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Proposta di legge ammazza commenti Cosa ne pensi?

Lorenzo Vendemiale su Il Fatto Quotidiano lancia l'allarme dopo che è stata presentata la proposta di legge che rende responsabile chi gestisce un blog dei commenti che qui vengono pubblicati. La posizione di Vendemiale è netta, ma non tutti la pensano così. Voi che ci leggete e commentate mandateci le vostre opinioni.

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Lorenzo Vendemiale su Il Fatto Quotidiano lancia l’allarme dopo che è stata presentata la proposta di legge che rende responsabili chi gestisce un blog dei commenti che qui vengono pubblicati. La posizione di Vendemiale è netta, ma non tutti la pensano così. Voi che ci leggete e commentate mandateci le vostre opinioni.

 

Obbligo di rettifica o equiparazione di piccoli blog a grandi giornali, divieto di anonimato o censura dei commenti.

Ad uccidere l’informazione online ci hanno provato e continuano a provarci in tutte le maniere: è ormai da cinque anni che la “legge ammazza-blog” viene riproposta a cadenza ciclica, in forme diverse.

La proposta più recente è firmata dal senatore Pdl Salvatore Torrisi: prevede che chi ha registrato un sito internet e semplicemente si connette alla rete per gestire un blog sia responsabile di un reato commesso sul sito; e risponda dello stesso “anche quando non cancelli entro 24 ore dalla pubblicazione scritti inseriti autonomamente dagli utenti“.

Il testo, che finalmente è stato pubblicato sul sito ufficiale del Senato, ha confermato tutti i timori sorti ad inizio mese.

Venisse approvata, non resterebbe che eliminare la facoltà di commentare i contenuti, vista l’impossibilità di controllare in maniera capillare tutte le maglie e le intercapedini di un sito web.

L’ultima versione dell’”ammazza blog”, insomma, è “l’ammazza commenti“.

E fa ancora più paura delle precedenti.

Dal 2008 il clima di repressione nei confronti dell’informazione web non è migliorato.

In principio fu il ddl Levi, varato sotto il governo di Romano Prodi (di cui pure porta il nome), che stabiliva per i blogger l’obbligo di registrazione presso il Registro degli Operatori di Comunicazione (Roc) e l’estensione ai blog dei reati a mezzo stampa. Fu approvata dal Consiglio dei ministri, ma non resistette alla protesta dell’opinione pubblica.

Da allora l’”ammazza blog” è diventato oggetto d’interesse soprattutto del centrodestra.

Nel 2009 ci aveva provato Giampiero D’Alia: l’attuale Ministro della Pubblica amministrazione e della Semplificazione nel governo Letta aveva inserito nel decreto sicurezza un emendamento che sanciva ”la repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“, e prevedeva l’oscuramento dei siti, inclusi dunque anche Twitter e Facebook, qualora i contenuti segnalati non venissero rimossi dal gestore.

Nulla di fatto, come anche per la proposta della parlamentare di Forza Italia, Gabriella Carlucci, che in un ddl nato per “combattere la pedofilia online” di fatto tentava di eliminare la facoltà di anonimato sul web, stabilendo il divieto di immettere in maniera anonima in rete contenuti in qualsiasi forma.

Nel 2011 e nel 2012 la norma è tornata in aula a distanza di pochi mesi, praticamente nella stessa versione: il comma 29 dell’articolo 1 della “legge bavaglio” (poi ripresa da una nuova regolamentazione del ministro Severino sulle intercettazioni) obbligava alla rettifica tutti i siti informatici a 48 ore dalla segnalazione, pena una multa fino a 12.500 euro.

Una rettifica “senza se e senza ma”, dal momento che il testo non concedeva al gestore alcuna facoltà di replica o semplicemente di verifica; per obbligarlo a modificare (o cancellare) i contenuti pubblicati bastava una semplice richiesta da parte dei soggetti lesi dall’informazione riportata. E pazienza che questa potesse rivelarsi vera.

