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Pd a congresso, Rossi: “Serve un patto civico a livello provinciale”

“Dentro le idee. Contributo minimo per il congresso provinciale del Pd”. Questo è il titolo del documento firmato dal consigliere provinciale Matteo Rossi, responsabile enti locali del Pd lombardo, in vista del congresso del prossimo autunno.

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“Dentro le idee. Contributo minimo per il congresso provinciale del Pd”. Questo è il titolo del documento firmato dal consigliere provinciale Matteo Rossi, responsabile enti locali del Pd lombardo, in vista del congresso del prossimo autunno. Non è una “discesa in campo”, solo una proposta di discussione sulle prospettive del Pd e del centrosinistra, con lo sguardo rivolto alle Amministrative 2014 con più di 150 Comuni al voto.

Qual è il senso di questo documento? A livello nazionale si parla di regole, a livello locale di nomi, non credo che potremo appassionare molta gente se non mettiamo in campo qualche idea. E poi siamo ad un passaggio cruciale…

In che senso? Tra meno di un anno c’è una grande tornata di elezioni amministrative, il forzaleghismo è in profonda crisi di funzione e di progetto, i primi cittadini di Dalmine e Seriate hanno mollato anzi tempo per andare in Regione. Oggi abbiamo l’occasione di radicare l’alternativa a Lega e Pdl nella maggioranza dei Comuni bergamaschi, costruire un progetto politico capace di proporre un nuovo modello di sviluppo e di rappresentare le forze più innovative del nostro territorio.

Quale deve essere la priorità del Pd, a livello provinciale, se vuole competere alle prossime elezioni? Guardiamo a Brescia, a Treviso, a Roma: dentro la crisi cambiano gli orientamenti di voto e le vecchie parole d’ordine non pagano più. Io parto dalla convinzione che Bergamo, pur nelle difficoltà, sta provando ad immaginare e a praticare un nuovo modello di sviluppo, e che questo sforzo è essenzialmente quello con cui la politica dei democratici deve cimentarsi. Proprio dentro la crisi, a fronte di tutti i limiti delle amministrazioni di Lega e Pdl, emergono processi, leadership, esperienze nei campi economico, sociale e culturale che sono portatori di una visione di speranza, intendendo con questa parola un modo di guardare al futuro che ha dentro un messaggio di apertura, e quindi anche di competitività, se è vero com’è vero che nella globalizzazione saranno le società aperte quelle più competitive e capaci di primeggiare. I terreni del nuovo welfare comunitario, delle infrastrutture materiali e immateriali, dei parchi d’impresa, della green economy, della formazione professionale sono le prime voci sulle quali costruire progetti e sinergie.

Nel documento si parla di Patto civico provinciale. Ci puoi spiegare in poche parole in cosa deve consistere questo progetto? Ciò che si propone è la costruzione di luogo aperto a soggetti politici, esperienze amministrative di comunità, soggetti associativi e culturali. Uno spazio organizzato capace di mettersi a servizio di tante esperienze locali non prettamente riconducibili al partito ma cariche di esperienze e buone pratiche, un luogo di servizio e di elaborazione sulle principali questioni del territorio, un’occasione di dialogo tra diverse componenti che sui territori sono disponibili a costruire l’alternativa a Pdl e Lega. Questa idea oggi è ancor più forte se guardiamo a cosa di buono si è aggregato attorno ad Umberto Ambrosoli, ed assume ancor più significato di fronte all’imminente superamento delle Province: piaccia o no la strada intrapresa, è chiaro che nel breve periodo quella leva di iniziativa istituzionale verrà meno e in un territorio con 244 Comuni i due terzi dei quali con meno di cinquemila abitanti si pone il tema di chi e come saprà orientare i processi più complessi che richiedono il coordinamento dei territori.

Quale è il modello politico a cui dovrebbe ispirarsi? La forma più moderna della partecipazione è fare rete, ciascuno con la sua specificità, su obiettivi comuni. Rispetto al partito invece il contributo che sta offrendo Fabrizio Barca è un’ottima pista di lavoro anche in chiave locale.

Il Pd, anche a livello provinciale, necessita di più trasparenza? Quali strumenti possono essere utilizzati per garantirla? Quando ci sono tanti organismi troppo ampi finisce sempre che le decisioni vengono istruite da un’altra parte e nessuno risponde mai del proprio lavoro. Trasparenza, efficacia e partecipazione sono i concetti lungo i quali viene proposto un metodo che parta dalla capacità di progettare e verificare il lavoro svolto, sia di implementare nuovi strumenti partecipativi attraverso l’utilizzo, ad esempio, della piattaforma liquid feedback.

