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Il manifatturiero si rialza Lombardia alla svolta? Agricoltura, è notte fonda

Segnali positivi e cauto ottimismo per il settore manifatturiero sono emersi dall’analisi congiunturale lombarda del secondo trimestre: Lombardia a un punto di svolta? Continua invece la crisi dell’agricoltura, al sesto trimestre negativo consecutivo.

La Lombardia sembra arrivata a un punto di svolta, alla stabilizzazione che solitamente precede la crescita: la produzione manifatturiera in crescita, affiancata da segnali positivi in termini di fatturato, ordini esteri, export e fiducia degli imprenditori, sono elementi di ottimismo che, nonostante necessitino di tutta la cautela del caso e di conferme dal prossimo semestre, possono far pensare che la fase più acuta della crisi si stia esaurendo.

Non si può dire lo stesso, invece, in riferimento alla situazione del settore agricolo lombardo che ha attraversato il sesto trimestre consecutivo di crisi, scontando anche condizioni climatiche che da un anno a questa parte (dal terremoto in Emilia alle recenti grandinate e trombe d’aria) sono costantemente avverse.

Dopo i risultati fortemente negativi nei primi tre mesi dell’anno, nel secondo trimestre 2013 il settore manifatturiero lombardo rialza la testa facendo segnare una variazione congiunturale positiva per l’1,2% alla quale si affianca una variazione tendenziale quasi nulla (+0,1%). Segnali confortanti anche dall’artigianato, in crescita dello 0,9% dopo ben otto trimestri consecutivi in territorio negativo. Fatturato in crescita sia per l’industria (+1,1%) che per l’artigianato (+0,3%): continua a pesare tantissimo la quota del fatturato estero sul totale, addirittura il 40,2% per l’industria e il 7,2% per l’artigianato. L’andamento positivo è confermato anche da un rallentamento della caduta degli ordinativi interni.

Uno dei dati più significativi emersi è la ritrovata fiducia da parte degli imprenditori, le cui aspettative registrano un generalizzato miglioramento: occorre però operare una distinzione tra industria, dove crescono le aspettative su domanda interna, estera, produzione e occupazione, e artigianato, dove tutti gli indicatori rimangono in territorio negativo nonostante il leggero incremento per produzione, occupazione e domanda interna.

Sul fronte dei livelli produttivi sono in sofferenza tutti quei settori industriali legati all’edilizia (-6,6% per i minerali non metalliferi), ai consumi delle famiglie (-3,4% l’abbigliamento) e alla carta stampa (-1,9%). Contrazione contenuta per tessile e calzature (-0,5%), siderurgia (-0,2%) e legno-mobilio (-0,1%). Forte crescita per il settore dei mezzi di trasporto (+1,9%) e per la chimica (+1,3), incrementi significativi per meccanica (+0,8), alimentari e gomma plastica (+0,3).

Pelli-Calzature (+5,9%), abbigliamento (+0,9%) e legno-mobilio (+0,6%) sono i settori artigiani che rappresentano l’eccezione rispetto a un andamento della produzione sostanzialmente negativo dove crollano le manifatturiere varie (-14,7%), i minerali non metalliferi (-6,8) e gli alimentari (-4,9).

A preoccupare è invece la situazione occupazionale: l’industria sconta un saldo negativo per lo 0,4%, -0,1% per l’artigianato dove tasso d’ingresso e tasso d’uscita sono quasi equivalenti.

Sesto trimestre consecutivo di crisi per l’agricoltura lombarda che, come piccola consolazione, può solo vantare risultati superiori alla media nazionale. Il resto del quadro, però, è da allarme rosso.

La redditività delle imprese continua ad essere sospesa tra costi di produzione molto elevati che i prezzi non riescono a compensare anche a causa di una crisi dei consumi che manda in affanno i prodotti di fascia medio-alta; l’accesso al credito è sempre più difficile e le condizioni climatiche sono da tempo eccezionalmente avverse.

Critica la situazione del settore latte, dove il prezzo alla stalla non copre i costi di produzione e le quotazioni del Grana Padano sono basse, e dei comparti delle carni suine e bovine, dove calano prezzi e quantità. Il settore vitivinicolo si conferma quello più in salute, nonostante un mercato interno non esaltante.

Il 31% del campione analizzato ha segnalato una contrazione dell’andamento del fatturato, il 47% indica una situazione stabile e il 22% una crescita. Solamente il 12%, però, considera positivo l’andamento degli affari a fronte di un 49% che lo giudica insoddisfacente.

Si conferma il ruolo anticiclico dell’occupazione agricola: continuano a crescere, dopo il +3,6% del 2012, gli occupati dipendenti mentre sono in calo i lavoratori indipendenti. La gran parte del campione (88%), comunque, segnala una situazione di stabilità.

Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Mah, da un giorno all’altro guardacaso tutti i giornali e tv in coro si mettono a cantare questa favoletta, quando fino a ieri si parlava sempre di chiusure, licenziamenti e pure suicidi per mancanza di lavoro: ho quindi parecchi dubbi…