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In viaggio per le vacanze I consigli per evitare i disturbi dell’immobilità

Studi scientifici evidenziano che semplici esercizi e una corretta idratazione possono aiutare i viaggiatori contro crampi, gonfiori e problemi circolatori.

L’estate è arrivata e con essa si avvicinano le meritate vacanze, magari verso lidi assolati. Risparmio, lastminute e prenotazioni online la faranno ancora da padrone anche nel 2013: tuttavia le statistiche riportano che gli italiani non rinunceranno al proprio relax per almeno 8 giorni (inferiore alla media europea di 8,4 giorni). Per raggiungere le mete turistiche, i vacanzieri si troveranno spesso a trascorrere molte ore di viaggio immobili all’interno di treni, bus, aerei e soprattutto auto (si stimano circa 110 milioni di autoveicoli in movimento nel corso dei vari esodi e contro-esodi di quest’estate). L’immobilità a bordo dei mezzi di trasporto è una condizione che, in alcuni individui, può comportare dei disturbi fisici più o meno importanti: i lunghi viaggi sono ad esempio nemici delle gambe e per non rischiare crampi, gonfiori o problemi circolatori possono bastare dei semplici accorgimenti. Oltre ad esercizi per piedi, caviglie ed arti inferiori, in questi casi un utile aiuto può derivare anche da una corretta idratazione.

Rimanere seduti a lungo può comportare un problema alla circolazione sanguigna negli individui geneticamente predisposti o con determinati fattori di rischio – sottolinea il Dottor Marco Andena esperto idrologo e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – Oltre a crampi e gonfiori, in alcuni casi si può incorrere anche in patologie più serie, come ad esempio la trombosi venosa profonda agli arti inferiori”.

Il meccanismo che aumenta il rischio è rappresentato dalla stasi del sangue causata infatti dall’immobilità della posizione seduta, associata ad altri fattori quali la ritenzione di liquidi nelle gambe, la riduzione dell’ossigeno nell’ambiente in cui si viaggia, l’attivazione della coagulazione e l’emoconcentrazione secondaria dovuta a disidratazione. Possono incorrere in questi problemi soprattutto i soggetti con le seguenti caratteristiche: un’età superiore ai 40 anni, il sesso (femminile), l’uso di contraccettivi orali, la presenza di vene varicose degli arti inferiori, l’obesità e la trombofilia genetica.

I viaggiatori che rientrano in questa casistica devono pertanto prestare particolare attenzione se intraprendono viaggi più lunghi di 5 ore. Soprattutto in aereo, gli studi scientifici evidenziano che il rischio di trombosi venosa profonda è stimato al 3-12% durante o subito dopo un volo a lungo raggio, anche se la reale incidenza del problema è difficile da valutare.

“Le principali misure preventive sono evitare lunghi periodi seduti e la disidratazione prolungata – aggiunge il Dottor Andena – Ma, mentre evitare di stare seduti per lunghi periodi risulta a volte difficoltoso, assicurarsi un corretto apporto idrico prima della partenza e durante il viaggio è semplice e soprattutto utile”.

Le ricerche evidenziano infatti che una corretta idratazione contribuisce a rendere il sangue meno viscoso, riducendo il rischio di trombosi. Ulteriori accorgimenti per gli individui a rischio possono essere l’uso di calze elastiche e farmaci specifici per la diluizione del sangue prescritti dal proprio medico. Ma avere con sé una bottiglietta di acqua è l’attenzione più semplice ed efficace, perché facilmente a portata di mano per tutti. Inoltre, in queste situazioni, l’acqua minerale è utile anche per mantenere la pelle idratata ed evitare la comparsa della secchezza cutanea che può presentarsi dopo lunghe ore di viaggio.

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