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Età media in Lega Pro Sul web l’indignazione dei tanti bergamaschi

Un gruppo di Facebook raccoglie la protesta di tanti calciatori ed ex calciatori, tra cui moltissimi bergamaschi. Ma in casa AlbinoLeffe si va controcorrente, come conferma il ds Valoti: "Con questa novità si aiutano gli atleti più anziani".

La polemica monta, soprattutto ai tempi del web. In Lega Pro la nuova regola che tutelerà i giovani (e che obbligherebbe gli allenatori a schierare una formazione con l’età media rigorosamente più bassa di 24 anni) non va proprio giù ai calciatori che rischierebbero di vedersi – in gran parte – tagliati fuori dal mondo del professionismo. Sul social network Facebook è stato aperto un gruppo chiamato "25 agosto dimissioni di Macalli per tutelare il calcio e la meritocrazia", un gruppo al quale risultano iscritti tantissimi bergamaschi, tantissimi calciatori e tantissimi ex calciatori, che hanno deciso così di dire il loro no all’ultima iniziativa del presidente Mario Macalli. Ci sono Luca Facchetti, Achille Coser, Christian Araboni, Luca Turani, Cristian Spampatti, Cristian Forlani, Marco Teani, Marco Sgrò, Valerio Foglio, Matteo Gentili, Luisito Campisi, Ivan Manzoni, Luca Tomasig, Francesco Renzetti, Andrea Rabito, Gabriele Piantoni, Alex Pinardi, Claudio Mascheretti, Daniel Offredi, Roberto Bortolotto, Sam Dalla Bona, Ruben Garlini e tanti altri, persino Matteo Ardemagni.

Una novità, quella dell’età media, per la quale si sta muovendo anche l’AlbinoLeffe. Come ci conferma il direttore sportivo Aladino Valoti, il quale, però, non si dice per nulla in contrasto col presidente Macalli: "Penso che si sta facendo una cosa molto logica – ha spiegato il ds della Celeste -. Questo è un campionato importante, di transizione, che aspetta riforme. Si sta cercando una formula che possa dare spazio alla nostra realtà e ai nostri giovani. Con la media che è stata introdotta, secondo me, si va ad aiutare i giocatori più ‘anziani’ e non a sfavorirli: l’anno scorso giocavano i classe 1992 e i classe 1993 perché le loro presenze portavano soldi ai club, e non vedevano mai il campo gli ultratrentenni. Ora, invece, le cose potrebbero cambiare: nel fare una media, infatti, il 35enne non sarebbe escluso ma potrebbe trovare spazio assieme a un giovanissimo. Il nostro è un sistema in difficoltà – ha concluso Valoti -, lo sappiamo bene tutti. Dobbiamo solo accettare le regole di chi ci guida. Stiamo andando verso una riforma, prendiamone atto".

Commenti

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  1. Scritto da Otto

    Da quando nel calcio non professionistico si sono messe le regole di far giocare i giovani il livello delle categorie si è abbassato drasticamente!!! Ho visto giovani giocare in promozione ed eccellenza e poi quando erano fuori regola età finire in seconda-terza categoria!!! Poi mi spiegate cosa serve avere delle regole di giovani in una seconda o terza categoria???

  2. Scritto da ERNESTO

    Invece ha ragione Macalli, la regola è giusta e ci vorrebbe anche in politica, in amministrazione aziendale, nelle aziende pubbliche, ecc. SIAMO UN PAESE PER VECCHI la vera lobby sono gli ultra 60enni! è ora di finirla! Nel calcio semiprofessionistico della lega pro è GIUSTO favorire i giovani under 24! Nel resto gli under 60! Bravo Macalli ed ai firmatari del gruppo Facebook dico: aprite un bar, una pizzeria o altro e andate a lavorare!!! (che di soldi dal calcio ne avete già presi troppi)

    1. Scritto da Mark

      Sintesi di questo paese:o é bianco o é nero,non esiste via di mezzo sensata.Sono d’accordo,é un paese per vecchi ma qui si perde ciò é veramente importante:non é l’età che conta ma le competenze.E’ inutile tenere in campo,o sul lavoro un brocco solo perché mi aiuta ad abbassare la media.In squadra,o il posto di lavoro,va dato a chi se lo merita,chi ha le capacità e chi é più adatto non per comodità.Andrebbe dal medico che é lì solo perché abbassa l’età media?Ridicolo.

      1. Scritto da Stefano

        …..hai perfettamente ragione!!!

      2. Scritto da Ernesto

        Il suo discorso è corretto solo in linea di principio: lei presuppone che il giovane under 24 sia un brocco e il calciatore navigato over 30 un fenomeno di cui non si può fare a meno. Ma crede davvero che sia così? Mi viene in mente la Longobarda dove giocava il raccomandato e attempato Speroni, amante della moglie del presidente, mentre Aristoteles faceva panchina… (esempio ironico ovviamente). be Basterebbe pensare alla possibilità di un fuori quota che non fa media…

        1. Scritto da Mark

          No,non presuppongo nulla.Solamente non trovo giusto che i meriti vengano calpestati da una regola,come solito avviene in Italia.Si corre il rischio che su 6000 ragazzi che giocano(under 24) 50 siano fenomeni e il restante sia in campo per non subire penalizzazioni,magari lasciando in panchina uno dei 50 bravi(over 24).Se uno é bravo deve giocare,deve avere il posto di lavoro e costui dovrebbe esser tutelato in quanto bravo e non perché giovane,bianco,nero,uomo,donna o marziano che sia…

  3. Scritto da makio

    Dino questo purtroppo avviene d’appertutto partendo dalla politica al lavoro …i raccomandati avanzano sempre

  4. Scritto da Luciano

    Favorire i giovani va bene, ma questa regola è una cavolata. Poi leggere Valoti che afferma che si va ad aiutare i giocatori più anziani e non a sfavorirli è l’esatto contrario di quello che succederebbe, con la consapevolezza di aver detto una panzana.

    1. Scritto da Paolo

      Non conosci l’argomento e non hai capito nulla! L’anno scorso erano avvantaggiati i 92e 93 quindi si facevano giocare prevalentement loro, ora con l’ eta media puó giocare un giovane ed uno con qualche anno in piú! Et capit crapú?

  5. Scritto da Dino

    …a parer mio è ” IL FATTO IMPOSTO” che è sbagliato.(perchè non il contrario :solo over 24). Piuttosto preoccupiamoci di abolire le “raccomandazioni” che anche nel calcio privano i capaci a scapito dei favoriti…