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Biomasse in Valle Imagna? L’assessore Donadoni: “No, puntiamo sul turismo”

Marco Donadoni, Assessore Delegato ai Servizi Tecnologici, Viabilità e Patrimonio Comune di Almenno San Bartolomeo, ha deciso di scendere in campo contro le biomasse: "Il valore aggiunto di una centrale nella nostra Valle non sarebbe nemmeno paragonabile ai danni che porterebbe".

Biomasse sì o biomasse no? In Valle Imagna, come nel resto della provincia, se ne continua a discutere. E scende in campo anche Marco DonadoniAssessore Delegato ai Servizi Tecnologici, Viabilità e Patrimonio Comune di Almenno San Bartolomeo, che spiega in modo attento e dettagliato i motivi del suo no: "Una centrale nella nostra Valle sarebbe sconsigliata perché il suo valore aggiunto non sarebbe nemmeno paragonabile al danno che creerebbe se installata in un centro storico o turistico, oppure all’interno di un ecosistema delicato quale un parco. Puntiamo sul turismo".

Ecco l’intervento di Donadoni.

 

L’utilizzo delle biomasse può essere senza dubbio una delle opzioni per ottenere una forma di energia pulita e per incentivare una cultura del consumo responsabile. Certamente però non deve essere attuata ad ogni costo, a discapito di quelli che sono valori e tradizioni dei territori: basta il buon senso per comprendere che il valore aggiunto dato da una centrale a biomassa non potrà mai essere pari al danno che si consumerebbe ove la centrale venisse installata in un centro storico o turistico, oppure all’interno di un ecosistema delicato quale un parco. Allo stesso modo appare di tutta rilevanza come nessuno penserebbe mai ad una installazione all’interno di una zona residenziale di pregio.

Se si dovesse considerare l’ipotesi di un’installazione di centrale a biomasse in Valle Imagna la scelta sarebbe sconsigliata dall’esame di tutti i fattori menzionati. Si tratta infatti di un’area che, in specie dopo il calo occupazionale dovuto alla crisi del settore del legno, sta cercando di puntare ad un futuro fatto di turismo, cercando di dare valore a quelli che sono i siti incontaminati a poca distanza dal capoluogo di provincia. Nella direzione di questa valorizzazione si stanno muovendo tutti quanti gli enti locali, sia per quanto attiene la pianificazione urbanistica (che valorizza ora legno e sasso quali materiali tradizionali e predilige abitazioni di non rilevanti dimensioni) sia per quanto riguarda l’organizzazione di appositi percorso cd vita/salute per predisporre un arredo urbano favorevole al turismo.

Nella stessa direzione si stanno evolvendo le nuove attività imprenditoriali che puntano ora a valorizzare i prodotti della tradizione: un esempio fra tutti rimane la creazione di una cooperativa per la produzione di formaggi in alta valle, che si affianca ai numerosi imprenditori agricoli già presenti. Certo non da meno sono gli operatori nel servizio alberghiero e della ristorazione, che stanno promuovendo a fatica l’immagine di una valle incontaminata, cercando di creare un flusso turistico anche a partire dai centri di passaggio prossimi alla valle. Non è infatti una novità, ad esempio, che vi siano ormai numerosi albergatori della valle che riescono ad offrire i propri servizi a turisti ed a personale aereo di passaggio per il vicino aeroporto di Orio al Serio.

Certamente questi comuni sforzi iniziano ad essere ricompensati: basti pensare che in valle si sono contati negli ultimi mesi più matrimoni di soggetti stranieri che hanno scelto di sposarsi proprio qui dopo aver conosciuto la valle in modo quali occasionale.

Per questo motivo l’installazione di una centrale a biomassa ad olio vegetale,non appare assolutamente opportuna, in specie per quanto attiene a discorsi di idoneità rispetto ad un contesto che si sta sforzando di crescere in una direzione opposta.

Quello che si rileva, infatti, è che nei piccoli centri della valle non vi sono possibilità di installazioni che non nuocciano in modo irreversibile a tutto il contesto. un argomento per tutti potrebbe essere quello che riguarda la circolazione dei fumi in valle: basta posizionarsi su di un punto qualsiasi dell’alta valle in una mattinata di inverno per osservare i fumi dei camini a legna che ristagnano sul fondo valle, dove chi vive percepisce senza dubbio una qualità dell’aria diversa rispetto alla stazione estiva.

D’altra parte quale e quanto scarsa sia la quantità di vento nella bassa valle lo ha già dimostrato il cogeneratore ad olio di colza installato a Pontegiurino in prossimità del Monumento Naturale della Vale Brunone: il peculiare odore di "frittura", associato ad un odioso rumore di fondo di oltre 70 db, era percepibile a chilometri di distanza durante il breve periodo dell’accensione dell’impianto.

