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Frumento e orzo: bilancio amaro in Bergamasca

Produzioni condizionate dall’andamento stagionale particolarmente avverso. Per il frumento tenero la media di produzione è stata di circa 45 quintali per ettaro, mentre per l’orzo la produzione media si aggira sui 35 quintali per ettaro.

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Nei giorni scorsi si è conclusa la mietitura di frumento e orzo e i produttori bergamaschi hanno fatto un bilancio del raccolto, un resoconto che quest’anno è piuttosto amaro. Le rese infatti risultano essere inferiori di circa il 30% rispetto allo scorso anno. La Coldiretti bergamasca sottolinea: “Purtroppo l’andamento stagionale anomalo ha influito negativamente. Le precipitazioni abbondanti e prolungate con il relativo ristagno d’acqua sui terreni hanno creato condizioni svantaggiose per la crescita e lo sviluppo di questi due cereali e la produzione ne ha fortemente risentito”.

Per il frumento tenero la media di produzione è stata di circa 45 quintali per ettaro, mentre per l’orzo la produzione media si aggira sui 35 quintali per ettaro. La Coldiretti provinciale prosegue: “Questo risultato non risponde sicuramente alle aspettative dei produttori che per l’annata 2012/2013 avevano aumentato le superfici dedicate a queste colture rispetto all’anno precedente: più 9,95% per quanto riguarda il frumento e più 7,06% per quanto riguarda l’orzo”. Quest’anno la superficie coltivata a frumento è stata infatti di 4.131 ettari (contro i 3.757 ettari del 2012) e la superficie coltivata a orzo è stata di 2.167 ettari (contro i 2.024 ettari del 2012). Nel quadro complessivo provinciale della superficie agricola utilizzata SAU (che è pari a circa 71.000 Ha) la superficie del frumento rappresenta il 5,8% mentre quella a orzo rappresenta il 3,1%.

Anche sul fronte della remunerazione ai produttori le notizie non sono buone. Per quanto riguarda i prezzi infatti si riscontra una diminuzione rispetto lo scorso anno, pari a meno 9,6 % per il frumento e a meno 14,3% per l’orzo ( fonte Borsa Granaria di Milano). Coldiretti Bergamo conclude: “Il maltempo che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno ha lasciato una scia di danni con un impatto pesante sui bilanci delle aziende. L’agricoltura, che a differenza di altre attività si svolge all’aria aperta, è purtroppo costretta a subire gli effetti dei cambiamenti climatici oltre le difficoltà di mercato dovute alla crisi”.

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