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Niente ebook a scuola Il governo stoppa la rivoluzione bergamasca

Il ministro della Pubblica istruzione Maria Chiara Carrozza ha comunicato lo stop del passaggio dal cartaceo al digitale: «Fermiamo tutto, l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva, voglio prendere in mano la questione ed esaminarla a fondo".

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I primi a portare gli ebook sui banchi di scuola furono gli insegnanti del liceo scientifico Lussana, ora la rivoluzione digitale rischia di finire in un cassetto. La sperimentazione del 2011 è andata a buon fine: studenti e professori hanno visto aumentare progressivamente la qualità di apprendimento grazie al progetto studiato da Dianora Bardi. La strada tracciata dal liceo cittadino è stata intrapresa da tante altre scuole bergamasche ed italiane scatenando l’ira degli editori di libri. Finora bastava una virgola cambiata per obbligare le famiglie ad acquistare un libro nuovo, un metodo non più replicabile con gli ebook. L’ex ministro Profumo aveva fissato al settembre 2014 la scadenza per adeguare tutte le scuole al nuovo metodo.

L’attuale ministro della Pubblica istruzione Maria Chiara Carrozza ha però comunicato lo stop: «Fermiamo tutto, l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva, voglio prendere in mano la questione ed esaminarla a fondo. Deponete le armi». L’Associazione editori non ricorda, tuttavia, che alcuni editori hanno già lanciato versione 2.0 dei manuali scolastici e che soprattutto l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i paesi industrializzati, ha bocciato la lenta progressione della scuola digitale italiana ricordando che in Inghilterra l’80 per cento delle classi è attrezzata per il digitale. Sul piano dei libri digitali (non solo quelli scolastici), a fine giugno è stato certificato che il mercato è in rapida crescita: i titoli in formato digitale sono 60.598, ovvero l’8,3% dei titoli in commercio, e il 44,6% delle novità italiane sono pubblicate anche in ebook. Rispetto al 2012, i lettori in digitale sono il 45,5% in più.

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Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Sicuramente è innanzitutto un problema per l’opposizione degli editori, che dai testi scolastici traggono una bella fetta di guadagno, soprattutto con gli pseudo-aggiornamenti annuali. Se ci fossero produttori italiani di e-book la questione sarebbe forse più fluida: così invece si rischia di foraggiare con soldi pubblici (e non) l’ennesima multinazionale straniera.

  2. Scritto da Panico

    Ahahahahah il ministro Carrozza: niente compiti per le vacanze! Che boiata mostruosa. Glielo dica, sig. Riccardo, alla ministra, che i compiti per le vacanze, non sono una ritorsione degli insegnanti sui ragazzi per rovinargli le vacanze, ma un esercizio necessario per mantenere allenato il cervello e ripassate le cose imparate a scuola. Sono necessari!

    http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/carrozza-no-ai-compiti-d-estate-meglio-leggere-i-libri.flc

    1. Scritto da ..da paura

      Non male nemmeno questa: all’estero non si usano. Però se lo dice il ministro “retrogrado” è una boiata….

      1. Scritto da Panico

        Eh, allora “adattiamo” anche tutto il resto a come fanno all’estero, va’.

        1. Scritto da tersicore

          ok. Con le non poche (anzi…) “boiate” che girano extra confini… Siamo sempre più prevenuti, prendiamo atto. Saluti.

          1. Scritto da Panico

            Lei che è esperto e convinto dell’ottusità mia, indichi gentilmente una scuola estera (ma anche italiana) all’avanguardia che può permettersi di snobbare l’utilizzo delle più moderne tecnologie. Perché qui tutto è nato dal “se utilizzare e-book o libri”…

          2. Scritto da tersicore

            Io leggo solo quanto lei unilateralmente ha sostenuto in questo blog. Di strumenti informatici in molte scuole, anche a Bg (lim, computer, ipad, reti wifi) si fa correntemente uso. Che si possa migliorare, ovviam, sempre. Ma trovo disonesto sostenere che “boiate” e altro siano uno specifico italiano. A prescindere dal rispetto…anche del ministro.

  3. Scritto da Sergio

    Ma cosa c’è di male se una lezione di scienze (o storia, o geografia), anziché soltanto sui libri, si integra anche con dei video, dei quiz, dei test su tablet o su LIS? Certi documentari (tipo quelli sul canale Focus) penso aiutino, anche con la grafica, a capire delle dinamiche e dei concetti.

  4. Scritto da cives

    anche a mio parere l’e-book è semplicemente uno strumento, come il libro a stampa e non ha alcun senso impedirne l’utilizzo nella scuola. potrei capire forse delle limitazioni nelle scuole medie inferiori.

  5. Scritto da Giovanna

    La strada innovativa intrapresa con grande lungimiranza ed intelligenza dalla Professoressa Bardi è l’unica percorribile per migliorare la qualità dell’apprendimento dei nostri alunni nativi digitali. Assurdo, anacronistico ed inattuabile lo stop proposto dal Ministro Carrozza!!