Impianto, si badi bene, che alla pari di una centrale a biomasse rischia di danneggiare un numero indefinito di residenti a vantaggio economico di pochi soggetti. Per questo motivo sarebbe opportuno prendere atto in modo sereno che non appare possibile installare una centrale a biomasse e/o un cogeneratore in un contesto quale quello della Comunità montana della Valle Imagna, nel quale le problematiche causate di riflesso rischiano di sviluppare danni difficilmente quantificabili. In tale contesto i valori di promozione di un ambiente salubre si possono far crescere anche con riferimento alla tradizione e con una scelta attenta di qualsiasi opzione modernista che rischia di essere intrapresa solamente per mode passeggere.

Marco Donadoni

Assessore Delegato ai Servizi Tecnologici, Viabilità e Patrimonio Comune di Almenno San Bartolomeo, Consigliere per Comune di Almenno San Bartolomeo presso la Comunità Montana Valle Imagna e Coordinatore di Zona del Partito Democratico

Commenti

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  1. Scritto da Elio

    Certo che in alternativa al nucleare va bene anche la biomassa. Però attenzione, tutto quello che “brucia” è un pericolo. Immediato per la Co2 rilasciata e altri inquinanti e in prospettiva per quello che si potrebbe inserire nel bruciatore… Esempi ne abbiamo tutti igiorni; Italcementi che vorrebbe bruciare rifiuti, la Scotti presa con “le mani nel sacco”… e allora, come dice l’assessore, prima è meglio risparmiare sui consumi e poi, se serve attivare altri sistemi per produrre energia.

  2. Scritto da carlo

    A volte invece di parlare senza cognizione di causa,meglio tacere,personalmente invito gli scettici o i contrari a recarsi in val Pusteria,oltre che centrali a biomasse di potenzialità notevole si può verificare di persona se i luoghi,l’economia e il risparmio energetico ne hanno beneficiato trasformando ciò che era rifiuto o scarto in risorsa.A breve saranno scelte obbligate a cui dovremo abituarci….

  3. Scritto da zzzzzz

    quale turismo, ardà i piante

  4. Scritto da damiano di simine

    francamente non si può che concordare sull’inopportunità di una centrale ad olio vegetale in valle Imagna. Anche al di fuori di questa valle, l’uso dell’olio vegetale non è particolarmente auspicabile, visto che si tratterebbe quasi sicuramente di oli di importazione. Tutt’altro discorso sarebbe invece una centrale a biomasse forestale, magari con riutilizzo dei cascami termici per il riscaldamento di una contrada, inserita nella filiera forestale

  5. Scritto da Luigi

    Turismo in Valle Imagna? Ma dove vive l’assessore? sempre e solo “no a tutto”, per anni hanno buttato i rifiuti i qualunque buco disponibile, prenda informazioni su alcuni casi di inquinamento delle sorgenti d’acqua, poi ripensi bene a quello che spara.

  6. Scritto da marcello

    siamo degli specialisti solo a dire grandi no? in centro a Berlino c’è da 15 anni un inceneritore. A Berlino c’è più turismo che in tutta la Lombardia ed anche molta più occupazione e ricchezza. Svegliarci no?!

  7. Scritto da paolo

    Dove ci sono boschi da pulire, dove segherie hanno materiale di scarto da bruciare, le stesse potature pubbliche e private che ora sono considerate biomassa e non più rifiuto possono essere utilizzate per produrre energia elettrica ed acqua calda per servire in teleriscaldamento molti utenti.
    100 KWe + 300 KWt
    200 KWe + 600 KWt
    incentivi GSE su elettricità, su acqua calda, su emissioni.
    visita: kilowattblu.it

  8. Scritto da Marco Donadoni

    La migliore energia alternativa è quella non consumata….. nella nostra valle abbiamo tanti muratori , impiantisti e serramentisti senza lavoro,se si investisse sul contenimento del fabbisogno energetico(cappotto, serramenti basso emissivo e impianti secondo legge 10) avremmo ridotto le emissioni e i costi PER SEMPRE creando lavoro e benessere.
    Naturalmente senza danneggiare l’immagine dei nostri territori(Sedrina insegna)

  9. Scritto da Nemo

    Frequento spesse volte la Valle Imagna nel corso dell’anno…e sinceramente non capisco a quali turisti si riferisce Donadoni…se si esclude Rota Imagna nel mese di Agosto il resto si può considerare morto..sabato ero a Locatello e non dico che c’era poca gente ..dico che non c’era nessuno…

  10. Scritto da Gianfranco

    Non so a quali impianti si riferisca l’assessore. La valorizzazione delle biomasse nel contesto della filiera bosco-legno-energia è sollecitata dalla regione. Naturalmente tutto deve essere dimensionato in funzione della disponibilità di cippato provenienti dai nostri boschi, le mega centrali creano problemi, i migliori risultati si ottengono con piccole centrali di ca. 150/500 KW. L’assessore potrebbe visitare le centrali installate in Alta Valle Seriana.

  11. Scritto da Alberto

    Mah, mi sembra un pò pretestuoso. Centrali a biomassa legnosa proveniente da sfridi e pulizia boschi della zona (non ad olio vegetale!) vengono fatte quasi ovunque ormai in Italia, creando anche occupazione in loco oltre ad un miglior mantenumento delle zone boschive e all’abbattimento dei costi energetici. Se ne riparlerà tra qualche anno, quando gas e corrente saranno ancora più care.