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Accademia Carrara, il Pd: “Il rischio per il Comune, più soldi e zero controllo”

“Di questo passo il Comune di Bergamo dovrà spendere ancor più soldi senza avere più il controllo della gestione”. Parola del consigliere del Partito democratico Paola Tognon, che insieme al capogruppo Sergio Gandi ha indetto una conferenza stampa per tornare sull’approvazione della delibera di indirizzo per il futuro dell’accademia Carrara.

“Di questo passo il Comune di Bergamo dovrà spendere ancor più soldi senza avere più il controllo della gestione”. Parola del consigliere del Partito democratico Paola Tognon, che insieme al capogruppo Sergio Gandi ha indetto una conferenza stampa per tornare sull’approvazione della delibera di indirizzo per il futuro dell’accademia Carrara. L’amministrazione ha scelto di affidarlo a una fondazione privata nonostante le criticità espresse dall’opposizione, ribadite durante l’incontro con i giornalisti. Per il Partito democratico il Comune deve tornare sui suoi passi e studiare in tutta calma una strada alternativa per presentare il patrimonio e permettere la riapertura dell’accademia al pubblico. “Chiediamo di ascoltare la nostra voce e quella della città – spiega la consigliera Tognon -. Pochi mesi non cambiano nulla: serve rivolgersi a uno studio di competenza che analizzi le leggi, uno statuto e una convenzione per valorizzare il patrimonio. La delibera di indirizzo approvata deve essere messa da parte e studiata una nuova progettualità. Il rischio è che la Carrara costi ancor di più alla collettività e che il Comune non riesca ad averne la gestione. Perché non si è portati avanti i temi fondamentali come il piano di governance? Non c’è stata visione a seguito di 11 milioni di investimenti”.

Per il capogruppo Sergio Gandi la Carrara “deve essere aperta per i cittadini e non offerta in veste elettorale. C’è stato un colpevole ritardo nelle comunicazioni da parte della maggioranza: la città è stata tenuta ai margini del dibattito. La delibera doveva essere messa a disposizione del consiglio, discussa. Non è stata portata per una questione di miopia. Ci hanno imposto tempi strettissimi nonostante i due anni di tempo. La linea dei tecnici è poco convincente: i paletti imposti da noi non andrebbero bene perché disincentiverebbero i privati: non mi sembra che questo ragionamento sia stato colto. Anzi, i privati hanno avvertito il disimpegno del Comune”.

Commenti

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  1. Scritto da Edo

    “serve rivolgersi a uno studio di competenza che analizzi le leggi, uno statuto e una convenzione per valorizzare il patrimonio” Cosa vuol dire la consigliera Tognon? Che occorre attribuire una consulenza a qualcuno? A chi? Lo sa la consigliera che per far ciò serve una gara? Con quali parametri? Sa che serve certificare che il Comune non ha professionalità adeguate per poter dare una consulenza? Cosa difficilissima dopo il D.L. 78/2010? Studi consigliera studi se vuole diventare assessore.

  2. Scritto da andrea

    evviva, come al solito è tutto un problema politico ed economico, di incapaci e approfittatori, si fanno le cose, si spendono tante parole quanti soldi e poi nascono altri problemi. tutti piccoli smaniosi di lasciare il loro piccolo nome su qualche grande targhetta a memoria della città