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Intesa Private Banking Fiamme gialle in azione scatta la quarta denuncia fotogallery

E' un giallo su come siano spariti i soldi dei risparmiatori alla Intesa Sanpaolo Private Banking di Fiorano al Serio. Al silenzio d'oro tra banca e clienti, ora si fa spazio la rabbia che quel denaro sia perso per sempre. Intanto Morandi, direttore sospeso dalla banca, incontra i suoi cittadini a Valbonione e nessuno chiede conto dell'indagine che lo vede coinvolto.

Il silenzio è d’oro in materia bancaria. E’ un sigillo di garanzia, sigla il patto di fiducia tra clienti e banca. Lo sa bene Benvenuto Morandi, l’ex direttore della Intesa Sanpaolo Private Banking di Fiorano al Serio e sindaco di Valbondione. Eppure alcuni clienti della banca di investimento di via Milano a Fiorano non riescono a spiegarsi perché dei loro risparmi erano spariti diversi zeri, soldi che avevano affidato al Morandi uomo capace e di fiducia: “un amico di famiglia” dicono certi delle loro parole ma storditi dagli ammanchi.

Pidiellin, Morandi un mese fa, il primo luglio viene sospeso dalla banca d’investimento di Fiorano al Serio. Motivo? Nessuno lo sa. O meglio tutti sanno, ma tacciono. Morandi non parla, disse poche battute minacciando querele due settimane fa, poi si trincerò dietro il silenzio.

Nessun commento nemmeno dal suo legale, Angelo Capelli, segretario provinciale del Pdl, primo cittadino di Ponte Nossa.

Intesa Sanpaolo Private Banking emise un comunicato di una sola riga: “Non abbiamo nulla da dire”.

Si sa: il silenzio è d’oro in materia bancaria. Ma è un altro colore che a un mese dalla sospensione di Morandi si fa avanti ed è la paura nera. 

Sì, perché inizialmente i cinque ispettori che con voce gentile richiamavano i clienti del Morandi della Intesa Sanpaolo promettendo di far tornare i conti come prima a patto del silenzio (da intendersi carabinieri e Procura) con passare del tempo hanno lasciato il posto a lenti d’ingrandimento, specialisti di studi tipografici, periti ed esperti calligrafici. “Formalità”. Ma in effetti verificano che i documenti in possesso dei clienti siano originali, ovvero abbiano davvero titolo e valore per rivendicare i soldi affidati al Morandi. Pacchetti di contanti che spesso venivano consegnati durante il caffé dopo pranzo. Perché per tutti qui (tra Gazzaniga, Gandino, Colzate e Leffe) il Morandi era uno di famiglia, uno di cui fidarsi ad occhi chiusi. Poi un giorno di fine luglio davanti a un bigliettino che di fatto era il perimetro dell’immensa fiducia che Morandi godeva dei suoi clienti, ma che per Intesa Sanpaolo Private Banking era nullo, madre e figlio, commercianti si sono rivolti al proprio avvocato e hanno sporto denuncia.

Qualcuno ha infranto il patto d’oro del silenzio di fronte alla prospettiva di aver messo sotto il materasso i soldi e di svegliarsi di colpo a terra.

Non c’era più nulla dei loro risparmi racimolati con fatica e sacrifici.

La Procura della Repubblica di Bergamo apre un fascicolo, unico indagato per appropriazione indebita è Benvenuto Morandi. Di nuovo silenzio, fino a quando sono i legali di Banca Intesa a varcare il portone del palazzo di Piazza Dante, a Bergamo, per sporgere denuncia.

Ed è ora che i colori cambiano. Il silenzio d’oro fa spazio alla paura nera di perdere tutto. Alcuni clienti si affidano ai propri legali, uno scambio di telefonate e un rapido conteggio: la somma ammonterebbe a 32 milioni di euro. Vero? Silenzio. Indiscrezioni su chi indaga traccia un cifra che oscilla tra i 15 e i 20 milioni. Dove sono finiti?

Chissà, forse investimenti ad altro rischio, un buco che cerca di coprire una voragine e che si rivela un cratere. Di fatto i risparmi di mezza Val Seriana ora sono spenti in fondo alla bocca di questo vulcano di cui nessuno parla.

Un silenzio surreale.

