BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Basta discriminazioni Sul patto di stabilità Comuni siano tutti uguali”

Carla Rocca e Claudio Arici, candidati alla segreteria provinciale del Pd, intervengono sulla protesta di 50 sindaci bergamaschi contro la decisione della Corte costituzionale che dichiara illegittime le multe ai Comuni siciliani che hanno sforato il Patto di stabilità.

I candidati alla segreteria provinciale del Pd Carla Rocca, sindaco di Solza, e Claudio Arici, primario del pronto soccorso al Papa Giovanni XXIII, intervengono sulla protesta inscenata da 50 sindaci bergamaschi di fronte alla Prefettura in via Tasso contro la decisione della Corte costituzionale che dichiara illegittime le multe ai Comuni siciliani che hanno sforato il Patto di stabilità.

Egregio direttore,

due brevi cenni di storia. L’istituzione delle Regioni è stata prevista dalla costituente. Forse non tutti sanno che, a quei tempi, i fautori più convinti militavano nelle fila della Democrazia Cristiana mentre il PCI aveva riserve significative, che si erano espresse con palesi contrarietà. In realtà si dovevano poi disciplinare ruoli e funzioni da attribuire alle regioni e, come succede in Italia troppo spesso, ciò comportò un lasso di tempo incredibilmente lungo e la legge istitutiva venne promulgata solo nel 1970. Venticinque anni dopo. L’analisi dei flussi elettorali delle prime tornate elettorali, con differenze regionalizzate delle percentuali di voti che si ripartivano DC e PCI, provocò un vero capovolgimento di fronte. La DC assunse un atteggiamento tiepido, quando non palesemente contrario, alla istituzioni delle regioni mentre il PCI, che si affermava in modo chiaro in alcune regioni, comprese che avrebbe potuto trarre vantaggi dalla istituzione di questi enti. I conflitti di interesse c’erano anche allora.

Le criticità che presentavano alcune regioni come Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Valle d’Aosta non potevano attendere che lo scontro tra i due maggiori partiti trovasse una soluzione condivisa. Tra il 1945 e il 1954 vennero quindi stabilite alcune norme, diverse tra loro in queste regioni, che definivano lo status di regioni a statuto speciale.

In teoria, quindi, con l’istituzione delle regioni del 1970 quello status sarebbe dovuto decadere. Nel 2013 non è ancora così e le norme sono così complesse che non deve stupire se la Corte di Cassazione ha deliberato la possibilità che i comuni siciliani che hanno violato una rigida norma dello stato italiano, quella che impone ai comuni il patto di stabilità, non sono sanzionabili.

La protesta dei sindaci dopo la sentenza della Cassazione non è un atto da rubricare solamente nella cronaca politica. Dovrebbe attenere alla politica e rientrare nel piano di riforme, purtroppo ancora piuttosto etereo, che questa legislatura si propone di fare.

La condivisibile protesta contro la sentenza servirà, forse, a ridiscutere il patto di stabilità ma non toglie in alcun modo il macigno rappresentato dalle palesi incongruenze normative facilitate dal persistere di uno status, quello dello statuto speciale, che non ha più ragion d’essere. Venendo a mancare le ragioni che storicamente hanno determinato la loro istituzione, oggi rappresentano solo una discriminazione nei confronti delle altre regioni.

Carla Rocca

Claudio Arici

Candidati segreteria provinciale PD

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da come cambia il mondo

    sbaglio oppure due esponenti di sx stanno appoggiando la battaglia di un partito razzista e omofobo come la lega nord?stanno proprio cambiando i tempi , tra poco li vedremo sbandierare la causa dell indipendenza cosi come hanno fatto con il federalismo.

  2. Scritto da Luigi

    Le regioni a statuto speciale sono, nel migliore di casi, superate ed anacronistiche, nel peggiore un tragico e costosisssimo fallimento. Sempre una forma di discriminazione verso la maggioranza degli italiani, che non ci stanno più ad essere presi in giro da gente senza dignità e responsabilità, è inutile che la costituzione sancisca solennemente “ogni cittadino è uguale davanti alla legge” e poi in realtà ci sono quelli più uguali degli altri!

    1. Scritto da Dolores

      Scusa, ma ti sei chiesto perchè le regioni autonome hanno molti più soldi delle altre?
      Invece di abolirle non credi sia meglio renderle tutte autonome?
      Non so tu, ma io sono convinta che staremmo meglio tutti, tranne i parassiti.

    2. Scritto da mister bean

      La seconda considerazione è esatta e anche ovvia, ma la prima la ritengo sbagliata: le regioni devono essere tutte a statuto speciale e non solo alcune. In questo modo si decentra il potere anzichè accentrarlo come sta succedendo adesso. A proposito, è caduta la foglia di fico dell’abolizione delle provincie: adesso le svuotano di potere mantenendone però i costi.
      C’è ancora qualche beota che pensa che ne volevano l’abolizione per risparmiare?
      Da roma ci stanno solo prendendo in giro

  3. Scritto da Santo

    Ok!
    Ma il punto è un altro: come mai se nella sola bergamasca esistono 200 e passa cpmuni, alla manifestazione ve ne erano 50? Tutti in ferie quelli del PD,tranne Milesi? Altro dato: sindaci del PdL in bergamasca sono forse solo tre? E il presidente dei comuni bergamaschi sig.Armati esponente del pd, sindaco non più in carica dal 2004 (eletto da chi? Rappresentante di chi?), dove vive? Non si è accorto che Roma ci soffoca e ci usa solo come fonte di energia? Troppo inetto il popolo italiano.

  4. Scritto da Bignoca

    So prope mia decorde. I regiù, anvece de tirle ‘n vià sa dovrès fale autonome töte quante.
    Issé ga sares piö solcc’ per töcc’ e i ‘ndarès mia töcc’ a roma come ades.
    Doma che chèl partit che al völ mia, l’oter al perderes i voti e i alura i cerca de faga capì a noter che me tirà ‘nvia regiù e pruincie per tegn a ma.
    Apena i balores pöl crediga a ‘na boiada del gener.
    E ga n’è ‘ngir tance be. Pora zet.

    1. Scritto da pieri

      Al ga resù ol Bignoca!
      Meglio fare tutte le regioni autonome, poi chi amministrerà male le proprie risorse ne pagherà direttamente le conseguenza, non come adesso che viene premiato chi spreca, tanto poi c’è sempre qualcun altro che paga…