La tregua è durata poco: nel 2013 quattro testi diversi sono stati depositati in poche settimane da esponenti di Pdl, Scelta Civica e Gruppo Misto. L’obiettivo: estendere l’applicabilità dell’intera legge sulla stampa, quella datata al 1948, a tutti i “siti internet aventi natura editoriale”; ossia equiparare tutti i blog, anche i più piccoli, a testate giornalistiche.

Fino ad arrivare alla ‘trovata’ del pidiellino Torrisi: che per porre un freno agli “eccessi del web” vuole scaricare la responsabilità penale dei commenti degli utenti (anonimi o meno) sui gestori del sito internet, che si tratti di un blog o di un giornale.

Una “provocazione“, come l’ha definita il diretto interessato.

Perché quasi tutti i firmatari si sono sempre schermiti di fronte alle possibili conseguenze – esiziali per il web – dei loro disegni di legge.

Persino Laura Boldrini e Pietro Grasso, presidenti delle Camere, sono caduti nella tentazione di chiedere in maniera vaga (e ambigua) un “maggior controllo del web”.

E Torrisi al fattoquotidiano.it ha candidamente dichiarato di aver avanzato una proposta tanto radicale “solo per aprire un dibattito su un argomento rilevante”.

“Un vuoto normativo esiste”, come ha sottolineato Caterina Malavenda, avvocato esperto di diritto dell’informazione. Ma servono disegni di leggi scritti con competenza e cognizione di cause ed effetti.

Sempre che l’intento sia quello di disciplinarla, e non metterla a tacere. L’unico minimo denominatore di tutti i ddl che si succedono da oltre cinque anni.

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Commenti

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  1. Scritto da gigi

    propongo una legge per questo blog : sono vietati i commenti in dialetto, a caratteri maiuscoli ( equivale ad alzare la voce), manifestamente senza capo ne coda, che confondano le speranze e aspirazioni legittime del lettore con la realta’ dei fatti, per fare un esempio senza far nomi ma cognomi ( Cortesi) scrivere che alle prossime elezioni il M5S prendera’ il 51%…

    1. Scritto da Luciano

      Non la vedo come Cortesi, ma sono convinto che il pluralismo sia un ingrediente fondamentale in una democrazia. Lei mi pare sia d’accordo con chi vorrebbe imbavagliare il pensiero di molte persone. Le forme sulle quali pone l’accento (dialetto, maiuscolo, ecc…) forse cozzano con quel codice non scritto del galateo in rete, ma, per quanto m’interessa, preferisco parlare di contenuti.

      1. Scritto da gigi

        se ha letto bene il mio commento ho proposte “norme” di buona educazione. buon gusto e/o opportunita’, non ho parlato di insulti e o minaccie nei commenti, per questo ci pensa la legge. Nessuno vietera’ mai (e sono d’accordo) al signor Cortesi di scrivere che Grillo prendera’ il 51% alle prossime elezioni, ma sarebbe piu’ corretto premettere “io mi auguro che…”, perche’ se no si fa la fine di Ruby, tutti dicevano che era la nipote di Mubarak e qualcuno ci credette

  2. Scritto da bergamasc

    ma registrando il dominio del blog in un altro paese la legge sarebbe sempre valida?

  3. Scritto da Gaetano Bresci

    é la democrazia, bellezza!…e tu non puoi farci niente.

    finchè la maggioranza delle persone continua a prendere la pillola blu…..!!!

  4. Scritto da Giuseppe

    Certo, cosi’ in futuro ci saranno processi
    con uno che scrive frasi “orango”, e invece quello che
    scrive frasi con “trota” sara’ tutto lecito.

    Stiamo entrando Dritti nel COMUNISMO.

    1. Scritto da Duliamo Ergassia

      allora vorresti che fosse processato Bossi? No sai perchè è stato lui a chiamare su figlio così

  5. Scritto da settembre

    “uccidere l’informazione” appunto, come sempre non si colpisce il crimine, il corrotto, il reato, ma chi lo denuncia. Già ora estensori di commenti passibili di denuncia sono identificabili e perseguibili. Non basta? Non si deve muovere foglia che il politico non voglia? Questi vogliono proprio la rivolta? A settembre… forse…!

