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Due tragedie dell’acqua lago d’Iseo e Adda fatali per un 28enne e un 34enne

Un 28enne di origine marocchina di Rogno è annegato a Castro lunedì sera. A Fara Gera d'Adda il fiume inghiotte un 34enne dello Sri Lanka, residente a Gorgonzola, che si era tuffato mercoledì pomeriggio con alcuni amici. Sono solamente le ultime due tragedie di un'estate costellata di morti.

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Due tragedie nel giro poche ore hanno segnato la Bergamasca. Nella mattina di mercoledì a Castro sono entrate in azione diveerse squadre dei vigili del fuoco di Milano alla ricerca di un 28enne di Rogno, di origini marocchine. Il giovane E.M.A. martedì pomeriggio aveva raggiunto da solo in bicicletta Castro, in una zona appartata aveva parcheggiato la bicicletta, ripiegato i suoi indumenti sulla riva e poi si era tuffato nelle acque del Sebino. Un bagno che gli è stato fatale, probabilmente per un malore o per la poca dimistichezza con l’acqua. Nessuno si è accorto della sua scomparsa in acqua.

Solo a sera, il padre non vedendolo tornare ha dato l’allarme ai carabinieri. Immediato l’intervento dei militari dell’Arma della Compagnia di Clusone che hanno rinvenuto la bicicletta del 28enne a Castro e individuato gli indumenti lasciati sulla riva.

Dalle 9 di mercoledì mattina le squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano sono intervenute e hanno iniziato a perlustrare le acque del Sebino davanti a Castro. Poco meno di tre ore e i vigili del fuoco hanno portato a riva il corpo senza vita del giovane marocchino. Nelle stesse ore, alle 13.30 è scattato l’allarme a Fara Gera d’Adda. Un gruppo di immigrati dello Sri Lanka si era tuffato nell’Adda alla ricerca di un po’ di fresco, quando uno di loro, P.I. 34 anni residente a Gorgonzola ha chiesto aiuto. Forse la corrente dell’acqua, nel tratto del fiume dove il canale della centrale Italgen si immette nell’Adda, troppo forte lo ha risucchiato.

Gli amici hanno gettato un salvagente al 34enne, pochi istanti ed ha perso la presa ed è stato inghiottito dalle acque. Il cadavere del giovane è stato recuperato dei sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, di Bergamo, di Dalmine e dai volontari di Treviglio.   

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