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I sindaci scrivono a Maroni “La capitale della cultura affossa l’interprestito”

Sindaci, assessori e consiglieri comunali scrivono la presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Lo invitano ad intervenire per salvare l'interprestito bibliotecario che la Provincia di Bergamo sospenderà a partire dal 2014.

Sindaci, assessori e consiglieri comunali scrivono la presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Lo invitano ad intervenire per salvare l’interprestito bibliotecario che la Provincia di Bergamo sospenderà a partire dal 2014.

Alla c.a. del Presidente di Regione Lombardia

e p.c. Presidente Provincia di Bergamo

 

Egr. Sig. Presidente siamo i rappresentati di diversi Comuni della provincia di Bergamo e Le scriviamo per formalizzare una protesta forte per quanto sta avvenendo nella nostra provincia in tema di gestione dei servizi bibliotecari. La Provincia di Bergamo ha annunciato che dal 1 gennaio 2014 dismetterà completamente ogni servizio bibliotecario costringendo i Sistemi Bibliotecari e quindi noi Comuni che ne siamo i principali finanziatori ad assumere l’intero onere di gestione sia per quanto riguarda la catalogazione dei volumi che del prestito interbibliotecario.

I Sistemi Bibliotecari della provincia di Bergamo contano 225.569 utenti attivi, di cui il 31% costituito da minori 0 -14 anni, che hanno usufruito di 2.274.522 prestiti di cui 472.424 mediante il servizio di interprestito. Sono numeri che riteniamo significativi e che ci impongono di lottare, come abbiamo già fatto e come faremo, strenuamente per mantenere il più possibile il livello che abbiamo raggiunto.

Da cittadini prima ancora che da rappresentanti delle nostre comunità quali siamo, non possiamo assistere senza protestare alla disfatta dell’eccellenza culturale così come l’abbiamo faticosamente costruita in questi anni. Sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce perché riteniamo che la scelta della Provincia di Bergamo (unica provincia in Lombardia ad aver deciso il taglio completo dei fondi al settore culturale) significhi bandire la cultura dalla nostra provincia costringendoci a riversarne i costi, ancora una volta sui nostri cittadini.

Siamo realisti e ben comprendiamo la situazione di confusione normativa e di disagio economico in cui versa la Provincia di Bergamo perché bene conosciamo le difficoltà di bilancio in cui tutti ci stiamo dibattendo (qualcuno di noi vive già ora situazioni di “disperazione economica” con l’impossibilità di condurre non lo straordinario ma l’ordinaria attività del proprio ente) ed è vero che il Decreto "Salva Italia" afferma che la scelta di non occuparsi più della cultura è nelle facoltà della Provincia e che essa non è citata come funzione fondamentale dei Comuni, ma crediamo convenga con noi che sia nostro compito fornire ai nostri cittadini ogni strumento per “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti…” come richiestoci dalla Costituzione che abbiamo giurato di rispettare.

Siamo fermamente decisi a non far mancare il nostro contributo, anche se non obbligati dalle Leggi, nella ferma convinzione che la cultura debba essere un bene diffuso ed accessibile a tutti ma costretti come siamo ogni giorno a dover scegliere tra i servizi da tagliare, da rivedere, da ristrutturare, Le diciamo con onestà “Non ce la facciamo più!” e non vorremmo essere costretti a chiedere ai cittadini una compartecipazione ai costi per un servizio culturale che riteniamo essenziale per la crescita delle nostre comunità. Ipotesi a cui siamo contrari e che vorremmo ad ogni costo scongiurare.

Per questo motivo siamo a chiedere il Suo intervento per darci una mano a risolvere la situazione che stiamo vivendo che, se ora riguarda solo la nostra provincia, presto riguarderà tutta la Lombardia. E’ indispensabile una Sua presa di posizione anche nei confronti degli organi a noi e a Lei superiori perché si attivino per trovare i fondi che ci permettano di mantenere e sviluppare la cultura dei nostri comuni, dei nostri territori, dei nostri cittadini o saremo in breve gli ultimi in Europa.