  6. Scritto da makio

    molti scriveranno ancora sui muri

  7. Scritto da ruz

    “Sempre che l’intento sia quello di disciplinarla, e non metterla a tacere”….la vostra chiusa dice tutto. Libertà 2013….where is?

  8. Scritto da Arianna

    I commenti alla notizie sono un valore aggiunto non trascurabile e importante per capire il pensiero della gente e non deve essere condannato, sicuramente non si devono accettare gli insulti ma le opinioni vanno salvaguardate

    1. Scritto da dark

      Condivido. Anche BgN, il Fatto e quel che volete, basano il loro interesse in buona misura sui commenti che accolgono.

  9. Scritto da nino cortesi

    Se volete avere un minimo di informazione corretta vi consiglio di seguire oltre che BGnews anche Il Fatto Quotidiano. Anche questo articolo serve.

    1. Scritto da Bingo

      Come no, serve anche quello , ma se leggi solo quello buonanotte

  10. Scritto da nino cortesi

    Vi stanno portando nel gorgo più profondo dell’oceano Pacifico. Avanti con i nick names.

  11. Scritto da Elio

    Gioite finché si tratta di commenti verbali, perché se per caso l’1% di quello che si scrive, si traduce in fatti di rabbia materiale contro la casta, preparatevi a darvela a gambe levate!!!

  12. Scritto da Aristide

    Constato con piacere che a Bergamo news vi trovate su posizioni libertarie, contro la censura. Com’è allora che spesso i miei aculei contro il Pedretti e il patto serrapedrettista sono stati intercettati e cestinati? A dir la verità, siete in buona compagnia. Ultimamente è stato censurato sul Corriere della Sera un mio commento riguardo al fatto che fu il Pedretti a suggerire a Bossi l’infelice espressione, secondo cui Napolitano sarebbe un terrone.

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Caro Aristide, perché non legge prima di commentare? Noi abbiamo riportato un articolo di altro giornale (il fatto) e in premessa diciamo che loro la pensano così ma non tutti son d’accordo. E per questo chiediamo il vostro parere. Quanto ai suoi aculei sa benissimo che censuriamo gli attacchi personali. Tutti. RdC

  13. Scritto da W V.E.R.D.I.

    Ma…chiedo:la libertà di pensiero e di parola non sono riconosciuti dalla Costituzione?

    1. Scritto da Damiano

      Sì, ma evidentemente ai nostri politici viene spontaneo girarla e pirlarla a seconda di come gli conviene!

  14. Scritto da Carlo Pezzotta

    Chi gestisce un “blog di commenti” come Bgnews, DEVE essere responsabile di quello che pubblica! Se cosi non fosse, non sarebbe un giornale on-line serio. Andiamoci piano con la libelarizzazione di tutto, altrimenti la libelarizzazione diventa LIBERTINAGGIO e di quello ce n’è sin troppo, dai politici alla gente di spettacolo, a chi guida l’auto o la moto. Io, per es., mi firmo con nome e cognome, quando commento su Bgnews. La democrazia, quella vera, è una cosa seria.

    1. Scritto da Sarà

      “La democrazia, quella vera, è una cosa seria”. Che ci hanno insegnato loro (i custodi della Repubblica Democratica) a fare a brandelli e non pagarne mai le conseguenze, ma, anzi, ad arricchirsi… E noi dovremmo firmarci se gli diamo del ladro? Ma lo sanno da soli che sono dei ladri!!! E’ documentabile: stamattina 150 emendamenti sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti! 800 emendamenti su altro. Ma di cosa stiamo parlando? Ma dove hanno la volontà di fare qualcosa per il Paese?

  15. Scritto da Daniele

    Le leggi repressive non aiutano, ma qualcosa che metta gli utenti di fronte a conseguenze gravi per le proprie responsabilità ci vuole.

