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Treviglio, con i nuovi mammografi i medici lavorano anche da casa

Investimento da un milione di euro per cinque apparecchi radiografici di ultima generazione destinati agli ospedali di Treviglio, Caravaggio, Romano, Calcinate e San Giovanni Bianco. Il direttore Cesare Ercole: “Comodità per i dottori e risparmio di denaro”

L’azienda ospedaliera di Treviglio si conferma all’avanguardia. Ad attestarlo un rapporto di Regione Lombardia con i dati sulla virtuosità delle aziende ospedaliere regionali, che colloca quella trevigliese al primo posto tra le bergamasche (alla nona posizione in classifica).

Un primato pronto ad essere confermato dai nuovi investimenti in programma, come annuncia il direttore sanitario Cesare Ercole: “Il primo lo stiamo già attuando in queste settimane. Si tratta di cinque mammografi di ultima generazione, per una spesa totale di circa un milione di euro. Il primo è già attivo nella nostra struttura di San Giovanni Bianco, poi il 5 agosto lo attiveremo a Calcinate, il 7 a Romano, il 29 a Caravaggio e a inizio settembre anche a Treviglio”.

Innovative le caratteristiche dei nuovi apparecchi in arrivo negli ospedali dell’azienda trevigliese: “Questi mammografi hanno la particolarità di essere collegati tra loro –spiega il direttore sanitario-. Ciò significa che la lastra appena fatta ad un paziente può essere vista contemporaneamente in tutti i nostri ospedali, con estrema comodità. Una cosa importante, perché per legge la lastra deve essere visionata da più di un radiologo. E saremo tra i primi in Bergamasca ad avere macchine di questo tipo”.

Ma non solo il collegamento tra i mammografi, perché con i nuovi macchinari ogni radiologo potrà lavorare anche da casa: “Attraverso un apposito sistema multimediale, il dottore potrà visionare la lastra del paziente anche da casa, senza bisogno di recarsi in ospedale. Questo porterà una maggiore comodità per i medici e una riduzione dei costi per l’ospedale”.

Quello dei mammografi non è però l’unico investimento in programma per l’azienda ospedaliera di Treviglio: “Abbiamo pronti sette milioni di euro da destinare, equamente, tra l’ospedale di Romano e quello di Calcinate –prosegue Ercole-. Per il primo, a dire il vero, i soldi sono già stati spesi per riparare i danni dell’incendio di due anni fa. La parte danneggiata è stata ricostruita ex novo, ed è già a disposizione degli utenti della Bassa”.

Più ambizioso il piano previsto per la struttura di Calcinate: “Stiamo pensando di renderlo un “ospedale di comunità”, ossia una struttura ospedaliera in cui il paziente potrà trovare sia i reparti acuti per gli eventuali interventi, che lo studio del proprio medico di base per qualsiasi bisogno. Con vantaggi per tutti”.

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