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Scuola, allarme Cgil “A Bergamo a rischio i percorsi di integrazione”

Per il prossimo anno scolastico sarebbero a rischio i percorsi di alfabetizzazione e integrazione scolastica degli alunni stranieri e delle loro famiglie e all’integrazione scolastica dei minori affetti da autismo e degli alunni disabili: allarme lanciato dalla Cgil.

La scuola bergamasca da anni è soggetto attivo nella progettazione di interventi a supporto della qualità su vari fronti.

Da più di un decennio le scuole e i docenti, insieme all’ Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo (ex Provveditorato) e in convenzione con i Comuni, hanno posto l’attenzione sulle criticità relative all’alfabetizzazione e integrazione scolastica degli alunni stranieri e delle loro famiglie e all’integrazione scolastica dei minori affetti da autismo e degli alunni disabili.

Percorsi che negli anni hanno prodotto un patrimonio didattico e culturale con punti di riferimento storici per le scuole e le famiglie interessate e una forte specializzazione degli insegnanti distaccati.

Tutto ciò è a rischio di azzeramento. Da notizie che giungono dall’Ufficio Scolastico Regionale, a nome dello stesso Direttore dott. De Sanctis, per l’anno scolastico prossimo è previsto l’azzeramento dei progetti e distacchi di insegnanti sul territorio lombardo. Siamo seriamente preoccupati per le sorti delle scuole pubbliche bergamasche.

Chi interverrà sui percorsi di integrazione e di aiuto dei più deboli? I Comuni, in difficoltà finanziaria ,come faranno ad intervenire e farsi carico delle problematiche che interessano le famiglie del loro territorio?

Ci pare che si intenda proseguire su tagli lineari senza avere accortezza di verificare una rendicontazione della storia di un territorio. Un conto è intervenire individuando ciò che non ha ricadute positive, altro è tagliare solo ed unicamente in maniera ragionieristica. Così facendo si rischia di gettare insieme all’acqua sporca anche il bambino.

Chiediamo agli Enti preposti, dall’ Ufficio Scolastico Territoriale agli Enti Locali un intervento presso il Direttore dell’ Ufficio Scolastico Regionale per salvaguardare i progetti decennali presenti nella nostra provincia.

Il Segretario Provinciale Flc Cgil, Tobia Sertori

Commenti

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  1. Scritto da Paoletta

    Fino ad oggi, integrare gli “altri”, ha significato tenere indietro i “nostri”. Non ci riguarda, se non ci saranno percorsi di integrazione!!!

    1. Scritto da global

      forse non si è accorta che, volenti o nolenti, siamo in un mondo dove non esistono più “altri” né “nostri”…

      1. Scritto da Paoletta

        Almeno sui figli, i miei (come per lei i suoi) non si assomigliano a nessun altro! E’ proprio un pensiero di una moda deviata, un falso buonismo! Intanto, nella classe di mia figlia, tre extracomunitari che non fanno mai i compiti per tutto l’anno e si fanno beffe della maestra, per il terzo anno non vengono bocciati! Tutte le lezioni, la maestra encomiabile, a cercare di mediare tra la lezione a loro e agli italiani…

  2. Scritto da poeraITALIA

    come si fa ad integrare a scuola i clandestini?
    il tessuto sociale creato da tutti i nostri avi sta andando in fumo
    per sostenere e mantenere queste persone che arrivano clandestinamente ma non capisco perché hanno diritto a tutto o
    quasi vedi bambini piccoli che giustamente hanno bisogno del
    pediatra o di visite hanno il loro tesserino medico come tutti ma come fanno se sono figli di clandestini ad essere in regola?
    mistero
    CGIL buoni quelli non integrano gli ITALIANI???