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Interprestito bibliotecario I sindaci alla Provincia: “Ricominciamo da capo”

Diversi sindaci e assessori dei 243 Comuni bergamaschi chiedono alla Provincia di ripartire da zero sulla dismissione a partire dalla primavera 2014 dell’interprestito bibliotecario e di fornire gli effettivi costi del servizio.

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Chiedono di ripartire da capo, quasi una nuova pagina bianca tutta da scrivere. E non è quella di un volume, ma del servizio di interprestito bibliotecario che la Provincia di Bergamo ha annunciato di voler dismettere a partire dalla prossima primavera. Un servizio che, secondo una stima, movimenta oltre 400 mila volumi per soddisfare la richiesta di più di 200 mila utenti.

Quanto costa? Un dato ufficiale non c’è. Almeno a detta dei sindaci che dovrebbero ora subentrare alla gestione dei cinque sistemi interbibliotecari. E così chiedono di saperne di più. Secondo i sindaci non c’è un atto ufficiale della Provincia sulla dismissione del servizio, ma un annuncio a mezzo stampa, non ci sono elementi economici certi su cui intervenire e decidere, non sono state legittimate le modalità di azione e di decisione e alcuni dei 5 presidenti dei sistemi si sono attribuiti decisioni dette e vendute come indiscutibili. Di fronte a questo quadro chiedono di “riazzerare e ripartire da capo entro i prossimi incontri fissati per i primi di settembre (lunedì 2 si riuniscono a Seriate i Sindaci dei Comuni della Provincia); legittimando i presidenti in modo chiaro; studiando e definendo i ruoli decisionali e le modalità di proposta dei sistemi di cui va chiarito il rapporto con la futura Rete Bibliotecaria di Bergamo, infine, la Provincia comunichi ufficialmente la sua posizione e fornisca tutti i dati in possesso per costruire un piano progettuale per la valutazione di tempi e modalità per reperire le risorse necessarie alla gestione dei servizi centralizzati”.

Non mancano di sottolineare la polemica nei confronti di via Tasso per come ha gestito la vicenda e per il mancato rapporto con i Comuni, su cui piovono le decisioni prese in solitudine, senza fasi di transizione, e rimarcano che la loro è una richiesta di collaborazione per permettere a tutte le amministrazioni di rispondere responsabilmente ai cittadini e avere obiettivi chiari da sottoporre ai consigli comunali dei 243 paesi interessati.

Infine ricordano che "fare scelte accurate sul futuro delle biblioteche è indispensabile se si vuole davvero rendere Bergamo la Capitale Europea della Cultura".

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Commenti

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  1. Scritto da GiTi

    E come farebbe l’Amm. Prov. ad attribuire ai Comuni la titolarità passiva del servizio se non vi è nulla in essere? E su che basi assunse personale, dispose la logistica, impegnò capitoli di Bilancio? Per soggetti con cui non vi erano intercorsi ufficiali e regolari delibere? Ho presente una persona, tuttora ben attiva, che svolse un grande ruolo nella creazione del Sistema e ne è la memoria storica. A te il grazie da tutti i bergamaschi che amano le biblioteche, Vincenzo!

  2. Scritto da Corona

    Eravamo tutti contenti di vivere in una società evoluta, ma se per leggere un libro siamo conciati così, bisognerà ripensare qualcosa, nella fornitura dei servizi ai cittadini e nei ruoli degli enti pubblici (dai capi, ai piedi).

  3. Scritto da Daniele

    In Provincia di Bergamo, città che ha già stanziato circa un milione di euro in compensi per i manager che dovranno promuovere l’evento capitale della cultura, non si trovano i soldi per garantire un servizio che serve appunto a coltivare la cultura dei suoi cittadini.

  4. Scritto da G.T.

    L’Amministrazione Provinciale ha un contratto bilaterale con i Comuni Bergamaschi del Sistema Bibliotecario, liberamente e regolarmente pattuito, consolidato negli anni. Chiunque, unilateralmente, vien meno ad una pattuizione con terzi, ricade nelle previsioni della giurisprudenza civile. A mio parere l’Amministrazione Provinciale successiva potrà a sua rifarsi degli eventuali penalità erariali, direttamente su chi avrà avuto sentenza di procurato danno.

    1. Scritto da Che boiata

      E la Provincia denuncerà lo Stato che ha tagliato le Province e i trasferimenti alle Province…. Barzelletta estiva???

      1. Scritto da G.T.

        I patti si modificano consensualmente o impositivamente se tra i contraenti uno è inadempiente per colpa. A dichiararlo sarà la Magistratura adita. Le Amministrazioni Provinciali italiane hanno tutte avuto consistenti decurtazioni nei trasferimenti finanziari da parte dell”Amministrazione dello Stato. Quante hanno rescisso unilateralmente contratti con i propri Comuni per servizi rivolti all’universalità dei contribuenti? E’ prioritaria questa estinzione o strumentale?

        1. Scritto da Lori

          GT .. I contratti scadono e non si rinnovano bilateralmente non c’è indennizzo !!

        2. Scritto da Gioanpadan

          Informo G.T. che non esiste alcun accordo scritto o contratto tra Provincia e sistemi bibliotecari e tantomeno con i comuni. E’ un servizio che la Provincia svolge ed offre di sua sponte. Ora non ce la fa più, smetterà, tutto qui. Poi il discorso che i tagli dello stato arrivino durante l’anno finanziario in corso è una vergogna… ma è un argomento molto ampio.