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Da separato in casa a uomo chiave: sarà l’anno di Livaja?

Allontanato due volte per motivi disciplinari, sembrava destinato a tornare all'Inter. Invece, Colantuono ha continuato a puntare su di lui e ora il giovane croato potrebbe essere l'arma in più della nuova Atalanta.

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In quanti avrebbero puntato ancora su Marko Livaja? In pochi, scommettiamo. Già, perché quando a 19 anni vieni allontanato dagli allenamenti per due volte per motivi disciplinari diventa difficile pensare che per te ci sia ancora spazio. Ma non deve aver pensato così Stefano Colantuono, che su quel ragazzotto croato a volte un po’ troppo esuberante e pieno di sé ha continuato a puntare. Nonostante tutto.

Sabato sera, nel Trofeo Bortolotti che è andato in scena al Comunale, Livaja è semplicemente rinato. Che i numeri ce li avesse lo sapevamo già bene tutti, da tempo, perché anche con la casacca dell’Inter – soprattutto in Europa League – l’attaccante classe 1993 ha fatto vedere grandi cose (4 gol in 7 partite, mica noccioline), misurandosi alla pari anche in un torneo internazionale quando le candeline appena spente erano 19.

L’approdo a Bergamo, poi, sembrava poter essere la sua consacrazione, soprattutto per via di quella doppietta realizzata alla Roma nella sua terza gara con la maglia atalantina, il 24 febbraio scorso. Ma il suo carattere ha segnato il suo finale di stagione, con le partite contro Sampdoria e Juventus seguite dalla tribuna per via di due episodi "poco eleganti" accaduti durante gli allenamenti del venerdì.

Poi la comproprietà con l’Inter rinnovata, l’estate, le vacanze, il ritiro di Rovetta e le prime amichevoli hanno tirato a lustro il giovane attaccante scuola Inter, che contro l’Udinese ha dimostrato di potersi adattare splendidamente anche al nuovo modulo previsto da Colantuono, quel 4-3-3 che lo porterebbe sull’esterno. Un attimo più lontano dalla porta ma con più possibilità di arrivare al tiro, come si è visto nel secondo tempo del match di sabato, quando Livaja ha realizzato la doppietta che ha spianato la strada verso la vittoria alla sua Atalanta.

E con un mercato che stenta a decollare, Colantuono si può coccolare il suo "nuovo" bomber, probabilmente il miglior acquisto che il tecnico di Anzio ha saputo confezionarsi in casa.

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    E’ fortissimo. Ha un istinto guerriero, ma non siamo nei Balcani dove un anno sì ed un anno no bisogna essere pronti per andare alla guerra. Noi andiamo all’Atalanta. I veri problemi sono due. Il primo che va educato e disciplinato ed il secondo che Colantuono deve smetterla di far giocare l’Atalanta come in un bunker e con l’elmetto. Siamo fortissimi, certo se facciamo giocare gli uomini giusti e Moralez è la chiave che fa girare giusti tutti i cuscinetti ed a 2 punte.

    1. Scritto da Veronika

      Disamina interessante (almeno non mi è toccato leggere di Baselli terzino sx!!!) ma che si contrassice da sola.
      Livaya è fortissimo
      Moralez fa girare la squadra
      Se è vero che Denis e Bonaventura sono intoccabili a chi rinuncerebbe nel 4-3-3 (e non mi dica che potrebbero giocare tutti e 4)

      1. Scritto da nino cortesi

        Per Baselli l’importante è che sia dentro e non c’entra con l’attacco. L’attacco si compone di un 1/2 dove l’uno è Moralez (e tutti i 7 dietro devono essere al suo servizio) e davanti sempre due attaccanti esempio Bonaventura Denis nel primo tempo e Livaja e Marilungo nel secondo tempo. Cioè nei due davanti ruoteranno sempre Denis, Livaja, Marilungo e De Luca. Anche perché giocare veramente da attaccante è il ruolo più dispendioso, direi dispendiosissimo se fatto come dico io.

    2. Scritto da Francesco

      Signor. Cortesi questa volta sono d’accordo con Lei tranne che su Moralez che è un lontano parente di quello visto il primo anno. Che sia stato colpito da saudade ce lo può dire solo lui, sul fatto di schierare un’Atalanta meno catenacciara d’accordissimo ma Colantuono lo conosciamo tutti… ai posteri l’ardua sentenza!

      1. Scritto da nino cortesi

        Sono d’accordo con te in parte. Devi scontare però due cose. Che Moralez non viene fatto giocare nel ruolo/posizione che gli compete e che Colantuono ha un gioco a postazione posteriore, per cui davanti si ciccia. Non capisco poi perché un terzino corre sempre vicino ai nostri due centrali lasciando l’ala avversaria libera di ricevere il pallone, libera d fare i cross, libera di rimpallarci e guadagnare un sacco di corners. Questa è interessante e mi piacerebbe che mi venisse spiegata