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Papa Francesco: “Giovanni XXIII un grande, buono, coraggioso e santo!”

Papa Bergoglio di ritorno da Rio de Janeiro dove si è celebrata la Giornata mondiale della Gioventù ricorda il pontefice bergamasco che sarà proclamato santo: "Era un coraggioso. Prete di campagna, buono, con un senso dell'umorismo tanto grande e una grande santità"

"Giovanni XXIII è un po’ la figura del prete di campagna, del prete che ama ognuno dei fedeli, che sa curare i fedeli. E questo lo ha fatto come vescovo, come nunzio. Tante testimonianze di battesimo false ha fatto in Turchia in favore degli ebrei! Era un coraggioso. Prete di campagna, buono, con un senso dell’umorismo tanto grande e una grande santità".

E’ il ritratto che papa Francesco ha fatto di Papa Giovanni XXIII rispondendo alla domanda se papa Roncalli sarà proclamato santo il prossimo 8 dicembre. Papa Bergoglio ha risposto alle domande, libere e non preparate, dei giornalisti che volavano con lui da Rio de Janeiro a Roma nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 luglio. "Quand’era nunzio Roncalli, alcuni non gli volevano tanto bene in Vaticano, e quando arrivava per portare i conti, o chiedere a certi uffici, lo facevano aspettare. Mai se ne è lamentato. Pregava il rosario, leggeva il breviario…Mai. Un mite, un umile. Anche uno che si preoccupava per i poveri: quando il cardinale Casaroli è tornato da una missione, credo fosse l’Ungheria o la Cecoslovacchia, non ricordo, è andato da lui a spiegare come era stata la missione, la diplomazia dei piccoli passi, lo ha ricevuto in udienza, venti giorni dopo moriva, Giovanni XXIII, e quando Casaroli se ne andava lo fermò, "ah, eccellenza, una domanda: lei continua ad andare da quei giovani?". Perché Casaroli andava a trovare al carcere minorile di Casal del Marmo, giocava con loro… E Casaroli, "sì, sì". "Non li abbandoni mai". Questo a un diplomatico che arrivava da un viaggio così impegnativo… Giovanni XXIII era un grande. Un grande. E poi il Concilio, un uomo docile alla voce di Dio. Perché quello gli è venuto dallo Spirito Santo, e lui è stato docile. Pio XII pensava a farlo, ma le circostanze non erano mature per farlo. Giovanni XXIII non ha pensato alle circostanze, ha sentito quello e lo ha fatto, un uomo che si è lasciato guidare dal Signore".

"Di Giovanni Paolo II mi viene da dire: grande missionario della Chiesa – ha proseguito papa Francesco -. E’ un missionario, uno che ha portato il Vangelo dappertutto, voi lo sapete meglio di me, andava, eh, sentiva questo fuoco di portare avanti la parola del Signore, è un San Paolo, un uomo così, questo per me è grande. Fare insieme la canonizzazione di tutti e due insieme è un messaggio alla Chiesa: questi due sono bravi, sono bravi. Ma c’è in corso anche la causa di Paolo VI e di Papa Luciani, tutte e due sono in corso. Ancora una cosa, per la data di canonizzazione si pensava l’8 dicembre di quest’anno, ma c’è un problema grosso: quelli che vengono dalla Polonia – i poveri, perché quelli che hanno i mezzi possono venire in aereo – ma i poveri vengono in bus, e già in dicembre hanno il ghiaccio, e credo si debba ripensare la data. Io ne ho parlato con il cardinale Dzwisz e lui mi ha suggerito due possibilità: o il Cristo Re di quest’anno o la domenica della Misericordia del prossimo anno. Credo ci sia poco tempo per il Cristo Re perché il concistoro sarà il 30 settembre, e a fine ottobre c’è poco tempo. Non so, devo parlare con il cardinale su questo, ma credo che non sarà l’8 dicembre".

Commenti

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  1. Scritto da marco

    praticamente il copia incolla della trascrizione del corriere della sera.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      è un’agenzia di stampa