatori, rinchiudeva gli arbitri…..1000 cose + gravi di Doni) ma loro li difenderai…..

      1. Scritto da abc

        Sei scusato. A me della giuve e dei gobbi frega nulla, sono atalantino e incazzato per la nostra vicenda e per il silenzio della società. Guardati il video, poi scrivi.

  8. Scritto da bestseller

    Da comprare subito !!!!!!!!

  9. Scritto da jack83

    Sono un giornalista e non sono un fan né di Doni e né dell’Atalanta. Ma questi giornalisti che potrebbero vincere il premio Ilaria Alpi dovrebbero anche ammettere di aver fatto qualche errore, che forse non li ha fatti molto amare a Bergamo: nel servizio parlavano infatti di un solo punto decurtato all’Atalanta dalla giustizia sportiva. Nel giro di un paio d’anni i punti sono stati sette, se non ricordo male. Si fossero almeno documentati su un dato così importante…

    1. Scritto da Sergio

      Complimenti, sei giornalista, fai le pulci ai giornalisti di Rai 3 che non si sono documentati e poi scrivi “nel giro di un paio d’anni i punti sono stati sette, se non ricordo male”. Alla faccia! I punti sono stati otto e un giornalista non può dire “se non ricordo male”, si informa, poi parla e scrive. O sta zitto ed evita di fare la morale agli altri.

  10. Scritto da Doge

    Nel servizio mancano le questioni Mauri-Lazio, Genoa, Napoli , Lecce, Bari ecc ecc ( Gillet). ……

    1. Scritto da silvia

      Non è vero. Scrivi senza aver visto il servizio. Roba da matti.

      1. Scritto da Piangina

        Il servizio risale a mesi fa, di Gillet, Mauri e genoa, è emerso il verdetto solo pochi giorni fa. Basta fare i piagina

  11. Scritto da Terzi Fabio

    È questi individui dovrebbero portare sulla maglia il logo della mia città ? Andate altrove a giocare bambocci viziati pieni di soldi , voi e chi si prende a pugni la domenica allo stadio + cultura – calcio e quello che ci gira intorno

  12. Scritto da piero

    consiglio ai due bravi giornalisti RUFFO-MACINA di fare altrettanto lavoro sulla ultima sentenza del calcio scommesse che riguarda la LAZIO, vedremo se saranno ancora premiati! vergogna, vergogna

  13. Scritto da eg

    Complimenti ai due giornalisti per l’inchiesta, veramente interessante. Per quanto riguarda L’Eco, beh, niente di nuovo sotto il sole. Molto bella anche la stoccata finale….

  14. Scritto da genu

    AVETE STANCATO..

    1. Scritto da Caterina

      La verità ti fa male, lo so.

  15. Scritto da poeret

    tutto bello bravi.. xò visto che fate la “morale” dovevate dirla tutta.. dalle intercettazioni con cui chiudete l’articolo e magari parlare un po’ che ne so..di Lazio (dove qualcuno è finito in carcere per reciclaggio internazionale) a me è questo che “irrita” se si affronta un cancro, l osi affronta tutto e on solo la parte che interessa..