Le chiediamo altresì che Regione Lombardia si impegni con la Provincia di Bergamo e con i Comuni riuniti nei Sistemi Bibliotecari, a che si riapra il confronto per rivedere le modalità di finanziamento e gestione dei servizi bibliotecari al fine di garantire, ciascuno per la propria parte, il mantenimento degli eccellenti standard raggiunti.

Se ciò non avvenisse quale peso avrebbe la candidatura di Bergamo come Capitale Europea della Cultura?

Grazie dell’attenzione

Emiliana Gamba Assessore alle Politiche educative, culturali, sociali – Comune di Sorisole;

Bernardo Galizzi Assessore all’Istruzione, Cultura e Servizi alla persona – Comune di San Giovanni Bianco;

Michele Cerullo Assessore all’Istruzione e Cultura – Comune di Valbrembo;

Romy Gusmini Assessore alla Cultura – Comune di Sarnico;

Francesca Biava Assessore alla Cultura – Comune di Osio Sopra;

Giovanna Carminati Assessore alla Cultura – Comune di Arcene;

Claudia Cofini Assessore alla Cultura – Comune di Paladina;

Francesco Fazzini Assessore alla Cultura – Comune di Almè;

Denise Falgari Assessore alla Cultura – Comune di Villa d’Almè;

Davide Vitali Consigliere Delegato alle Biblioteche dell’Unione dei Comuni di Almè e Villa d’Almè;

Marisa Aceti Assessore alla Cultura e all’Istruzione – Comune di Comun Nuovo;

Isa Clivati Assessore all’Istruzione Cultura e Politiche giovanili – Comune di Villa d’Adda;

Chiara Bulla Consigliere Comunale – Comune di Villa d’Adda;

Gianna Cesaretto Assessore all’ Istruzione e Cultura – Comune di Suisio;

Gianluigi Ubiali Assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche giovanili – Vicesindaco – Comune di Mozzo;

Stefano Asperti Assessore alle Politiche educative e culturali – Comune di Levate;

Savina Ferrari Assessore alla Cultura, Istruzione e Turismo – Comune di Brembate;

Paola Bellezza Consigliere Delegato alla Cultura – Comune di Curno;

Michele Di Gaetano Assessore alla Cultura – Vicesindaco – Comune di Brusaporto;

Lorella Mandelli Assessore all’Istruzione e al Bilancio – Vicesindaco – Comune di Capriate San Gervasio;

Giovanni Ravasio Consigliere Delegato alla Cultura – Comune di Capriate San Gervasio.

Commenti

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  1. Scritto da poeraITALIA

    inutile scrivere a MARONI se a ROMA non mandano soldi ci
    vuole tanto a capirla facile oggi chiedere soldi al COMUNE che
    poi li chiede alla PROVICIA che idem chiede alla REGIONE ma
    intanto i soldi se li prende tutti ROMA allora teniamoli e usiamoli
    per quel che serve ovviamente non buttarli

    1. Scritto da Mukèla

      Te l’ha mai detto nessuno che per tanti, tanti anni a roma c’erano gli stessi che c’erano qui e che tutti insieme appassionatamente hanno messo la nazione col c… per terra ? Non ricominciare con roma ladrona , è vecchia e non se ne può più.

      1. Scritto da poeraITALIA

        forse è per questo motivo che oggi abbiamo il debito pubblico
        cosi alto lei ha pienamente ragione sui famosi ultimi 20 anni
        governati da P D L LEGA ma scusi antecedentemente chi ha governato tutti la DC e PSI poi divennero centinaia di partiti inutili
        oggi PD PDL comunque non è cambiato nulla non cambierà nulla
        contento lei.
        piuttosto che usare vasellina un bel bastone no???

        1. Scritto da Narno Pinotti

          Dalla Sua rassegna di partiti e politici tutti uguali e tutti ladri o incapaci resta sempre fuori una sola categoria: i fascisti e il loro regime. Ho come l’impressione che non sia un caso.

  2. Scritto da Opinione

    Tanto per dirgliene una lei lo sa che le biblioteche hanno l’obbligo di acquisto di un certo numero di libri sempre disatteso in difetto e per anche per questo ricorrono più spesso del dovuto all’interscambio?
    Certo il fatto di andare a tagliare un servizio usufruito dalla minoranza è comunque una che deve fare riflettere, ma in questi momenti far arrivare un libro con un furgone da Pumenengo a Colere forse varrebbe la pena comprarlo (magari elettronico.)