    1. Scritto da riccardo

      Meno presunzione e modernismo a buon mercato, please, la ministra Carrozza non è la Gelmini o l’ultima arrivata in materia di formazione e avrà le sue buone ragioni per prendere tempo. Per quel che ho visto io nella scuola e quello che ho sentito dalle colleghe anche giovani che l’hanno dovuto usare, ha creato svariati problemi. Non è un problema di conservatori e progressisti, modo sciocco di impostare un confronto sul tema, che deve essere serio e attento nel valutare i primi riscontri

      1. Scritto da Panico

        Ma ci dica lei, allora, da dove cominciare. Perché è evidente che non si può fermare il mondo e scendere… L’unica è andare avanti, possibilmente “copiando” chi è all’avanguardia. E i dati (ad oggi, dove il digitale non c’è) sono sconfortanti per l’Italia! Vogliamo continuare così? E’ chiaro che non è l’e-book il salvatore della Patria: ma vogliamo cominciare da qualche parte a superare la carta e il calamaio?

        1. Scritto da tersicore

          E allora perché i nostri studenti e laureati sono sempre tra i più richiesti e tra i migliori all’estero? A partire dagli Usa?…ma per piacere piantiamola anche con QUESTI luoghi comuni

          1. Scritto da Panico

            All’estero richiedono cervelli singoli, eccellenze individuali, non la scuola Italiana come Istituzione! E tanti vanno anche a finire studi e masters, all’estero. Ma è inutile discutere tra me e lei: è alla portata di tutti, la classifica delle scuole mondiali.

            http://www.giocando-imparo.it/la-scuola-italiana-al-36-posto-su-57/

          2. Scritto da tersicore

            Beh, mi sta dicendo che questi si sono formati nonostante la scuola italiana? Comodo. Tipicamente italiota, scaricare il male e tenersi il buono. E, mi dica, sarebbe l’e-book quello che ci fa crescere? Vedo che il suo giudizio è ostinatamente critico, fa niente che tante scuole abbiano già strumenti come lim o connessioni internet…inutile discutere, concordo.

          3. Scritto da Panico

            Steve Jobs e bill gates (il secondo, minuscolo, perché è soltanto uno scaltro copione), sono stati dei poveri visionari senza ascolto… Non è l’iPad a fare intelligenti le persone, ma usandolo al posto di 40 libri messi insieme, con grafici, suoni, video, animazioni e connessione internet, tutto in un palmo di mano, è più “veloce” l’opera di ricerca e studio. Se poi uno non ha il cervello, non ce l’avrebbe nemmeno sui libri!

        2. Scritto da riccardo

          magari usare il termine “adattando invece che “copiando” sarebbe meglio, non crede?
          La scuola italiana ha un sacco di problemi. l’e-book in ordine di importanza è al punto 30. Noi siamo ancora al punto 1.

        3. Scritto da riccardo

          Il problema dello scadimento dell’istruzione va affrontato alla radice. Difficile affrontarlo in questa sede.
          Cominciamo col dire che l’autonomia scolastica si è tradotta in un aziendalismo in cui gli studenti sono diventai e trattati come dei clienti che giustificano l’esistenza stessa delle scuole. Le promozioni e le bocciature sono in funzione del mantenimento delle classi. Inoltre occorre mettere un feedback di riscontro che misuri il livello effettivo di istruzione fornito dai docenti.

          1. Scritto da Panico

            Leggesi: STIPENDIFICIO! Ha perfettamente ragione! Ma lo dica lei, ai suoi colleghi, di accettare il feedback di riscontro!

          2. Scritto da riccardo

            un feedback è indispensabile altrimenti è impossibile correggere i problemi, premiare il merito e ottenere un servizio formativo di qualità effettiva. E’ un problema di produttività del lavoro che ci si deve porre e peraltro è una carenza registrabile in tutte le attività italiane come certificano le statistiche internazionali in merito.
            Tutti parlano di posto di lavoro in Italia, non dell’efficacia del proprio lavoro, non capendo che è proprio quest’ultima a garantire il primo.

      2. Scritto da dark

        CONDIVIDO. Mi sembra che il ministro ragioni senza ansie “moderniste” di tanti politici, non trovo che abbia detto no unilaterale alle innovazioni.

  6. Scritto da Impeto

    Il gap tra mondo reale e scuola aumenta anche a causa di ciò. Sono insegnante da 17 anni e non ho mai visto la volontà di fare fare alla scuola un solo passo in avanti nell’ambito informatico. Per fare un esempio banalissimo, le LIM sarebbero un ottimo strumento didattico. Nella mia scuola ne abbiamo due, a fronte di sedici classi e oltre 400 alunni. E la connessione internet è stata un regalo arrivato dopo Natale 2012. I nativi digitali a scuola si sentono a disagio.

    1. Scritto da Genitore

      Si ha l’impressione che gli insegnanti, sentendosi “sorpassare” in abilità, dai ragazzini nativi digitali, siano riluttanti persino a portarli in aula d’informatica per insegnare agli altri alunni (non tutti hanno il computer a casa) le basi dell’utilizzo del pc. Secondo me, non dovrebbero esistere tali blocchi mentali: io sono l’insegnante e tu l’alunno, anche se sei più esperto con l’iphone, la lezione la faccio io, e la faccio soprattuto agli altri che non conoscono il digitale!

