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Truffati da un promotore Famiglia di Terno risarcita anche dei danni morali

Il Tribunale di Bergamo condanna Banca Mediolanum a rifondere tutti i danni subiti dai clienti dell’ex promotore finanziario Giancarlo Ghinzani: a due coniugi di Terno d’Isola anche 5mila euro a testa per danni morali.

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Nei giorni scorsi è stata depositata la sentenza n. 1237/2013 del Tribunale di Bergamo con la quale Banca Mediolanum è stata condannata a risarcire integralmente il danno subito da una famiglia truffata dall’ex promotore finanziario, Giancarlo Ghinzani.

I fatti risalgono al 2004 e fecero molto clamore in quanto il Ghinzani, oltre ad essere uno dei migliori promotori di Bergamo, era sindaco di Medolago e presidente del consorzio dei Comuni dell’Isola: oltre un centinaio di risparmiatori scoprirono che i loro soldi, affidati alla banca tramite l’ex promotore, erano svaniti nel nulla.

Molte famiglie si rivolsero all’ADUSBEF (Associazione Difesa degli Utenti dei Servizi Bancari e Finanziari) di Bergamo, tra queste due coniugi di Terno d’Isola che decisero di tutelare i loro diritti presso il Tribunale di Bergamo. Nel corso del processo sono stati sentiti i testimoni e l’ex promotore finanziario si è presentato in udienza confermando di aver sottratto i soldi ai risparmiatori.

A giugno il Tribunale di Bergamo ha emesso una sentenza “storica” in favore dei risparmiatori che, oltre a vedersi riconosciuto, per intero, il risarcimento del danno patrimoniale, hanno pure ottenuto il ristoro del danno morale e delle sofferenze sopportate, imputabili all’illecita sottrazione dei loro risparmi. Nella sentenza infatti il giudice ha liquidato, oltre all’ammanco ed agli interessi legali, un importo di 5.000 euro per ciascun coniuge per il ristoro del danno morale “inteso come sofferenza psichica effettivamente risentita per aver perso la disponibilità di cospicue somme versate al promotore finanziario per il tempo necessario al recupero giudiziale e nel dubbio di ottenerlo e per l’erronea valutazione della persona del promotore in cui riponevano massima fiducia”.

Evidente la soddisfazione dei risparmiatori e dei legali di ADUSBEF di Bergamo che si sono viste riconosciute tutte le tesi difensive e che, da anni, si battono a fianco dei clienti nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari. L’associazione, presente su tutto il territorio nazionale e da oltre dieci anni anche a Bergamo, si caratterizza infatti per la tutela dei diritti dei risparmiatori ed in genere dei clienti nei confronti del potere bancario, assicurativo e postale.

Note e numerose sono le sentenze ottenute in tema di anatocismo, CMS e responsabilità per l’illecito del promotore finanziario: la delegazione di Bergamo in particolare si è occupata degli illeciti di diversi consulenti finanziari, tutelando con successo centinaia di famiglie di tutta la provincia. Oltre a ciò, attualmente ADUSBEF si sta occupando del tema degli interessi usurari nei contratti di mutuo e finanziamento, offrendo assistenza e consulenza ai consumatori. Chiunque necessitasse di ulteriori informazioni e/o chiarimenti potrà trovare tutti i riferimenti ed i contatti sul sito www.adusbef.lombardia.it.

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Commenti

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  1. Scritto da edo bassano

    Un ringraziamento al brazissimo avv.VEZZOLI CRISTIAN che nell’articolo non è stato neanche menzionato

  2. Scritto da Arianna

    Questa si che è una sentenza giusta ed equa, la consuetudine delle banche di lavorare a loro modo con i soldi degli altri, deve finire, gli investitori devono ” ben illustrare” i clienti in merito ai rischi che corrono e non prospettare solo gli eventuali guadagni…

    1. Scritto da pf

      Conosco benissimo sia la vicenda sia il truffatore e vi assicuro che ha architettato tutto all’insaputa di clienti e banca,quindi Mediolanum NON ha nulla a che fare;non si tratta di aver male illustrato ai clienti alcuni servizi di investimento ma si tratta di sottrazione di denaro,ossia furto;la banca è seria e lavora onestamente con tutti i clienti,come NON fanno le altre banche. Il furbo ha però fatto il danno lavorando x Mediolanum che quindi è costretta a pagare (cmq giustamente).

  3. Scritto da lè nada

    se invece chi ti truffa.. è lo stato non puoi fare nulla subisci e taci !!!