    1. Scritto da Paolo

      Le proprie responsabilità di pensiero? Conseguenze gravi? In un paese dove chi uccide in auto e fugge non fa 2 giorni di galera? Acc…

  16. Scritto da Daniele

    Prima o poi qualche elemento border-line farà il grande passo verso la follia e deciderà di intervernire per mettere ordine da sé. Provocando una strage.
    Serve un freno alla follia di ciò che viene pubblicato sul web con la scusa della libertà d’espressione, se un giornalista pubblica un intervento negazionista in Germania finisce dritto in galera, e giustamente aggiungo, se lo pubblica anonimamente sul web è uccel di bosco prima ancora di premere il tasto “invio”.

  17. Scritto da Daniele

    Frequento il web da più di dieci anni ormai, e ne ho viste di tutti i colori. Ma mai come negli ultimi mesi. Si sta esagerando, a partire dai seguenti argomenti: propaganda “complottista” e antiscientifica, campagne anti-vaccino, anti-stranieri, omofobia propagandata velatamente e, infine, l’evergreen del negazionismo dell’olocausto. Le conseguenze sono lampanti, violenza verbale esasperata, stravolgimento della realtà che coinvolge un numero sempre maggiore di utenti ignari e ignoranti.

  18. Scritto da poverini

    non sanno piu’ che pesci pigliare per uniformare al “pensiero/partito” unico le menti degli italiani. Sanno benissimo che appena il popolo si alfabetizzera’ saranno spazzati via e le stanno tentando tutte (alleandosi persino tra acerrimi nemici!) per procrastinare la loro caduta ed il saccheggio della cosa pubblica. Non si rendon conto che internet e’ molto piu’ democratico di loro tant’e’ che ogni legge fatta nel mondo per “limitarlo” e’ stata un buco nell’acqua come lo sara’ questa…

  19. Scritto da Ele

    Ahahahahahaahahha! come dire che mark zuckerberg dovrebbe essere responsabile di tutte le cose assurde o offensive che si trovano su facebook? Prego, procedete pure, non me lo voglio perdere.

    1. Scritto da Daniele

      Su facebook quest’opzione non sarebbe necessaria perché i dati anagrafici degli iscritti sono depositati… tant’è che facebook interviene anche cancellando gli account non verificati. In quel caso la responsabilità della cazz….ta è di chi la scrive.

      1. Scritto da il polemico

        i dati anagrafici sono depositati??ma se sono stato registrato 1 anno con nome:annibale asdrubale,ed ero pure in buona compagnia…ma chi controlla chi su fb?come gia dissi al diretto interessato, io mi allaccio alla linea wifi di tal narno pinotti con il mio tablet cinese non registrato,insulto qualcuno e che succede?’risalgono alla linea del pinotti,non a me di certo

  20. Scritto da non che cambi tanto

    ma c’è già chi censura anche adesso, anche da voi abgnews….mandi un comento senza parolcce o bestemmie, ma che sbugiarda un pò la linea editoriale e…..zac! non viene pubblicato

    1. Scritto da Emilio

      Confermo e quoto al 100% riguardo la censura di BGNews….. tanto che, anche se devo ammettere con un certo dispiacere, cerco notizie locali e mi informo oramai attraverso altri canali e siti… ma ovviamente ogni tanto sbircio, come oggi su bergamonews. Adieu

  21. Scritto da Sleghiamoci

    In questa democrazia ci vogliono tutti sudditi obbedire in silenzio senza libertà di pensiero e di parola e ci chiamano popolo sovrano (risata). Fra poco ci toglieranno anche i nostri sogni non basta lo scempio che questa politica offre, tutti quanti nessuno escluso……

  22. Scritto da L76BG

    e beh, poter metter la museruola agli italiani che non sono allineati a questo partito unico (PDL PD-L) è importante per la casta, possono continuare nel loro “lavoro” ..approposito nel decreto del fare (mai nome più sbagliato) hanno tolto il limite ai compensi dei manager (pubblici e non). Stanno lavorando per noi.. certo certo.. schifato!