C’è la paura, dopo che venerdì 2 agosto, con l’intervento della Guardia di Finanza che ha passato al setaccio una cinquantina di conti correnti della banca d’investimento. Alla paura si aggiunge anche la rabbia e una domanda che emerge in queste ultime ore a un mese dall’implosione dei conti: “Ci ha chiesto silenzio e discrezione, e adesso Intesa Sanpaolo fa denuncia in Procura. Voglio tutelarsi e a perderci saremo ancora noi?”.

Domanda legittima, a cui nessuno dà risposta. E intanto arriva la quarta denuncia depositata ai carabinieri di Clusone. 

E il Morandi? E’ lì, come venerdì sera, 2 agosto, alla palazzina polivalente di Valbondione, trentuno chilometri da Fiorano. Presenta ai suoi cittadini, una cinquantina di presenti in sala, gli indirizzi del nuovo Piano di governo del territorio. Tre ore di dialogo continuo con i suoi cittadini, la voce che non tradisce nessuna emozione. Si parla di vallette, di frane e valanghe, di ruscelli intasati, di piani di sviluppo, dei sottotetti e del rilancio del turismo.

Non mancano le cifre e i soldi. Un cittadino afferma: “Se quelli del Genio civile devono spendere i soldi così, quanto ventimila euro?, tanto vale che li consegnino a te così il Comune almeno asfalta le strade”.

Il Morandi è uno che la fiducia sa come conquistarla, alle osservazioni del pubblico risponde: “La penso esattamente come voi”.

E i soldi spariti? Gli ammanchi milionari? I risparmi andati in fumo? Non c’è traccia quassù a Valbondione. Come una Svizzera nella Svizzera nessuno chiede ragioni dell’inchiesta che investe il primo cittadino, nemmeno l’opposizione presente in aula. Se si devono cercare i danni della valanga, insegna la montagna, bisogna cercare più a valle. A Fiorano, appunto. Dove i conti correnti hanno cambiato colore aprendo un giallo, il silenzio d’oro comincia a perdere smalto e si affaccia il verde della rabbia di chi ha perso i propri risparmi e teme di non riaverli più.

Commenti

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  1. Scritto da Beppe

    La paura è nera perché i sodi vengono da attività in nero……

    De che la banda che aiè egnic aiè endac……

  2. Scritto da giovanni

    Una cosa altrettanto inquietante è l’atteggiamento della minoranza consigliare…. ma cosa aspettano a presentare una mozione di sfiducia?

  3. Scritto da arpaleni

    la cosa più divertente è che costui continua imperterrito la sua attività di amministratore comunale (sindaco) come se niente fosse quando un minimo senso del pudore gli imporrebbe di
    chiamarsi fuori (almeno fino a quando il tutto non sia stato chiarito)

    1. Scritto da walter semperboni

      Fino a prova contraria il Signor Benvenuto ha tutt’ora l’appoggio di tutti i Consiglieri di maggioranza,quindi non vedo il perchè dovrebbe dimettersi,visto che si professa innocente;se dovesse risultare il contrario avrà la sfiducia dei suoi consiglieri o il prefetto lo farà dimettere commissarriando il comune!!!

      1. Scritto da silvio

        Ma anche il tuo amico Piffari aveva l’appoggio dei suoi elettori e si professava innocente. Un personaggio pubblico davanti ad un caso del genere deve lasciare a prescindere, non solo perchè fa piacere a te….

  4. Scritto da Narno Pinotti

    Ma quelli che per molto meno urlano “dimissioni!” dove sono spariti? Un sindaco, oltre a gestire denaro pubblico, ha un rapporto di fiducia diretto con la sua comunità. A maggior ragione se innocente, nei panni del signor Morandi io valuterei l’opportunità di lasciare ogni incarico pubblico per togliere ogni ombra di sospetto dalla mia persona.

    1. Scritto da Palo

      E’ una precauzione riservata a chi è “dei nostri”. Ahahah…

  5. Scritto da Beppe

    Pidiellino in quota Comunione e Liberazione, ovvio che i soldi spariscano…………

  6. Scritto da Zanzara

    Insomma sono tutti giri tra di loro: sindaco, avvocato di un altro sindaco, pidiellini e ciellini, compagni di partito, banche… Belle facce in cravatta sorridenti e rassicuranti… Casöla è cariöla no, neh?