    1. Scritto da Narno Pinotti

      1) l’interprestito è pagato dalle tasse di tutti, tutti possono usarlo. Se chi usa la strada dove Lei vive è un’infima minoranza degli automobilisti bergamaschi, l’asfaltatura la pagano tutti; 2) la provincia scrive che nel 2012 la richiesta è molto cresciuta; 3) Pumenengo-Colere è fuorviante: senza interprestito tutte le biblioteche si trovano isolate e i loro libri accessibili (quasi) solo agli utenti del paese: è un calo del servizio e un danno economico per tutte e per tutti i lettori.

  3. Scritto da Thomas A.

    Che divertente vedere che il PD a livello nazionale svuota completamente le province e a livello locale si lamenta che non ci siano più soldi per pagare i servizi. Usate almeno un minimo di coerenza!

    1. Scritto da Scusa ?

      Cioè tu pensi che abolite le province nessuno debba fare certi servizi ? Nessuno asfalta più le strade ecc ? Forse ti sei fatto delle idee un po’ confuse .L’hai visto scritto da qualche parte ?

      1. Scritto da Gioanpadan

        Ehm …chi ha le idee confuse è sicuramente Letta, visto che corre a cancellare le province senza dire e forse senza pensare a chi farà al posto delle province. Ovviamente sacrificando tutto in nome del risparmio la cosa più logica è chiudere le province, licenziare i dipendenti e cancellare i servizi. Questo è il risparmio che tanto decanta Letta e Cancellieri (nomen omen!), altrimenti che risparmio c’è?

  4. Scritto da Arsenio

    …sindaci…? direi assessori PD…

    1. Scritto da w le biblioteche

      come spesso Le accade sig. Arsenio non manca di dimostrare la sua incompetenza: gli assessori hanno la delega del Sindaco e quindi operano per conto dello stesso. Se poi i firmatari sono riconducibili tutti ad una stessa area non lo so. Se comunque fosse come dice Lei mi farei una domanda: non è che agli altri della Cultura non gliene frega niente?

  5. Scritto da Marco P.

    Se non arriva più il finanziamento della regione, applicate il costo del servizio a chi ne usufruisce ed il problema è risolto!
    saluti

  6. Scritto da Non ci siamo

    Il titolo è equivoco. Per non dire altro.

  7. Scritto da Marcello

    Siamo al ridicolo: con tutte le vagonate di soldi che arrivano in regione Lombardia e in Provincia, e che hanno spesso alimentato spese “anomale” (eufemismo) milionarie, non riescono a far saltar fuori quei quattro centesimi per la sopravvivenza delle biblioteche. Siamo al grottesco, ragazzi!

    1. Scritto da non proprio

      I quattro soldi sono 1.200.000,00Euro anno!

      1. Scritto da Jim

        Perchè , le spese “anomale” a quanto ammontano ? Mmhh …

        1. Scritto da Marcello

          Beh… faccia lei le addizioni: la metà dell’ospedale nuovo di Bergamo (chi mai le spiegherà certe levitazioni di prezzo rispetto al preventivo?), più vari Trota e Minetti, Formigoni e Daccò… più rimborsi per pranzi di nozze… così, tanto per cominciare…

      2. Scritto da Narno Pinotti

        Qual è la Sua fonte? Perché un recentissimo articolo di BgNews parlava di “circa 300.000 €”. In effetti è curioso che si continui a discutere su come coprire una spesa che nemmeno l’Amministrazione provinciale sembra aver mai precisato.

      3. Scritto da Marcello

        Non sono bruscolini, era uno sfogo: dovrebbero moralmente diventare bruscolini, davanti all’utilizzo che spesso ci hanno mostrato di fare del denaro pubblico i “comandanti”! Poi, detto tra me e lei, sarebbe bello anche capire perché fino ad oggi le biblioteche hanno funzionato, e per il futuro, rischiano di no! Forse è lievitata la gente nella filiera, magari senza una funzione effettiva (o costosa più del servizio reso?). O investimenti in sciccherie anziché pragmatismo (libri)?