      1. Scritto da Sara

        Ma bisogna che gl’insegnanti conoscano il digitale, prima di tutto, no? ;-)

  7. Scritto da gianluca

    siamo ormai al livello scolastico del Burkina faso…senza offesa per il Burkina faso.

    1. Scritto da Panico

      Appunto!

  8. Scritto da tersicore

    Finalmente un ministro che ragiona.

    1. Scritto da Panico

      Ragiona al contrario: restiamo al passato che è meglio! Invece di darsi da fare a formare generazioni di insegnanti capaci di usare le nuove tecnologie (e quindi trasmetterle ai giovani), evitiamo ogni fastidio: andiamo avanti come in passato, che tanto, la scuola italiana è al top nel mondo!

      1. Scritto da riccardo

        Pensare che il mezzo innovativo possa risolvere il problema del basso livello della formazione è fuorviante e semplicistico, oltre che illusorio.
        Nessuno dice che non si debbano adeguare i metodi formativi al progresso tecnologico, sarebbe sciocco e ottuso, ma assegnare al mezzo tecnologico aspettative risolutive del problema è pensiero degno di un positivismo che sa più di Ottocento che di 2013. Aggiornatevi!

      2. Scritto da mis

        Bene. Forse non ci sono i mezzi né i soldi per formare oggi come oggi. Dico formare i docenti prima che i discenti. Buona parte del “tecnologico” ipad e altro sono specchietti senza adeguata sostanza didattica. Prima che innovativi è bene essere seri. Seri anche nell’innovare, ovviamente

      3. Scritto da Giovanna

        Quoto in toto tutto ciò che afferma Panico

      4. Scritto da riccardo

        i casi sono due: o tu la scuola la conosci col binocolo o insegni educazione fisica o religione. Il problema è che se il mezzo innovativo non è supportato da molto altro in se non innova un bel niente a livello di formazione. Profumo da tecnico ha venduto solo …fumo come i peggiori ns politici. E’ solo marketing e crea novità solo al commercio che c’è intorno alla scuola. Fa bene la Carrozza: bisogna studiarla bene questa cosa e smetterla con gli annunci a mo’ di bacchetta magica

        1. Scritto da Panico

          Sì, intanto che la Carrozza studia e pondera, gli altri ci lasciano al palo… Sig. Riccardo, non c’è da inventare nulla e nessuna balla da propalare: si copia ciò che stanno facendo le nazioni all’avanguardia nella scuola! Se Carrozza ponderasse su tecnologie NASA, potrei capire, ma se pondera su carta e calamaio ahiahiahi!!!

          1. Scritto da riccardo

            ecco, appunto, gli altri sono all’avanguardia perché hanno sviluppato molto altro oltre l’e-book. Se si copia si deve copiare anche tutto il resto. Non è che con l’e-book si diventa all’avanguardia in automatico nella scuola italiana. Considerare una sperimentazione anche di successo come feedback risolutorio valido per tutti gli ambiti formativi della scuola statale mi pare come minimo un po’ presuntuoso, ma a quanto pare ne siete convinti.

          2. Scritto da Panico

            Ma infatti: chi esclude tutto il “molto altro”? Ma da qualche parte si cominci!

        2. Scritto da Giovanna

          O forse sei tu che parli senza cognizione di causa o sei inadeguato
          Ovvio che oltre allo strumento tecnologico ci vuole “molto altro”, ma quello è necessario anche col libro cartaceo
          P.S. il pronome personale “sé” si scrive con l’accento

          1. Scritto da riccardo

            ma guarda un po’ è arrivata la maestrina con la penna rossa che corregge gli scritti via internet… scendi dalle cattedra maestrina, ché la Carrozza ha qualche credenziale in più di te e di me messi assieme. Inadeguate sono certe maestrine che mi consegnano tutti gli anni studenti di 16-18 anni incapaci di imbastire un semplice ragionamento matematico o fisico e certo l’e-book non risolve certa povertà intellettuale in tale ambito, peraltro certificata dalle statistiche. Alà cor…

          2. Scritto da Magister

            Cosa ti avranno mai fatto quelle povere maestrine? Suvvia, Professorone! Sii più indulgente e rilassati!

          3. Scritto da dark

            le maestre vanno benissimo. Le maestrine un po’ (molto) meno. Quelle spesso camminano con la cattedra addosso. Anche se non hanno alunni se li trovano ovunque…anche al supermercato o in un blog.

          4. Scritto da Magister

            Se sei circondato da una così larga schiera di maestrine ci sarà un motivo… Dovresti ringraziarle !!

          5. Scritto da Magister

            Ah! Davvero lei le conosce? Meno male che non stanno solo in cattedra ma esercitano ovunque e danno utili insegnamenti! Sono così carine! Sempre meglio dei vacui permalosi presuntuosi frustrati nevrotici professori snobbati dai loro alunni

          6. Scritto da dark

            …vedo che è proprio esperto in materia :-)

          7. Scritto da Magister

            ;-)