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Niente più prestiti I giovani scelgono le carte revolving

Secondo l’Osservatorio SuperMoney, negli ultimi 6 mesi le richieste di prestiti sono calate considerevolmente tra i giovani a favore delle carte revolving.

Sempre più giovani scelgono le carte di credito revolving, che permettono di avere gli stessi servizi di un prestito tradizionale ma con più agevolazioni. Il problema riguarda però i costi successivi, che l’Osservatorio SuperMoney, unico portale di confronto italiano accreditato da Agcom, ha trovato molto elevati.

Secondo la ricerca di SuperMoney, effettuata sui dati pervenuti al sito nella sezione carte di credito negli ultimi sei mesi, c’è stata un’impennata di richieste riguardanti carte di credito alternative, le cosiddette carte revolving. Nell’analisi è emerso che le richieste per questa tipologia di Visa, MasterCard o American Express è arrivata a coprire il 46% delle domande pervenute contro il 35,84% per le carte di credito a saldo e il 20,88% per quelle prepagate.

“Con la carta revolving, la banca concede una linea di credito al titolare, che si impegna a rimborsare gli importi presi in prestito a rate, cui si applica un tasso di interesse aggiuntivo rispetto all’importo speso – chiarisce Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney – Si tratta di un prodotto di credito alla portata di tutti, perché richiede garanzie minori rispetto a un prestito, ma va utilizzato con attenzione: i tassi di interesse sulle somme prese in prestito con le revolving sono infatti molto più elevati rispetto agli interessi di un prestito tradizionale”.

Il profilo ideale del richiedente è piuttosto giovane, 40 anni di media, con il 64% nella fascia tra i 25 e i 45 anni. La spesa media mensile rilevata si aggira intorno ai 683 euro. I giovani sono anche quelli che tendono a indebitarsi di più con questa tipologia di carta: tra i 18 e i 25 anni la spesa media mensile sale fino a 788 euro, ben più sopra la media.

Per quanto riguarda i costi successivi all’attivazione delle carte SuperMoney ha rilevato un netto innalzamento rispetto ai prestiti tradizionali. Nel trimestre luglio-settembre 2013, la Banca d’Italia ha decretato un tasso effettivo globale medio della carte di credito revolving pari al 17% per importi fino a 5mila euro, e al 12,13% per cifre più elevate, mentre per un normale prestito finalizzato si applicano tassi tra il 10 e il 12%.

Commenti

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  1. Scritto da W il default

    Questo sistema di creare debiti all’infinito è una grossa sciocchezza.
    È un processo che prima o poi imploderà. Solo gli imbecilli non comprendono, questo sistema finanziario speculativo di usura legalizzata che prima o poi andrà in default. Meglio prima che poi

    1. Scritto da Luigi

      Sono d’accordo, ma temo che a pagarne le conseguenze non saranno le banche, ma, come al solito, gli utenti. Che da buoni somari continuano a non capire che il debito, prima o poi, va comunque restituito!

      1. Scritto da Alberto

        Quello privato sì, Quello pubblico è tutt’altra storia, ma ormai siamo assuefatti da questa frase fatta, che non ha affatto senso se uno studiasse un pò cosa sia il “debito” pubblico.

  2. Scritto da Pietro

    Ministero del Tesoro e Bankitalia restano a guardare… senza nulla fare (come al solito) quando si tratta degli enormi guadagni delle banche a ns spese.

  3. Scritto da incompreso

    le carte revolving sono – in parole poverissime – una bieca porcheria. molto più facile ottenere una revolving che un finanziamento, molto più facile usarla per acquisti di qualsiasi genere: di conseguenza, molto più facile usarla per generare un debito a tassi altissimi. fino a poco tempo fa se ne parlava come di uno strumento tipico del mercato nordamericano, partecipe della logica subprime… alla larga.

  4. Scritto da Ornella Pesenti

    Il “problema” più grave è che la maggiorparte delle volte i “giovani” non sanno cosa gli viene messo in mano. Ad ogni modo oggi tutte permettono di fare il revolving, semplicemente è da chiedere sulle somme che si vogliono “finanziare”. Quindi la domanda che mi pongo è:

    è davvero aumentata la domanda, o semplicemente tutti hanno in mano un diverso strumento senza saperlo?

    Nel link una spiegazione semplice semplice.