Cosa ne pensa della candidatura Arici-Rocca? Apprezzo sempre chi gioca a carte scoperte, e loro lo stanno facendo. Se vogliamo fare un congresso locale svincolato dalle fazioni nazionali dobbiamo farlo sul terreno della proposta politica, mica ci si può mettere d’accordo tra quattro amici intorno a un tavolo.

Il vice segretario provinciale Alessandro Frigeni chiede primarie aperte anche per decidere il prossimo segretario bergamasco. E’ la strada giusta?

No, è sbagliata. Mettersi in filiera per sfruttare il traino del leader nazionale sarebbe per chiunque una dichiarazione di enorme debolezza. Lo dico in generale, chi vuole candidarsi a Bergamo deve partire dai contenuti e dalle idee per il nostro territorio, costruire gruppi dirigenti che sappiano realizzarli, non un comitato elettorale permanente.

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Commenti

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  1. Scritto da Sergio

    Bravo Matteo; bisogna uscire dalla melma acida, farraginosa e ipocrita della destra e della lega, che hanno distrutto l’onesta a scapito dei tartassarti e onesti lavoratori padani….Alleanza civica con le idee più forti e trasparenti, per ridare fiducia anche al Pd, che è l’unica forza in grado di rivestirsi del nuovo che avanza e non del marciume che da altri fronti ripropongono..

    1. Scritto da Giorgia

      Questo commento in salsa leghista mascherato da democratico è stupendo!!!!

  2. Scritto da triplo salto mortale

    Questo è un altro Matteo Rossi? Non quel dirigente di lunga data del PD bergamasco e regionale? Sembra rinnegare tutto: la filiera, i 4 amici attorno ad un tavolo, i tanti organismi troppo ampi, le decisioni istruite da un’altra parte … è sicuramente un altro …

    1. Scritto da nino cortesi

      Ora sono degli oratori fantasmagorici, poi quando li voti ti infiocchettano. M5* unica via. Ed è possibile che superi il 51% nelle politiche.

  3. Scritto da Mario Pesenti

    nino cortesi, inutile evocare listine o listone, aggregazioni più o meno omogenee…. Serve il contenuto, non il contenitore. Servono le idee… Alle prossime amministrative, chi vincerà, troverà delle situazioni economiche disastrose. Ecco dove attaccare il forza-leghismo…Nell’incapacità conclamata di immaginarsi una forma di governo amministrativo che non facesse leva solo sulla speculazione edilizia e sulla cementificazione selvaggia per fare grossi incassi e spenderli malamente…

    1. Scritto da nino cortesi

      Se hanno manomesso i principi base della democrazia dove vuoi andare? Prima rimettiamo le cose a posto e sarà poi che una ciliegia tira l’altra.

  4. Scritto da nino cortesi

    Il Pdl e la Lega sono aut. Vivono per l’indecenza del Pd. Per cui va benissimo che ci siano LISTE CIVICHE (anche nazionali) ma dopo che il Pd si è transustanziato nel M5*. Le chiameremo “Forza cittadini” e devono arrivare ad ottenere il 51%, altrimenti ci imburrano un’altra volta. Dentro ci saranno CONVINTI PERO’ M5*, Sel ed i Pd non rincoglioniti.

  5. Scritto da Mario Pesenti

    Ci sono più documenti che idee, più sgomitate per posti che spirito di servizio, più ambizione che capacità. Questo PD non piace più a nessuno, neppure a quelli che producono i documenti, ansiosi di essere in prima linea nella spartizione delle poltrone. Questa politica ci ha stufato e da questo punto di vista parlare di forzaleghismo in caduta libera è da miopi ed incapaci: è la sinistra che non cresce, non ha progettualità e idee, inutile guardare speranzosi alle disgrazie altrui.

    1. Scritto da poeraITALIA

      beh ha scoperto l’acqua calda
      se il PD fosse onesto sfiducerebbe questo governo almeno non
      perderebbe i voti che sta perdendo
      comunque pensano che poi RENZI sistemi tutto

      1. Scritto da nino cortesi

        E ti anticipo che Renzi non farà le primarie ma in tre giorni, nelle segrete stanze, come è avvenuto con Letta, si prenderà la poltrona dello stesso Letta.

      2. Scritto da nino cortesi

        Renzi è il nuovo governo a larghe intese ma con ciliegina. Comanderà sempre B., Renzi sostituirà Letta ed il Pd dovrà star zitto, ormai è un povero ……….