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Sindacati in piazza “Rinnovare il contratto e rilanciare settore turismo”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in presidio in piazza Vittorio Veneto a Bergamo per ribadire le richieste sul rinnovo del contratto nazionale del Turismo e per chiedere un ripensamento di tutto il settore.

In piazza per ribadire le proprie richieste in merito al rinnovo del contratto nazionale e, più in generale, per un ripensamento di tutto il settore del Turismo che vada nella direzione della qualità, della professionalità e della rivalutazione delle straordinarie risorse che Bergamo (e tutto il Paese) ha da offrire: queste le motivazioni principali per le quali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sono state in presidio dalle 16 alle 19 di venerdì 2 agosto in piazza Vittorio Veneto a Bergamo, alla vigilia dello sciopero di quattro ore proclamato per la giornata di sabato.

“Siamo qui a ribadire l’importanza che un settore strategico come il Turismo riveste per la nostra economia – ha esordito Alberto Citerio, segretario provinciale della Fisascat – Lo sciopero di domani (sabato ndr) vuole essere una risposta alle condizioni inaccettabili poste al tavolo della trattativa e, in particolare, ci riferiamo all’atteggiamento di Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi: con loro, Fiavet e Federalberghi avevamo individuato dei punti per arrivare al rinnovo ma Fipe si è presentata al tavolo con richieste fuori da ogni logica, isolandosi anche dalle altre federazioni aderenti a Confcommercio”.

Le “richieste fuori da ogni logica”, come spiega Maurizio Regazzoni della Uiltucs Uil, sono quelle che “vanno ad intaccare i diritti dei lavoratori. È impensabile eliminare gli scatti d’anzianità e la quattordicesima, ridurre i permessi individuali e bloccare i salari fino al 2015”.

“Non si capisce poi – aggiunge Citerio – cosa intendano quando parlano di retribuzione che deve essere commisurata ai risultati conseguiti dalle aziende”.

Se pensano che il futuro del Turismo sia questo si sbagliano – tuona Romeo Lazzaroni della Filcams – Non si possono fare passi indietro di questo tipo sul contratto. Siamo di fronte a una crisi strutturale dove il modello dei consumi è profondamente mutato a causa della minore capacità di spesa da parte delle famiglie: pensano che tagliando ulteriormente gli stipendi i consumi aumentino? Non si può pensare al semplice profitto, il rilancio del settore passa da servizi qualitativamente migliori, da idee innovative, da professionalità e qualificazione degli addetti e da un progetto più organico per tutto il turismo. Non limitiamoci al turismo stagionale, abbiamo un grande patrimonio da valorizzare”.

Sullo sciopero indetto per la giornata di sabato i sindacati di categoria orobici si aspettano un’alta adesione, soprattutto nelle aziende “sindacalizzate” mentre per il resto del panorama è difficile fare previsioni: “Il presidio, infatti, – commentano i tre segretari bergamaschi – vuole anche essere un momento informativo, per provare ad avere una copertura più capillare sul territorio che al momento non riusciamo ad avere”.

Commenti

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  1. Scritto da Bill

    Intanto all’ airport di bagnatica stanno licenziando le ultime lavoratrici italiane per assumere filippine a 4 euro ora e cisl dice non possiamo farci niente ! Grazie ! Spero che gli interessati rispondano se hanno il coraggio