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Troppi contratti a scadenza Il giudice lo fa assumere a tempo indeterminato

A seguito di un ricorso dell’Ufficio Vertenze e della Fai Cisl di Bergamo il giudice ha stabilito l’assunzione a tempo indeterminato di un ragazzo alla Italcanditi di Pedrengo.

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Aveva inanellato una serie di contratti a tempo determinato nella stessa azienda, anche quando era venuta meno la necessità di questo tipo di trattamento. Per questo il Giudice del lavoro di Bergamo, a seguito di un ricorso dell’Ufficio Vertenze Cisl e della Fai Cisl di Bergamo ha stabilito l’assunzione a tempo indeterminato.

La vicenda si è svolta alla Italcanditi di Pedrengo, una delle aziende leader del settore in provincia, tra il 2010 e il 2011: un ragazzo è stato assunto con contratto a tempo determinato nel gennaio 2010 con la causale di “start up per avvio di nuove linee di produzioni, maggiori ordinativi e aumento produttivo di semilavorati”. Con la stessa causale si è visto rinnovare il contratto altre due volte, nonostante nel corso dell’anno la produzione relativa a nuovi ordinativi e l’avvio di nuovi impianti si fosse confermata in positivo, facendo decadere la “non prevedibilità della stabilizzazione”.

Il lavoratore, assistito dalla Fai Cisl di Bergamo, alla quale si era rivolto, ha visto riconosciuto il suo diritto all’assunzione con la sentenza del 25 luglio 2013, nella quale il Giudice del Lavoro, Sergio Cassia, conferma l’assunzione con contratto a tempo indeterminato.

Nella sentenza si ritiene nullo il terzo contratto a tempo determinato, stipulato dal 14 settembre 2010 al 17 dicembre 2010, e si stabilisce la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e pertanto il reintegro in azienda.

“La Fai Cisl di Bergamo – dichiara Danilo Mazzola, segretario generale provinciale – ritiene la sentenza un risultato importante, in quanto Italcanditi è una società significativa nel settore alimentare della nostra provincia, conta circa 300 dipendenti e numerosi lavoratori assunti con contratto a tempo determinato”.

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Commenti

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  1. Scritto da Simone

    Per giovanni: lavoro in Italcanditi e sono rappresentante sindacale. Mi limito soltanto a dire che lei è l’ennesima persona che parla di quello che nn sa. Per Claudia : i 300 dipendenti contemplano lavoratori a tempo determinato, cooperative e stagisti. Per quanto ci è concesso, ed è poco, cerchiamo di fare il bene dell’azienda e dei lavoratori.

  2. Scritto da makio

    Poveri giovani quale futuro…..?

  3. Scritto da Giovanni

    Con questi sindacati ci si stupisce che le aziende vadano all’estero e chiudano in italia?Ci si stupisce che ce ne sia ancora qualcuna sul nostro territorio!Quando se ne saranno andate tutte,grazie anche ai sindacati,oltre che allo stato ed alle sue gabelle da rapina,forse si accorgeranno che non ci saranno più lavoratori da difendere e cesseranno di esistere anche loro.

    1. Scritto da Beppe

      Perché è colpa del sindacato? E’ il giudice che ha deciso…..

      Fosse andato da un avvocato la sostanza non cambiava…….

      meno politica nei commenti forse non guasterebbe.

  4. Scritto da Claudia

    Secondo Voi perchè un azienda con 300 dipendenti non assume un ragazzo dopo un anno di lavoro?

    1. Scritto da Beppe

      Perché continua a rinnovagli il contratto?