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Capitale della cultura Bergamo chiama i sindaci ma solo in 15 rispondono fotogallery

Una quindicina di sindaci e poco più di trenta assessori comunali dei paesi della Bergamasca hanno risposto all’invito per l’incontro al teatro sociale per illustrare il dossier di candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura per il 2019.

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Spiace. Spiace davvero osservando una platea semivuota del teatro Sociale. È sabato 27 luglio, ore 10, teatro sociale. L’annuncio dell’incontro recitava: “I 244 sindaci della provincia bergamasca invitati all’evento avranno, in questo modo, la possibilità di connettersi direttamente al progetto ascoltandolo dalla viva voce di alcuni dei suoi protagonisti”. I protagonisti si succedono sul palco. Fanno il loro dovere per quasi due ore.

Ma i primi cittadini dei comuni bergamaschi sono davvero pochi. Una quindicina, non di più. Si aggiunga una trentina di assessori alla cultura accompagnati da mogli o mariti ed ecco terminato l’appello. Il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano, come un vigile del fuoco sull’uscio del teatro cerca di spegnere l’incendio: “E’ sabato, l’ultimo di luglio. I sindaci o sono in comune per il ricevimento dei cittadini o sono al supermercato ad accompagnare le mogli a far la spesa. Questo è uno dei primi incontri. Ma ne seguiranno altri”.

L’assessore alla cultura del Comune di Bergamo, Claudia Sartirani, regge l’urto. Assessore, questo è un flop? “No, direi proprio di no. È il primo di altri incontri. Certo c’è una difficoltà, ma mi creda stanno uscendo tante iniziative e si inizia a fare rete. L’obiettivo è la capitale europea della cultura nel 2019, ma quello che abbiamo avviato è un sistema che cambia il modo di lavorare tra enti, strutture, parrocchie e associazioni”.

Ma ci sono solo una cinquantina di Comuni su 244? “È un bicchiere che per alcuni è mezzo vuoto, per altri è mezzo pieno: sono ottimista. Anche voi della stampa potete darci una mano”.

L’obiettivo del 2019 è una grande opportunità per Bergamo. Nulla da dire. Lo sforzo dei diversi enti è encomiabile. Ma quando Federica Olivares che lavora alla squadra di Progetto della Candidatura esordisce con “I cento tocchi del Campanone scandiscono ancora oggi la vita dei cittadini di Bergamo” c’è da chiedersi se si sta rivolgendo ai rappresentanti dei comuni bergamaschi o a qualche straniero, così come chiede “non so se avete mai provato a viaggiare con i treni che collegano Milano a Bergamo, ci sono dei vagoni davvero fatiscenti e le corse sono poco puntuali”…. Si dà il caso che Bergamo sia uscita dalle Mura tempo fa, che esistono i pendolari (molti e arrabbiati) che viaggiano ogni giorno per lavoro, prima che per turismo.

Eppure l’incontro, nonostante qualche gaffe, è stato utile per presentare il progetto Bergamo Open Mapping curato dall’Università di Bergamo. Utile e interessante, con un particolare che forse dovrebbe far alzare le orecchie ai sindaci: delle 84 proposte di progetto, il 67% arrivano dai cittadini della Provincia contro il 33% della città. Infine, l’appello ai bergamaschi che vogliono proporsi come volontari: basta scrivere a info@bergamo2019.eu e saranno ricontattati.

Forse i 244 sindaci orobici oggi erano distratti o impegnati in faccende più serie, ma molti bergamaschi iniziano ad intravedere e a credere a questa grande opportunità. Magari sarà un sogno, ma meglio sognare che rimanere appisolati. O assenti.   

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Commenti

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  1. Scritto da Luciano

    Bergamo capitale della cultura un par di ciufoli! Abbiamo dimostrazione ogni giorno di quanto sia improponibile questa candidatura. Da Calderoli ai carrarmati ce n’è per tutti i gusti…

  2. Scritto da Tempismo perfetto

    Per me, non ci sono andati perchè temevano gli venissero chiesti soldi per ristrutturare il Donizetti con la scusa della capitale europea.

  3. Scritto da Mark

    Pienamente d’accordo con chi si meraviglia di Bergamo capitale della cultura,magari mettiamoci il sottotitolo “paradiso della musica”..
    Invece di fare le proprie candidature facciamo un piano serio per la cultura a Bergamo,che per altro sta morendo però é solo un dettaglio.Se le cose son fatte bene,la candidatura verrà da sé.Come al solito però conta la scatola e non il contenuto…

  4. Scritto da Aristide

    Ce la faremo, ce la faremo. Tanto è sufficiente metterci la faccia, mica il cervello…

  5. Scritto da neftali

    città della cultura???ma se continuano a chiudere le librerie…
    per non parlare degli investimenti mancati in ambito culturale…

  6. Scritto da Io

    Una citta’ che ha dato i natali a Calderoli capitale della cultura? E che gli ha portato i voti necessari per scaldare la poltrona di vice pres. del senato? Bah!

  7. Scritto da parsi

    Bravo Davide. Un buon lavoro.

  8. Scritto da giovanna

    Non era Mica meglio proseguire con la candidatura Unesco, più certa, più utile e soprattutto praticamente in porto. Invece no, via con queste stupidaggini. E poi ci si stupisce se nessuno ci crede? E poi anche il soggetto proponente, l’ass. Sartirani, va bene tutto ma pensiamo veramente di andare da qualche parte con gente così?

    1. Scritto da edo

      in effetti il rischio di non andare lontano c’è. Però abbiamo per fortuna la risorsa di gente come lei che invece può proporre subito le sue idee e candidarsi alle prossime elezioni così farà lei l’assessore e allora sì che si andrà lontano!!

    2. Scritto da arlecchino

      Hai assolutamente ragione. Purtroppo.