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Morto nello scoppio al Billa la madre si sente male E’ caccia ai complici

Il drammatico compito di riconoscere il corpo dell'uomo morto nell'esplosione alla cassa continua del Billa è toccato alla madre, che ha accusato un dolore ed è stata accompagnata ad un punto medico. I carabinieri stanno dando la caccia ai complici.

È caccia ai complici di F. G. 49 anni, pluripregiudicato nativo di Cisano ma residente a Caprino Bergamasco, l’uomo morto all’alba di martedì 23 luglio nell’esplosione della cassa continua del supermercato Billa di Cisano Bergamasco. L’uomo non era solo. Sono convinti i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, lo sono stati da subito anche i carabinieri di Cisano e del nucleo radiomobile di Zogno che erano giunti sul posto poco dopo l’esplosione della cassa continua del supermercato.

Il corpo esamine del 49enne era a terra, il cranio fracassato da una parte dello sportello della cassa continua che si è rivelata un’arma fatale.

Secondo una prima ricostruzione del tentato furto, i malviventi erano due o tre, hanno infranto la porta d’entrata e si sono diretti alla cassa continua dove hanno immesso il gas per poi farla esplodere e prendere i soldi. Un attimo di distrazione e l’esplosione, fortissima, è avvenuta prima del previsto: una parte dello sportello di metallo nel botto è finita dritta contro la testa dell’amico che è morto sul colpo.

Attimi, frazioni di secondi che sono parsi infiniti per i complici che davanti al corpo senza vita del compagno bandito hanno deciso di darsi alla fuga. La tecnica di riempire di gas bancomat o casse continue è una prassi collaudata dai malviventi, ma questa volta qualcosa non è andata per il verso giusto. È la prima volta che il supermercato Billa di Cisano Bergamasco entra nel mirino dei banditi per questo tipo di furto.

Un’esplosione fortissima che ha frantumato vetri e parti del locale, persino la scritta esterna è monca, ha perso la elle e la A finale. Il cadavere del 49enne è stato portato nella camera mortuaria del cimitero di Cisano Bergamasco, con sé non aveva documenti.

Il drammatico compito di riconoscerlo è toccato alla madre che ha avuto un malore ed è stata accompagnata ad un punto medico. I militari dell’Arma ora sono alla caccia dei complici, forse loro potranno raccontare come è andata davvero.

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