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All’ostello di Monterosso incantano le prove dei ragazzi della Central Asian Youth Orchestra fotogallery

I 54 musicisti selezionati dai migliori collegi di musica in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan hanno alle spalle ognuno una storia fatta di tanto impegno e fatica, sacrificio e dedizione. Si tratta di giovanissimi talenti: i più piccoli hanno 14 anni, mentre i più grandi 20.

“Mentre i ragazzi della Central Asian Youth Orchestra stavano facendo le prove, nel corso della mattinata, molte persone ci hanno domandato se stessimo ascoltando un CD o se si trattasse di musica dal vivo. La qualità era talmente elevata da non capire se ci si stesse trovando di fronte a brani live oppure a pezzi registrati”. Con queste parole la presidente dell’Ostello di Monterosso Cristina Botta elogia il gruppo portagonista del concerto promosso dal Cesvi, lunedì sera sotto i portici di Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia.

I ragazzi, perché di ragazzi si stratta, sono ospiti dell’Ostello di Bergamo: “Ascoltarli è veramente un piacere, sono in grado di trasmettere grandi emozioni. Aver avuto in città e qui da noi questo gruppo che ha fatto il giro del mondo è un evento di notevole richiamo un motivo di orgoglio Inoltre, siamo stati molto contenti di averli ospitati all’interno della nostra struttura”.

L’esibizione della Central Asian Youth Orchestra non è un concerto come tutti gli altri, non si tratta solamente di una prova di virtuosismo musicale: l’aspetto più importante è il suo aspetto umano e sociale.

Infatti, i 54 musicisti selezionati dai migliori collegi di musica in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan hanno alle spalle ognuno una storia fatta di tanto impegno e fatica, sacrificio e dedizione.

Si tratta di giovanissimi talenti, che hanno coltivato la propria passione fin dalla tenera età: all’interno del gruppo, i più piccoli hanno 14 anni, mentre i più grandi 20. Insieme formano un gruppo unito e coeso, frutto di tante esperienze vissute insieme. Ad unirli una grande passione per la musica classica. In modo particolare, per autori del calibro di Rossini, Beethowen, Borodin e Mendelson.

Ogni viaggio in giro per il mondo a suonare rappresenta non solo la possibilità di compiere un’esibizione, ma anche un’occasione di crescita individuale. Il tempo libero, ovvero quelle parti della giornata che non vengono dedicate alle prove in vista dei concerti, per esempio, diviene un’opportunità aggregativa e di condivisione: si chiacchiera in allegria e si gioca con il cellulare o con il calcio balilla.

Osservandoli, si può affermare che l’obiettivo dell’iniziativa, cioè promuovere lo scambio di esperienze musicali e di integrazione culturale in Asia centrale con la possibilità di creare opportunità di lavoro, in particolare per la i gruppi sociali più vulnerabili, sia stato raggiunto.

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