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Il caldone non è finito Per un’altra settimana sarà afa anche a Bergamo previsioni

Dopo il temporale che lunedì sì è abbattuto sulla Bergamasca, portando con sé aria fresca e un abbassamento delle temperature in questi giorni, da venerdì (2 agosto) è in arrivo una nuova ondata di calore che riporterà il gran caldo anche nella nostra provincia

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Una breve tregua dal gran caldo destinata a concludersi in un paio di giorni. Dopo il violento temporale che lunedì sì è abbattuto sulla Bergamasca, portando con sé aria fresca e un abbassamento delle temperature in questi giorni, da venerdì (2 agosto) è in arrivo una nuova ondata di calore che riporterà il gran caldo anche nella nostra provincia.

“Da venerdì torneremo a soffrire perché l’Italia sarà ancora sotto la cappa canicolare per almeno una settimana”: lo dice in una nota il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera. “Tutta colpa dell’alta pressione africana che per la terza volta in questa stagione tornerà a ruggire sul Mediterraneo”, prosegue Nucera. Tra venerdì e sabato il primo assaggio al Centro Nord, dove le temperature raggiungeranno valori diffusamente tra 33 e 35 gradi.

“Tra domenica e lunedì avremo un ulteriore contributo di aria piuttosto calda in arrivo da Algeria e Mauritania e le temperature schizzeranno ancor più verso l’alto”. Punte di 35-37 gradi si prevedono su Trentino, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, Toscana e Campania. Caldo anche altrove ma con temperature più accettabili.

“Nulla di eccezionale e sarà meno intensa della precedente, ma questa ondata di calore sarà la più duratura ed estesa dell’estate e ci accompagnerà almeno fino allo scadere della prima decade di agosto quando avremo un break”, prosegue Nucera. Proprio a causa del prolungarsi dell’ondata di calore e per l’assenza di ventilazione crescerà l’umidità e, di conseguenza, aumenterà il disagio corporeo per l’afa. “Fino ad ora l’estate non risulta particolarmente calda, nulla a confronto col 2012.

Tuttavia stupisce la facilità con cui l’alta pressione africana riesca a entrare sul Mediterraneo, ma anche la frequenza con cui ciò avviene, anche a dimostrazione di come il Mediterraneo sia una sorta di ‘succursale’ di questo anticiclone che, quando arriva, se ne va a fatica. A parte qualche eccezione, le estati anni 2000 ne sono una prova”, conclude l’esperto.

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