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Shopping in Germania Deltamatic compra Goebel “Corteggiata per 12 anni” fotogallery

La Ims Deltamatic di Calcinate ha concluso l’acquisizione della tedesca Goebel: ora il gruppo può contare su 304 dipendenti, 5 sedi e un volume d’affari di 60 milioni. Nel commentae il successo dell'operazione, il presidente Ghilardi non nasconde qualche perplessità sulla Confindustria: “Potrei lasciare anzitempo la guida dei Meccanici”.

Con un accordo firmato il primo luglio scorso a Francoforte, la Ims Deltamatic di Calcinate, azienda di caratura internazionale nell’engineering e produzione di impianti speciali nei settori del converting (che copre l’80% del fatturato), dello stampaggio per auto motive, presse ad iniezioni, packaging e produzione di stampi, ha completato l’acquisizione della tedesca Goebel Schneid- und Wickelsysteme GmbH: un’operazione alla quale il presidente Raffaele Ghilardi stava lavorando da 12 anni e che ha portato a termine dopo una trattativa durata un anno intero.

La Goebel, fondata nel 1851 a Darmstadt, città che dista una trentina di chilometri da Francoforte e gemellata con Brescia (“L’unico piccolo neo dell’intera vicenda” scherza Ghilardi), ha una storia turbolenta: dopo un fallimento nel 2000, quando contava circa 1.400 dipendenti, nel 2001 vende la divisione delle macchine da stampa all’olandese Drent, fallita poi nel luglio del 2009. Nel 2003, invece, la divisione delle macchine converting passa nelle mani di una Holding di banche tedesche che faticherà a rivendere a causa dell’alternarsi di un ciclo di due anni con risultati positivi e di un anno con cattivi risultati.

“Per vendere – spiega con grande soddisfazione ed euforia Ghilardi – bisogna mettere sul tavolo 3 bilanci e loro non riuscivano a metterne in fila tre dai risultati buoni: noi siamo andati oltre e abbiamo acquistato nonostante venissero da un anno cattivo”.

Nell’operazione Ghilardi ammette di aver sfruttato molto, e con molta soddisfazione, i servizi offerti dalla Camera di commercio italo-tedesca e di essere stato aiutato dalle banche: “Il loro supporto è stato fondamentale. Ho la fortuna di lavorare in un settore, la meccatronica, in cui le banche credono molto, insieme ad esportazione e internazionalizzazione: da questo punto di vista la mia azienda risponde a pieno alle caratteristiche, esportando per il 98% e avendo una filiale a Detroit, negli Usa, dal 2005. Inoltre, altro punto a nostro favore, non abbiamo mai avuto problemi di riscossione”.

Con l’acquisizione della tedesca Goebel Schneid- und Wickelsysteme GmbH, il gruppo Ims Deltamatic (nella foto a lato la sede di Calcinate) può contare su 5 sedi, due in Italia (Calcinate e Presezzo, 180 dipendenti), una negli Stati Uniti (Detroit, 20), una in Germania (Darmstadt, 100) e una in Cina (Pechino, 4, eredita dalla Goebel), per un totale di 304 dipendenti e un volume d’affari che si aggira attorno ai 60 milioni di euro (40 tra Italia e Usa e 20 in Germania).

“Il mio obiettivo, però, è quello di fare un ulteriore passo – confida Ghilardi – Nel giro di cinque anni mi piacerebbe arrivare ad un giro d’affari di 100 milioni: la speranza è quella di farlo grazie a sviluppi interni ma non escludo che ci possano essere altre acquisizioni in futuro”.

Da lunedì 29 luglio, con l’ingresso in azienda di Stefano Manfredi, proveniente dal mondo Tetrapak, nella figura di “vice president” si inizieranno a stabilire, insieme a tutti i componenti del gruppo, le strategie da mettere in campo sui mercati.

A margine della presentazione dell’acquisizione di Goebel, Raffaele Ghilardi ha anche espresso delle perplessità sul mondo confindustriale, in particolare sui reali effetti della riorganizzazione in atto, e ha parlato del suo ruolo in Confindustria Bergamo, dove ricopre la carica di presidente del Gruppo Metalmeccanici. Un’avventura che giungerà a naturale scadenza a dicembre ma sulla quale Ghilardi sta ragionando: “Il mio mandato lo considero finito. Non potrò essere rieletto in ogni caso ma tutti questi miei impegni di lavoro credo che non mi consentano più di andare avanti. Sto ragionando sul fatto di poter lasciare anche prima. Oltre agli impegni, poi, credo di non essere mai piaciuto, forse perché ho uno stile diverso e parlo troppo, dicendo le cose come stanno quando non sarebbero da dire”.

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