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Giallo al convento di Fino del Monte

Venerdì 2 agosto alle 21 in piazza Olmo verrà organizzato un percorso serale all’antico convento, con gioco a squadre con… delitto. L’edificio è sorto intorno all’anno 1520 e donato dal nobile Giovanni Simone Da Fin all’ordine delle monache di santa Chiara. In questo luogo le suore trascorrevano le loro giornate dedite alla preghiera e alla cura degli orti adiacenti all’edificio

Un antico convento femminile del ‘500, una storia intrigante, un delitto da risolvere. Questi sono gli ingredienti del “Giallo al convento” organizzato dalla Cooperativa Artelier per venerdì 2 agosto con personaggi in costume, racconto di fatti storici reamente accaduti e perché no, inventati per l’occasione, un premio per il miglior investigatore. Un modo inconsueto di riportare alla luce questo affascinante luogo, facendo rivivere tra i suoi chiostri personaggi e storie.

Un appuntamento per tutti, tra cultura, invenzione e divertimento. L’edificio è sorto intorno all’anno 1520 e donato dal nobile Giovanni Simone Da Fin all’ordine delle monache di santa Chiara. In questo luogo le suore trascorrevano le loro giornate dedite alla preghiera e alla cura degli orti adiacenti al Convento e accessibili da una scala interna. L’accesso alla chiesetta di S. Salvatore, a lato del convento, avveniva mediante una porticina alta sulla parete divisoria fra chiesa e monastero che dava accesso a un piccolo soppalco dal quale le suore assistevano alle funzioni religiose senza essere viste dai fedeli sottostanti. Nel 1575 il convento venne improvvisamente chiuso per ordine di S. Carlo Borromeo, adducendo come motivazione che si trovava troppo accosto alle case civili e che uomini scellerati minacciavano l’integrità della vita claustrale. Voci popolari, tramandano la leggenda di scandali gravi che coinvolsero la vita delle suore di S. Chiara. Il fabbricato venne in seguito frazionato e divenne proprietà di alcune famiglie del paese che lo trasformarono in un interessante agglomerato di abitazioni private.

La visita guidata si inserisce in un progetto dedicato allo sviluppo della cultura in Alta Val Seriana, che vede la collaborazione dei distretti del commercio Asta del Serio, Alta Valle Seriana, Val di Scalve, tutti i comuni dell’alta valle e Val di Scalve, PromoSerio, associazione MAT Club, cooperativa culturale Artelier.

È possibile consultare tutti gli appuntamenti visitando il sito internet www.valseriana.eu

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