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Mal d’orecchio Tanti i disturbi “estivi” Ecco come curarli

L’estate porta con sé la possibilità di tante entusiasmanti attività all’aperto, come il nuoto o il campeggio, che rappresentano dei passatempo avvincenti, ma spesso anche insidiosi per la salute dell’orecchio: ecco alcuni semplici consigli per evitare i disturbi più diffusi.

A cura di Clinica Castelli

L’estate porta con sé la possibilità di tante entusiasmanti attività all’aperto, come il nuoto o il campeggio, che rappresentano dei passatempo avvincenti, ma spesso anche insidiosi per la salute dell’orecchio. Nessuna preoccupazione – ci dice la Dottoressa Alexandra Tommasi, Medico Aiuto dell’U.O. di Otorinolaringoiatria di Clinica Castelli – tutto è facilmente prevenibile e trattabile seguendo alcuni semplici consigli. Eccone alcuni.

Ovattamento auricolare permanente dopo il primo tuffo? E’ molto probabile che l’acqua del mare o della piscina abbia imbevuto, e quindi fatto gonfiare, un deposito di detriti di pelle e peli, il cosiddetto “tappo di cerume”. Sicuramente una situazione non allarmante, ma estremamente fastidiosa e addirittura irritante. Spesso, quando l’acqua evapora naturalmente, il disturbo diminuisce, ma al tuffo successivo si ripresenterà tale e quale. La soluzione ideale, in assenza di patologie note dell’orecchio (per esempio una perforazione preesistente), è di iniziare a utilizzare gocce oleose, meglio se cheratolitiche (da richiedere in farmacia), almeno 2 volte al giorno e per una settimana. Alla fine di questo periodo, grazie all’intervento dello specialista, il problema si risolverà completamente. Prevenzione? Una visita otorinolaringoiatria almeno una settimana prima della partenza.

“L’orecchio del nuotatore”, o più correttamente otite esterna, è una condizione che colpisce l’orecchio quando viene infettato da batteri che vivono nell’acqua. Spesso comincia dopo aver nuotato quando l’acqua non è completamente rimossa dal condotto, o se l’acqua è inquinata. I sintomi includono prurito che può trasformarsi in indolenzimento fino al dolore durante la masticazione, e addirittura gonfiore intorno all’orecchio. Poiché questa condizione può essere causata da diversi batteri il trattamento è tipicamente antibiotico, ma locale. Cosa fare? Seguire una terapia per instillazione locale nell’orecchio, sciacquare l’orecchio con acqua pulita (fisiologica o soluzione a base acidula e alcolica), usare il phon per asciugare bene l’orecchio dopo l’attività in acqua. Cosa non fare? Usare antibiotici per via orale in prima battuta; non infilare oggetti, né dita nel condotto che possono procurare ferite e spingere il cerume in fondo.

Gli insetti nell’orecchio sono la classica situazione che può capitare durante le attività all’aperto. Spesso la persona colpita è spaventata e ha bisogno prima di tutto di essere rassicurata sul fatto che si riuscirà a liberarla dallo sgradito ospite. Ecco qualche suggerimento: far girare la testa dell’interessato con l’orecchio verso l’alto e, se si ha a disposizione una pila, portarla vicino al condotto uditivo. Se questo non basta, instillare 2-3 gocce di olio (di oliva, olio per bambini, cheratolitico), tirando delicatamente il padiglione indietro e in alto per l’adulto, indietro e in basso per il bambino. L’insetto dovrebbe soffocare e scivolare fuori. Dopo l’uscita dell’insetto, è consigliabile fare una valutazione specialistica e una disinfezione locale. Attenzione: non mettere mai le dita, o altri oggetti, nell’orecchio, perché questi potrebbero stimolare l’insetto a pungere.

Nella pratica di sport acquatici con la tavola o lo sci nautico la membrana timpanica può danneggiarsi come risultato del “colpo secco” dell’orecchio contro l’acqua, a seguito di una caduta. Il canale uditivo esterno è molto piccolo e non può reggere un trauma pressorio così improvviso e violento. Nel 90% dei casi, se si crea una piccola perforazione timpanica, guarirà spontaneamente senza necessità di trattamento chirurgico. Se la perforazione fosse molto ampia, potrebbe essere necessario invece un intervento di ricostruzione del timpano. Altrettanto si può verificare anche durante le immersioni subacquee da fare, quindi, con la massima attenzione. In ogni caso una valutazione specialistica è sempre consigliata. Buone vacanze!

Commenti

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  1. Scritto da katia

    Mio figlio ogni volta che fa un tuffo in piscina o al mare si ritrova con mal di orecchie, ora ha 22anni ma è così sin da bambino, mettere i tappi potrebbe essere una soluzione? Alcuni mi dicono che possono danneggiare l’orecchio è vero?