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Disoccupazione, Bergamo peggiore lombarda nel 2012 “Ridurre il peso fiscale”

Nel 2012 a Bergamo la disoccupazione ha avuto un impennata del 65,7%, il dato peggiore in tutta la Lombardia. Meloni (Cisl): “Numeri che fanno paura, servono azioni anche piccole ma concrete”.

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Un impressionante aumento del 65,7% a fronte di un incremento regionale medio del 32,4%: un primato poco invidiabile che Bergamo ha centrato nel campo della disoccupazione, il dato peggiore tra tutte le province lombarde.

I dati Istat, elaborati da Uecoop (la centrale cooperativa di Coldiretti), si riferiscono al 2012: il numero dei disoccupati in Lombardia in un anno è aumentato di 84 mila unità, dai 261.417 del 2011 ai 346.055 dello scorso anno (+32,4%), di cui 13 mila solamente a Bergamo, passata in dodici mesi da 20.200 a 33.466. I dati prendono in considerazione tutti i settori, dall’edilizia al sociale, dai servizi ai trasporti all’agricoltura.

Se poi si prendono come riferimento i primi trimestri di ogni anno, dal 2011 a oggi la progressione e’ ancora più impressionante: da 274.380 a 367.310 fino ai 406.930 di gennaio-febbraio-marzo, con un aumento del 48 per cento.

“Sono numeri che fanno paura – commenta Giacomo Meloni della segreteria Cisl di Bergamo – soprattutto per una realtà come quella bergamasca. Viene confermata la situazione drammatica in cui ci troviamo e che deve essere contrastata con azioni anche piccole ma concrete. A questo proposito abbiamo apprezzato molto l’iniziativa della Camera di commercio di Bergamo sui contributi alle imprese che assumono o stabilizzano giovani sino ai 35 anni e auspichiamo che, come annunciato dal presidente Malvestiti, si possa estendere in futuro anche agli over 45: sono segnali importanti, azioni che, senza illudere nessuno, provano ad invertire la tendenza. La concretezza è quello che serve, i grandi discorsi che allungano solamente la lista delle cose negative non giovano a nessuno”.

La bacchetta magica non ce l’ha nessuno – continua Meloni – ma le possibili soluzioni per Bergamo potrebbero passare dalla creazione, già annunciata, di una piattaforma territoriale unitaria che possa ragionare su visioni, scenari e criticità del nostro territorio condivisa con le altre organizzazioni sindacali. Bisogna insistere su politiche attive efficaci, creare attrattività anche per imprenditori che vengono da fuori e lavorare in squadra con istituzioni, imprese, banche e università. Ma credo che la ripresa passi soprattutto dalla riduzione del peso fiscale su famiglie e imprese: in ambito locale il nostro spazio di manovra è limitato, da soli possiamo fare qualcosa ma non determiniamo grossi cambiamenti”.

E non può lasciare certo tranquilli il dato Inps sulla Cassa integrazione: nel primo semestre del 2013 le ore di cassa autorizzate a Bergamo sono 19,4 milioni. In termini assoluti Milano, Brescia e Varese fanno peggio ma il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno è impietoso: l’incremento è del 34% è di gran lunga il peggiore tra le province lombarde.

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Commenti

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  1. Scritto da Maurizio

    Non esiste un tasso naturale per la disoccupazione, la mancanz a di lavoro è sempre la conseguenza di una politica economica sbagliata da parte del governo. E siccome l ‘Italia non ha più un governo in grado di decidere per lei, in quanto ha ceduto tutte le sue sovranità all’ Europa (monetaria in primis e politica e fiscale di conseguenza). Questa disoccupazione ce la chiede l’ Europa….ci va bene?

  2. Scritto da poeraITALIA

    HELP RIDATECI I SAVOIA

  3. Scritto da chi "vogliono"?

    Chi sono quelli che “vogliono” gli arrivi? Quelli che partono o qzelli che qui li hanno usati per abbassare sempre più la capacità competitiva puntando sui bassi costi, il lavoro nero, l’evasione? Invece che su investimenti, innovazione e merito.

  4. Scritto da Lucia

    Facciamo arrivare tutti quelli che vogliono..lavoro per tutti,sanità gratuita per tutti,case per tutti….venghino signori venghino!